venerdì, Gennaio 27, 2023
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I prigionieri temono un possibile tentativo del regime iraniano di compiere un altro massacro

CNRI – C’è un’atmosfera molto tesa per la sicurezza nel carcere di Gohardasht (Rajai-Shahr) a Karaj, a nord-ovest di Teheran, dopo la recente impennata del numero delle esecuzioni in Iran, secondo una notizia trapelata da questo famigerato carcere.

Oltre all’aumento del numero della guardie carcerarie, ultimamente persino sul tetto della prigione c’è una massiccia presenza di personale della sicurezza, dice la notizia giunta dai detenuti nelle sezioni 3 e 4 di Gohardasht. 

Inoltre, l’ora d’aria dei prigionieri nel cortile del carcere è stata annullata e le porte restano chiuse per tutto il giorno. I secondini bloccano tutte le finestre con lastre d’acciaio saldate dentro e fuori. Considerando la struttura super sicura di questo carcere, queste attività sono ancora più sospette e preoccupanti.

Tenendo in considerazione che questo carcere è stato uno dei principali luoghi del massacro dei prigionieri politici del 1988 e vista l’attuale crisi nella regione, i detenuti temono che il regime possa vendicarsi sui prigionieri stessi.

Dopo il cessate il fuoco nella guerra Iran-Iraq, nell’estate del 1988, il regime dei mullah massacrò più di 30.000 prigionieri politici. Le vittime erano soprattutto membri del principale gruppo di opposizione, l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI o MEK).

 

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