HomeNotizieIran NewsGli Stati Uniti contrastano a torto i sostenitori dei dissidenti iraniani

Gli Stati Uniti contrastano a torto i sostenitori dei dissidenti iraniani

Pubblicato il 13 luglio su The Washington Post
 
A proposito dell’articolo di prima pagina del 6 luglio “Gli esuli iraniani attirano l’attenzione con i sostenitori”:
Nel corso degli ultimi venticinque anni i membri del gruppo di opposizione Mojahedin-e Khalq (MEK) hanno trasformato Camp Ashraf in Iraq in una moderna città, e ciononostante hanno ascoltato l’appello della leader della resistenza iraniana Maryam Rajavi a spostarsi a Camp Liberty dopo che l’Iraq ha sottoscritto un Memorandum d’intesa con le Nazioni Unite e il segretario di Stato Hillary Rodham Clinton ha garantito personalmente la loro incolumità. I residenti hanno mantenuto la parola, con 2000 persone già in partenza; il governo iracheno invece ha contravvenuto ai suoi impegni ogni momento – con a mala pena due parole di protesta da parte degli Stati Uniti e dell’ONU.
E’ ingiustificabile che si possa mettere in dubbio l’integrità di un gruppo bipartisan di prim’ordine di funzionari pubblici che chiedono la salvaguardia e la sicurezza dei dissidenti.
Il MEK non ha rappresentanza né lobby negli Stati Uniti.
Il Dipartimento di Stato ha clamorosamente rinviato la cancellazione del MEK dalla sua lista delle organizzazioni terroristiche. Nel frattempo, i sostenitori del MEK in Iran sono stati giustiziati e 49 residenti di Ashraf sono stati uccisi in Iraq.
E’ ignobile dire che gli indifesi residenti di Ashraf devono o lasciare forzatamente i loro beni e trasferirsi a “Prigione Liberty”, dove mancano servizi essenziali come acqua corrente ed elettricità e attrezzature per i disabili oppure affrontare la prospettiva di restare nella lista dei terroristi e essere massacrati dall’Iraq. Gli Stati Uniti dovrebbero appoggiare loro richieste umanitarie minimali per completare il trasferimento.
Shahin Gobadi, Parigi
L’autore dell’articolo è il portavoce del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana