domenica, Febbraio 5, 2023
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Fatti scioccanti e vergognosi si afferma che Camp Liberty è pronto per 5500 persone secondo gli standards umanitari internazionali

Il comunicato stampa dell’UNAMI del 31 Gennaio a Baghdad sul fatto che  Camp Liberty sia pronto ad accogliere 5500 persone in accordo con gli standards umanitari internazionali dichiara: “Le Nazioni Unite certificano che il nuovo campo per gli esuli iraniani raggiunge gli standards internazionali” (UN NEWS CENTER).

Queste affermazioni sono assolutamente false ed il loro solo scopo è quello di aggirare gli obblighi del governo iracheno sugli standards umani ed umanitari  e di giustificare il diabolico intento del fascismo religioso che governa l’Iran di annientare la principale forza di opposizione a questo regime. 1. Il Memorandum di Intesa (MOU) firmato il 25 Dicembre 2011 da Mr. Martin Kobler, Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale delle Nazioni Unite, e dal governo iracheno dice esplicitamente: “ Il Governo dell’Iraq (GoI) assicura che “La località di transito rispetta gli standards umani ed umanitari”, sebbene nessuno abbia ancora certificato questi standards riguardo a Camp Liberty. Nella dichiarazione dell’UNAMI del 31 Dicembre che ribadiva che il campo era stato certificato rispondente ai parametri del Memorandum di Intesa, i “diritti umani” sono stati completamente dimenticati. Le valutazioni tecniche riguardano semplicemente se ci sono sufficienti rubinetti dell’acqua, toilettes e docce. E’ stato specificato nella valutazione che in sei delle sette sezioni del campo, persino queste strutture non sono ancora funzionanti e riguardo all’unica sezione pronta, sono stati espressi dubbi sulla efficienza delle sue strutture.
2. Mentre i residenti di Ashraf e i loro rappresentanti hanno ripetutamente chiesto a Mr Kobler di fornire delle minime garanzie nell’ambito degli standards umanitari e dei diritti umani, paradossalmente , l’ “esperto per l’accoglienza” è stato sorprendentemente utilizzato per valutare Camp Liberty dal punto di vista tecnico su questioni come: il numero dei rubinetti dell’acqua, docce e toilettes nel tentativo di approvare il campo basandosi solo su questi parametri.
Il 26 Gennaio, l’UNHCR ha scritto agli avvocati dei residenti di Ashraf: “l’UNHCR da parte sua, ha inviato un esperto per l’accoglienza per consigliare il governo iracheno…”.
3. Poi il 30 Gennaio, ci siamo trovati di fronte ad una “Valutazione tecnica di un luogo di transito temporaneo” firmato da Ms. Claire Bouurgeois, la rappresentante del UNHCR. Il giorno dopo, Mr. Kobler annuncia che Camp Liberty è pronto ad accogliere 5500 persone secondo gli standard umanitari internazionali e dice: “Sono grato al UNHCR e alla squadra dei Diritti Umani per il loro apporto”.
La missione dell’esperto per l’accoglienza impiegato dall’UNHCR, non sembra aver fornito consigli al governo iracheno, piuttosto, essenzialmente un rapporto per Mr. Kobler; e a tutt’ora, il suo rapporto, essendo semplicemente un rapporto tecnico-professionale, è stato dato a Mr. Kobler per le modifiche.
4. Ma ci sono dei punti notevoli in questa “Valutazione Tecnica”:
– Non c’è acqua potabile a Camp Liberty; acqua imbottigliata dovrà essere acquistata dai residenti. Il servizio idrico dovrà essere fornito dai residenti stessi.
– Camp Liberty ha anche un centro medico che deve essere rifornito di medicine e personale (Il che significa semplicemente delle roulottes senza personale medico e medicinali che potrebbero essere trasformate in un centro medico all’ultimo momento!)
– Le infrastrutture per le persone disabili come rampe, scale e strutture sanitarie non esistono e dovrebbero essere costruite dai residenti!
– E’ disponibile una mensa con posti a sedere per al massimo 700 persone (non 5500)
– E’ stato previsto che le attrezzature per il centro medico verranno portate dai residenti; perciò, al momento, non c’è un centro medico a Camp Liberty (il che significa semplicemente che si ripeterà la stessa esperienza di Ashraf dove i residenti hanno messo le loro attrezzature mediche a disposizione delle forze irachene che poi hanno creato un luogo di tortura chiamato “New Iraq Hospital” causando la morte di 12 individui a causa dell’assedio che impediva loro le cure).
– Il 28 Gennaio, secondo la valutazione finale, Camp Liberty è pronto per l’immediata sistemazione di sole 800 persone.
– Il campo è stato suddiviso il 7 sezioni, sei delle quali non sono ancora pronte. Le valutazioni sono basate sulla disponibilità, piuttosto che sull’efficienza, delle infrastrutture (cisterne per l’acqua, per i liquami, generatori ecc.)
– L’efficienza delle attrezzature da cucina, il numero e la capacità delle cisterne per i liquami e per l’acqua ed i generatori non sono menzionati nella “Valutazione Tecnica”.
– Sull’efficienza dei sistemi di riscaldamento e condizionamento dell’aria, mentre la valutazione dice che queste unità sono pronte, allo stesso tempo dichiara: “In ogni caso, il solo funzionamento del sistema di riscaldamento/condizionamento dell’aria non indica necessariamente che questo sia in adeguate condizioni di lavoro”.
– I 117.000 metri quadri di spazio aperto menzionati nel comunicato stampa dell’UNAMI che “forniscono ampie possibilità per l’esercizio fisico e lo svago” non sono altro che un arido e desolato pezzo di terra che dovrebbe essere trasformato in piste sportive e parchi ricreativi dai residenti. In realtà non esiste alcuna possibilità di fare esercizio o avere svago nel campo.
– Il punto più interessante è che, secondo il testo, la “Valutazione Tecnica” è stata preparata con l’aiuto e la collaborazione di alcuni funzionari iracheni che hanno avuto il maggior ruolo nei massacri del Luglio 2009 e Aprile 2011 così come nell’assedio e nell’oppressione di Ashraf negli ultimi tre anni.
5. L’area approvata nella valutazione tecnica è per i campi profughi conosciuti, nei quali i residenti hanno la libertà di spostarsi al di fuori del campo ed usare i servizi pubblici come parchi, campi sportivi, moschee, cinema e biblioteche pubbliche. Questa valutazione è completamente differente per i residenti di Ashraf i quali – secondo le dichiarazioni di Mr. Kobler – non hanno la libertà di recarsi fuori dal campo e le cui attività di vita sono limitate nel luogo in cui vivono.
6. Ora è abbastanza chiaro perché la richiesta dei residenti di Ashraf a far visitare Camp Liberty a qualcuno dei loro, è stata rifiutata.
7. Da quanto ci viene riferito gli alti muri di cemento armato costruiti attorno a Camp Liberty sono stati equipaggiati con telecamere nascoste e visibili, quindi insieme alle due stazioni di polizia e i posti di guardia della polizia all’interno del campo, non sarebbe null’altro che una prigione.
8. A nessuno è consentito uscire dal campo e persino l’accesso alla postazione del UNHCR e degli osservatori delle Nazioni Unite è impossibile. Se qualcuno volesse andare presso la postazione del UNHCR o degli osservatori delle Nazioni Unite, dovrebbe andarci con i veicoli militari accompagnato dal personale armato iracheno.
9. Firmare contratti con ditte e fornitori per sopperire alle necessità quotidiane compresa l’acqua potabile, è consentito solo se queste ditte e fornitori non sono sulla blacklist del governo iracheno. Il trasporto dei rifiuti fuori dal campo dovrà essere fornito da ditte esterne. I residenti saranno responsabili dello smaltimento dei liquami e i veicoli adatti allo scopo verranno forniti da loro stessi e a loro spese; gli autisti però dovranno essere della polizia irachena.
10. Il governo iracheno registrerà gli indirizzi dei residenti secondo il nome dei vialetti delle roulotte e la numerazione delle piazzole, come i bracci e le celle di una prigione. Qualsiasi visita delle Nazioni Unite o dell’Ambasciata dovrà avvenire previa notifica al governo iracheno.
11. Il trasferimento del primo gruppo da Ashraf a Liberty, sul quale l’Ambasciata del regime iraniano e le forze terroristiche Quds sono pienamente informate fin nei dettagli, verrà effettuato su bus iracheni, e i collaborazionisti del regime sono pronti a lanciare pietre ai residenti di Ashraf lungo la strada (al trivio di Qossayrin). Questo somiglia allo scenario svoltosi ad Ashraf ad Ottobre, Novembre e Dicembre 2010 e Gennaio 2011.
12. Un’altra questioni irrisolvibile riguardo al trasferimento dei residenti di Ashraf a Camp Libety, è l’incolumità ed il destino dei 200 residenti disabili e feriti, dei quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS – WHO) possiede la lista dei nomi. Il rappresentante dell’OMS ha incontrato molti di questi pazienti ricoverati e sulle sedie a rotelle il 19 Gennaio. Questo accadeva mentre i resoconti presentati al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sottolineavano che per il trasferimento dei residenti di Ashraf, il governo iracheno necessita di più tempo per adeguare le condizioni di Camp Liberty a standard umanitari accettabili, e che l’OMS e l’UNHCR devono dare la loro approvazione. Questi non hanno ancora annunciato una tale approvazione.

I fatti vergognosi sopra menzionati sollevano due questioni fondamentali alle quali l’UNAMI e il SRSG Martin Kobler devono fornire chiare risposte:
In primo luogo: Qual’è lo status legale dei residenti di Ashraf e di quelli che andranno a Camp Liberty, e sotto quali leggi e regolamenti ricadono? Sono richiedenti asilo o prigionieri? E come l’ambasciatore dei mullah ha detto – citando Mr. Kobler – sono considerati “terroristi” e secondo Mr. Maliki non hanno nessuna denominazione  legale?
In secondo luogo – I residenti di Ashraf hanno davvero il diritto di scegliere di trasferirsi volontariamente o, come Mr. Kobler ha fatto ben intendere ai rappresentanti di Ashraf nell’incontro del 28 Gennaio, se non si trasferiscono a Camp Liberty a queste condizioni, seguirà presto un attacco?

La Resistenza Iraniana protestando fortemente, pone all’attenzione del Segretario Generale delle Nazioni Unite, dell’Alto Commissario per il Rifugiati, dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, del Segretario di Stato degli Stati Uniti e dell’Alto Rappresentate dell’UE, il pericoloso scenario delineato dal dichiarare Camp Liberty pronto per 5500 persone e rispettoso degli standards internazionali. Fa appello in particolare all’Alto Commissario delle Nazioni Unite Antonio Guterres affinché intervenga urgentemente e confermi immediatamente perlomeno lo status di rifugiati dei pazienti di Ashraf e dei residenti disabili e feriti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
2 Febbraio 2012

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