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Ex-funzionari statunitensi sollecitano la creazione di una commissione di inchiesta sulle condizioni di Camp Liberty

 

Secondo Global Initiative for Democracy, ex-funzionari statunitensi sollecitano  la creazione di una  Commissione d’inchiesta sulle condizioni di Camp Liberty in Iraq, dove sono stati trasferiti centinaia di dissidenti iraniani
WASHINGTON, 26 Feb. 2012PRNewswire-USNewswire – L’ex-sindaco di New York Rudy Giuliani ha richiesto la creazione di una commissione d’inchiesta, formata da un gruppo di eminenti ex-politici degli Stati Uniti e membri delle forze dell’ordine, per visitare Camp Liberty in Iraq dove circa 400 dissidenti iraniani vivono dopo esservi stati trasferiti da Campo Ashraf, che è stata la loro casa per 25 anni. “Io suggerirei di richiedere  …. alla Camera dei Rappresentanti, di approvare una risoluzione che nomini una commissione … che andrà immediatamente in Iraq ed esaminerà Camp Liberty e riferirà entro due o tre giorni ciò che ha visto”, ha detto Giuliani. “Camp Liberty è davvero un luogo adeguato?Potrà essere un centro di ricollocazione? E’ davvero una prigione o un campo di concentramento?”
“Questa è una truffa; una truffa che non riguarda il denaro, ma una frode che implica delle minacce alla vita umana.

Ciò di cui abbiamo immediatamente bisogno, è una commissione d’inchiesta per determinare in che modo è stata perpetrata questa frode. Chi ha certificato, chi ha approvato quel buco infernale, quella discarica di immondizia? Chi ha detto che era conforme agli standards delle Nazioni Unite?
Qualcuno è responsabile per aver perpetrato questa frode e per aver portato 400 persone innocenti a rischiare la salute e la vita, ad essere esposti a quel genere di immondizia e di pericolo per la salute. Dobbiamo andare fino in fondo a tutto ciò”, ha sottolineato il Professor Alan Dershowitz, docente di legge ad Harvard.
Il destino in questione è quello di 400 dissidenti iraniani, membri del principale movimento di opposizione dell’Iran, i Mujahedin-e Khalq (“MEK”), che si trovano attualmente a Camp Liberty. Questi individui, come circa altri 3000 dissidenti iraniani, risiedevano a Campo Ashraf. Nonostante la certificazione delle Nazioni Unite attestante che le infrastrutture e i fabbricati di Camp Liberty sono conformi agli “standards internazionali”, questo campo manca persino delle condizioni basilari per vivere, fornendo elettricità solo in maniera intermittente ed acqua corrente in quantità insufficiente. Il governo iracheno non permette ad osservatori o visitatori internazionali di vedere Camp Liberty.
Le preoccupazioni per quelli che si trovano a Camp Liberty sono aumentate dal fatto che Campo Ashraf è stato attaccato due volte dalle forze militari irachene, causando 47 morti e più di 1000 feriti, da quando il governo iracheno ha preso il controllo del campo dai militari americani nel 2009.
Durante la conferenza Giuliani ha detto che gli Stati Uniti dovrebbero essere pronti ad accettare i dissidenti che vivono a Campo Ashraf e Camp Liberty. Si è unito agli altri partecipanti , l’ex-Direttore per la Sicurezza Interna Tom Ridge,il Presidente del Comitato Nazionale Democratico Howard Dean e l’ex-vice funzionario contro le minacce transnazionali del National Intelligence Council, Glenn Carle, nel rivolgersi al Dipartimento di Stato americano per rimuovere il MEK dalla sua lista delle Organizzazioni Terroristiche Estere.
Gli altri oratori alla conferenza sono stati: l’ex-sindaco di Chicago Richard Daley, l’ex-Ambasciatore americano nel Regno Unito, Philip Lader e l’ex-Consigliere Politico al Dipartimento del Tesoro del Terrorism and Financial Intelligence, Avi Jorisch.
“Nel 2012, non c’è nessuna ragione, nessuna giustificazione, secondo nessuna norma giuridica che questo gruppo meriti di essere trattato come una organizzazione terroristica”, ha detto Ridge. “Dall’8 Ottobre del 2001 fino al giorno in cui ho lasciato la carica di Segretario della Sicurezza Interna, trovavo ogni giorno un motivo di pericolo. Ma ve lo devo dire, non mi ricordo di aver mai visto un riferimento al MEK o ad un’organizzazione o ad un terrorista sospettato di appartenere al Mek e che minacciasse gli Stati Uniti o i suoi cittadini. Loro non appartengono a questa lista. Non sono un’organizzazione terroristica. Toglieteli dalla lista”.
Il Governatore Dean ha aggiunto: “Gli Stati Uniti d’America hanno la massima responsabilità per la salvezza della gente di Ashraf, e ad ogni singola persona di Ashraf  ne è stata fatta promessa per iscritto, firmata dall’Alto  Comandante delle forze armate degli Stati Uniti” ha detto Dean. “Questa non è solo una semplice battaglia per salvare le vite di 3400 civili inermi che si sono trovati intrappolati in un Iraq sempre meno democratico. Questa è una battaglia per accertare che tipo di Paese sono gli Stati Uniti”.
Riguardo alla politica corretta per contrastare le minacce poste dal regime iraniano, Mr. Carle ha sottolineato: “Tatticamente, il lavoro nel campo  dell’intelligence che ho svolto per più di due decadi, indica che il MEK debba essere tolto dalla lista e che venga cancellata la oramai datata ed erronea designazione di organizzazione terroristica. Strategicamente indica che, appoggiare il MEK è un mezzo per incalzare un regime che ha un’influenza destabilizzante nell’intera regione”.
Per ulteriori contatti: Global Initiative for Democracy
Tel.: 703-946–8848
Fonte: Global Initiative for Democracy

 

 

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