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On. Ciccioli: Ashraf è il fulcro di un’opposizione forte contro il regime teocratico al potere in Iran

Il discorso dell’On. Ciccioli alla conferenza sull’Iran e Campo Ashraf alla Camera dei deputati il 15 febbraio 2012
Ahmadinejad, presidente del regime iraniano ha dichiarato, qualche giorno fa, che avrebbe dato, al più presto, le nuove notizie sul nucleare. Prima di lui, due settimane fa, Khamenei, leader spirituale del regime aveva annunciato che il progetto nucleare si proseguirà senza sosta, che avrebbero intensificato le ingerenze in Iraq. Khamenei ha confermato che il suo regime si attiverà a favore dei gruppi islamici nella regione e riaffermato che l’Israele deve essere distrutto. Khamenei ha intimato i suoi avversari di non protestare nel caso di una bocciatura elettorale; anche se è arduo parlare di elezioni nel regime iraniano.
Con uno sguardo alla scena politica in Iran possiamo dire che il regime dei mullà non vuole e non può avere rispetto per le leggi e le regole internazionali. Non può e non vuole sospendere la repressione del suo popolo, esportazione dell’integralismo  e del terrorismo e la produzione di armi nucleari. Il regime iraniano sfida continuamente la comunità internazionale e ora è il pericolo numero uno per tutto il mondo. La comunità internazionale ha ripetutamente chiesto al regime iraniano di fermare la produzione di armi nucleari ma non ha ottenuto alcun risultato e tutti i tentativi di negoziazione sono penosamente falliti. Perciò l’unica via per liberasi dalla piovra di un regime integralista che è in procinto di ottenere la bomba nucleare e il cambio di regime.
Il regime iraniano immerso nelle crisi interne e  internazionali si trova in una situazione di assoluta debolezza. Il cambio di regime è possibile e quando mai è necessario, a patto che al contrario di ciò che è accaduto finora i governo occidentali non assistano il regime e sostengano la lotta del popolo iraniano e la sua resistenza organizzata.
Ashraf è il fulcro di un’opposizione forte contro il regime teocratico al potere in Iran. La protezione dei residenti del Campo Ashraf non soltanto è una questione umanitaria è anche un contributo a rafforzare la pace e la stabilità nella regione. Proprio per questo noi seguiamo con molta attenzione la questione di Ashraf. Sin dall’inizio non c’era bisogno dello spostamento dei residenti del Campo Ashraf. Se al Commissariato non avessero tolto la possibilità di iniziare il suo lavoro oggi saremmo stati in un’altra situazione. Soprattutto non sarebbe in pericolo la vita e la dignità umana di migliaia dei dissidenti iraniani. Con le notizie che noi apprendiamo del campo Liberty, questo non ha neanche sembianze di un carcere, ma molto peggio.
Io qui vorrei ricordare il ruolo del rappresentante del Segretario generale dell’ONU che non deve consentire che il campo Liberty diventi un carcere e assicurare le garanzie minime per la nuova residenza dei dissidenti iraniani. Il rappresentante del Segretario generale deve garantire anche la possibilità che i residenti del Campo Ashraf possano trasportare con se i loro patrimoni e mezzi, e la possibilità di entrare e uscire liberamente dal campo e soprattutto impedisca stazionamento della polizia irachena all’interno di un campo di superficie di appena 0,5kmq. Se il governo iracheno non rispetta queste richieste che in verità sono il minimo per una soluzione pacifica è lecito pensare che sia in malafede e cova altri obiettivi, nefasti obiettivi. L’Unione Europea, e in particolare il nostro Paese devono attivarsi affinché siano garantite le condizione di un sicuro trasferimento dei residenti al campo Liberty e sostengano il rappresentante del Segretario generale affinché intraprenda una posizione ferma di fronte al governo iracheno e garantisca la legalità.
In fine vorrei salutare i residenti di Ashraf e ammirare la loro pacifica resistenza e dirgli che noi rappresentanti del popolo italiano in Parlamento seguiamo con attenzione il loro caso e saremmo al loro fianco. Io sono sicuro che il vento di una primavera in Iran soffierà, cosicché tutti i residenti del Campo Ashraf potranno far ritorno nel Iran libero.