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110 parlamentari chiedono con urgenza al Segretario Generale dell’Onu di proteggere i dissidenti Iraniani

HUFF POST David Amess 24 febbraio 2012 – Una petizione firmata da 110 deputati di tutti i partiti e Lords è stata inviata giovedì al Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon all’Ufficio Affari Esteri e Commonwealth a Lancaster House chiedendogli di assicurare la protezione delle Nazioni Unite per i 3400 dissidenti iraniani a Campo Ashraf in Iraq. La petizione che è stata supportata dal contributo dai parlamentari più anziani come l’ex  Segretario di Stato per gli Affari Interni Lord Waddington QC, l’ex Segretario del partito laburista Lord Clarke of Hampstead, l’ex Speaker della Camera dei Comuni la Baronessa Boothroyd, vice capogruppo dei LibDem, Lord Carlile of Berriew QC (ex redattore indipendente della legislazione sul terrorismo), l’ex Lord Advocate per la Scozia Lord Fraser of Carmyllie QC, Sir Roger Gale, Stephen McCabe, Brian Binley e Sir Bob Russell.
 
I deputati hanno espresso “profonda preoccupazione riguardo al trasferimento del primo gruppo di 400 residenti del Campo Ashraf a Campo Liberty”, un’ex base USA nei pressi dell’aeroporto di  Baghdad, oggi di fatto una prigione usata dall’Iraq per ospitare i dissidenti.
 
La lettera dei deputati e Peer dice: “Un gruppo di 400 residenti ha mostrato la massima disponibilità e si sono preparati a trasferirsi a Campo Liberty il 17 febbraio. Ciò è avvenuto in un momento in cui molti bisogni basilari mancavano chiaramente nel nuovo campo. A questo gesto di buona volontà da parte di questi residenti la risposta del governo Iracheno è stato l’ordine alla polizia, nel nuovo campo, di essere offensivi ed ostili.”
 
“Le Forze Irachene con la presenza degli osservatori dell’Onu hanno impedito ai residenti di portare con se farmaci e materiale sanitario, un generatore di corrente, oggetti per l’ufficio come sedie, tavoli e fotocopiatrici, una caldaia e prodotti per l’igiene.”
 
“Campo Liberty, al contrario della dichiarazione dell’UNAMI del 31 gennaio, non è conforme agli standard internazionali dal punto di vista delle infrastrutture. Fin dall’arrivo i residenti non hanno trovato ne elettricità e ne acqua e i suoi servizi igienici sono sporchi e inutilizzabili.”
 
“Con la signora Rajavi ad aver convinto i residenti ad accettare questo rischioso trasferimento, le attuali condizioni nel campo sono totalmente inaccettabili. Noi ci aspettiamo dalle Nazioni Unite, col supporto del governo Usa e dell’Unione Europea, che si schierino chiaramente contro le limitazioni che il governo iracheno sta imponendo ai residenti. Le Nazioni Unite, gli Usa e l’Ue devono assicurare il fatto che i diritti umani dei residenti siano rispettati. L’UNAMI non può giustificare un atteggiamento che non è evidentemente neutrale come conseguenza delle pressioni Irachene.”
 
“Vi chiediamo per prima cosa di assicurarci che la stazione della polizia Irachena e le sue forze lascino il campo e che stazionino fuori dal suo perimetro. Inoltre, voi dovete garantire la sicurezza e la salute dei residenti assicurandoli sul fatto che possano avere diretto e gratuito accesso a servizi ospedalieri e che la loro libertà di movimento sia assicurata. L’UNAMI deve tenere aperte le porte di Camp Liberty ai giornalisti, avvocati ed alle famiglie dei residenti.”
 
“In tali circostanze non ci potrà essere un ulteriore trasferimento dei residenti a Campo Liberty fino a quando gli attuali 400 residenti al Campo Liberty non saranno trasferiti in modo sicuro verso paesi terzi”, dice la petizione.
 
David Amess Membro del Parlamento per il Southend West e membro del Comitato Parlamentare Britannico per un Iran Libero    
 

 

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