
Nel nome di Dio, dell’Iran e della Libertà.
E nel nome della rivoluzione democratica del popolo iraniano.
Nel nome della perseveranza degli abitanti di Ashraf e dei loro sostenitori, che sono i messaggeri della vittoria e della libertà!
Cari Compatrioti, Sostenitori della Resistenza Iraniana
I miei più calorosi saluti a tutti voi! Oggi ricorre l’importantissima nascita dell’Imam Hussein, il terzo imam sciita, l’eterno messaggero della libertà, lo storico portatore della bandiera del “no all’umiliazione” e un’ispirazione per tutte le generazioni a perseverare e a sfuggire la resa. Oggi ricorre anche il trentunesimo anniversario dell’inizio della resistenza contro la tirannia religiosa in Iran.
In questo giorno e a questo magnifico raduno, voglio condividere con voi i miei sentimenti mentre assisto al vostro travolgente entusiasmo.
Io vedo in voi e con voi le decine di milioni di iraniani che agognano la libertà.
Sento le voci delle mie coraggiose sorelle in tutta la nostra patria.
Sento le voci dei fieri prigionieri di coscienza che resistono nelle prigioni segrete di Ali Khamenei.
E sento il grido degli studenti, dei lavoratori, degli insegnanti e di tutti quelli che sperano nella libertà e nella liberazione.
Davvero, tutti noi sentiamo il vostro grido di protesta che proviene dai quattro angoli dell’Iran e la vostra voce che echeggia nelle nostre orecchie.
Si, il grido di ogni iraniano è …. Libertà, Libertà.
In voi, vedo i popoli arrabbiati del Medio Oriente che si sono sollevati contro la più grande minaccia di tutta la regione, cioè il fascismo religioso al governo in Iran. Intendo la Siria, l’Iraq, l’Afghanistan e gli altri paesi di questa regione i cui rappresentanti sono qui con noi oggi.
E in voi, io vedo l’enorme forza dell’umanità, della giustizia, dell’amore e della fede aliena alla fatica e al decadimento. Al contrario, ispira e guida le più grandi assemblee, i più lunghi sit-in e i più forti movimenti. Sgretola l’esile muro dell’impossibile ed è determinata a marciare in avanti fino a che non sia arrivata alla vetta della vittoria.
Compagni compatrioti,
lo sviluppo più recente ed importante, è stata la sentenza emessa della Corte di Appello americana di Washington, DC, contro l’illegale etichetta affibbiata all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI/MEK). Questa è stata una tappa decisiva ed una conquista storica nella lotta tra la resistenza del popolo iraniano e il regime religioso. La corte ha messo in chiaro che questa etichetta è illegittima ed ha disposto che se il Dipartimento di Stato non prenderà una decisione, essa stessa revocherà unilateralmente questa designazione dell’OMPI.
Questo ha il suono delle catene che si rompono, delle oscure costruzioni della demonizzazione che crollano e della spettacolare sconfitta del regime del velayat-e faqih*.
Questa designazione doveva servire a negare il diritto della nazione iraniana al cambiamento di regime. Ma la vostra resistenza ha orgogliosamente legittimato quel diritto.
Qualcuno ha detto che nessuna corte negli ultimi duecento anni aveva mai emesso un decreto ingiuntivo su questioni di sicurezza nazionale e politica estera.
Ciononostante, un movimento che ha sacrificato ogni cosa per la causa della libertà e della liberazione della sua nazione ha acceso la luce della verità e della giustizia nelle profondità delle tenebre.
Prima di tutto questo avevo detto: “Vi strapperemo i diritti del popolo iraniano anche se li nasconderete nella pancia del drago”.
Ora, non siamo venuti qui per stigmatizzare questa vergognosa designazione e questa politica. Siamo venuti per dire che questa politica deve essere completamente estirpata.
Non è stato forse il Dipartimento di Stato che ha dato in pasto ad alcuni media negli Stati Uniti tutto un assortimento di bugie fabbricate dal Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza del regime iraniano, allo scopo di giustificare il mantenimento di quest’etichetta?
Non è stato un anonimo funzionario del Dipartimento di Stato che ha ripetutamente sfornato false rivendicazioni contro l’OMPI?
E di fronte alla corte americana non è ricorso alla bugia che forse Campo Ashraf non era stato completamente ispezionato?
Ora è il nostro turno di chiedere se queste bugie abbiano avuto qualche altro scopo se non quello di preparare la scena per il massacro di altri abitanti di Ashraf.
Quale legge e quale principio etico e umanitario, permetterebbe al Dipartimento di Stato di rimandare la rimozione dalla lista dell’OMPI fino a che Campo Ashraf non venga evacuato?
Nella cultura occidentale c’è un famoso detto che recita: “Le leggi della Torah legano le mani dell’uomo affinché non commetta peccato e le leggi della Bibbia frenano il suo pensiero e l’intento di commettere il peccato”.
Ora, che tipo di modus operandi e di credo governa il Dipartimento di Stato, basandosi sulla sensazione di quale funzionario pensano di avere mano libera per infrangere la legge e ricorrere a falsità e menzogne?
Davvero, se non fosse stato per i membri della Camera e del Senato e degli illustri ex-funzionari americani che si sono sollevati a sostegno del popolo iraniano, della Resistenza Iraniana e degli abitanti di Ashraf, cosa sarebbe rimasto dei 33 anni di politica contro i mullah a parte l’umiliazione del compromesso?
Questa è una ineguagliabile coalizione bipartisan che ha sfidato la politica ufficiale e sta onorevolmente e coraggiosamente difendendo la rimozione dalla lista e gli abitanti di Ashraf. Si, noi grazie a voi riconosciamo gli Stati Uniti.
Naturalmene, la mia speranza è che il Segretario Clinton volti questa ingiusta e repressiva pagina nella storia della politica statunitense e ponga personalmente fine a questa illegale designazione.
Nonostante questo, al di là di qualunque decisione, malgrado ciò che è accaduto, il fattore decisivo è la risolutezza del popolo iraniano e della sua Resistenza che sta ponendo fine a questa designazione e ci riuscirà.
Come una malefica spirale, questa designazione ha crato molte accuse contro la Resistenza Iraniana, le ha inventate e reiterate, agendo come il più grande ostacolo alla libertà del popolo iraniano. In tutti questi anni, i mullah al governo in Iran e i loro complici, hanno detto e scritto continuamente che i membri di questa Resistenza si torturano e uccidono a vicenda.
Ci hanno accusati di essere una setta malata di “culto della personalità”, e senza il sostegno popolare in Iran.
Hanno accusato la Resistenza di aver assassinato i curdi e massacrato gli sciiti in Iraq. Ci hanno accusato di aver nascosto armi chimiche a Campo Ashraf e che il 70% dei residenti di Ashraf sia stato trattenuto contro la sua volontà.
Tutte queste menzogne derivano da questa etichetta e hanno lo scopo di preservare il regime dei mullah.
Nonostante questo però, è stata solo la sofferenza e la perseveranza del movimento di resistenza che ha infranto questo assedio coloniale e reazionario nei confronti del movimento di resistenza del popolo iraniano.
A seguito di sentenze senza precedenti emesse dalle corti inglesi e dell’UE, lo scorso anno la magistratura francese ha emesso una brillante sentenza, riconoscendo la legittimità e la giustezza del Resistenza del Popolo Iraniano contro il fascismo religioso. E quest’anno, anche la magistratura statunitense ha testimoniato contro una ingiustizia storica fatta alla Resistenza Iraniana.
Sapete, nella lunga e dolorosa storia di demonizzazione di quelli che ricercano la libertà e dei movimenti di resistenza, da Gesù Cristo a Spartaco, dagli eroi della resistenza anti-fascista qui in Francia ai combattenti per la libertà in Iran, è stata raggiunto un eccezionale risultato.
E questo perché questa è la prima volta che un movimento è riuscito nel suo stesso tempo, attraverso il sacrificio e accrescendo la consapevolezza e, naturalmente, nel rispetto della legge internazionale, ad andare di fronte le corti di Europa e Stati Uniti e a liberarsi dal pesante fardello di queste bugie.
Si, siamo riusciti a porre fine al repressivo assedio imposto al movimento di resistenza.
E siamo riusciti ad elevare gli standard della giustizia del mondo di oggi.
Siamo riusciti a infrangere il circolo vizioso delle menzogne e dell’inganno.
Siamo riusciti a realizzare un nuovo piano e ad aprire un nuovo capitolo.
Questo è un piano basato sulla trasparenza, sulla verità e la giustizia, basato sul rispetto delle conquiste dell’uomo e delle sue virtù, basato sul ritorno delle istituzioni internazionali alla difesa dei diritti umani, basato sulla restaurazione dei diritti dei popoli e sulla rivitalizzazione del valore della resistenza e del sacrificio.
Davvero, la forza dell’umanità e della giustizia sono giunti alla ribalta e la storia ha voltato pagina. I dittatori stanno cadendo uno dopo l’altro e quindi anche le politiche che li proteggono devono cambiare. E noi abbiamo i mezzi necessari per portare avanti questo cambiamento e lo realizzeremo.
Questo è il significato del cambiamento nella nostra epoca e dell’epoca del cambiamento.
Ora dobbiamo porgere i nostri omaggi alla memoria di Danielle Mitterrand, la First Lady dei diritti umani, a Raymond Aubrac e al suo compagno d’armi Lucie Aubrac, a Lord Corbett e a Lord Archer, che ci hanno tutti lasciato nei mesi scorsi. Erano tra i pionieri di questa lotta globale e i fondatori di una politica basata sulla giustizia e sull’umanità. I loro nomi e i loro ruoli impareggiabili non verranno mai dimenticati.
Cari Compatrioti,
questo cambiamento nella nostra epoca si manifesta anche nella trionfante distruzione delle cospirazioni multi-sfaccettate del regime iraniano e del suo governo fantoccio in Iraq per mano della Resistenza Iraniana.
Come tutti sapete, lo scorso anno c’era un piano per smantellare e distruggere i Mojahedin del Popolo.
C’era un ultimatum per eliminare gli abitanti di Ashraf. E c’era un pacchetto in sette punti tra Tehran e Baghdad per costringere questo movimento o ad arrendersi o ad essere completamente distrutto.
Oggi, sono lieta di dire a voi e alla grande nazione dell’Iran che, con la benedizione di Dio, il movimento di resistenza contro il regime religioso, che simboleggia la lotta eroica nella storia dell’Iran, è stato salvato dall’essere saccheggiato, massacrato e distrutto. E ora , per portare avanti la sua storica missione, è centinaia di volte più efficace, risoluto e solido.
E ora io domando a tutti voi sostenitori di Ashraf: siete anche voi preparati ad essere all’altezza delle responsabilità di quest’epoca, cioè a lottare e combatere centinaia di volte di più per liberare il popolo iraniano?
Infatti, con grande delusione del nemico, Ashraf si è moltiplicata e ora ci sono innumerevoli abitanti di Ashraf.
Nei mesi scorsi, per neutralizzare le cospirazioni del regime dei mullah e del suo governo fantoccio a Baghdad, i Mojahedin hanno accettato il trasferimento da Campo Ashraf nel quadro di una soluzione internazionale.
Per favorire questa soluzione, i residenti di Ashraf hanno rinunciato al loro venticinquennale diritto di residenza in Iraq per rispettare il piano del Parlamento Europeo. Hanno anche accettato di lasciare Campo Ashraf, che avevano realizzato e migliorato con il loro lavoro e grandi difficoltà.
Ciononostante, a causa delle cospirazioni del fascismo religioso al governo in Iran, delle ripetute violazioni del governo iracheno e della passività delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti, ciò che doveva essere un trasferimento volontario, è divenuto uno sfollamento coatto.
E’ uno sfollamento coatto in ogni dettaglio. Il Memorandum di Intesa tra l’Iraq e le Nazioni Unite manca di soddisfare le minime richieste dei residenti di Ashraf, e persino le sue disposizioni non sono ancora state implementate. In pratica il MoU è divenuto un piano per mandarli in prigione.
Diverse settimane fa, ho detto che il piano per una struttura di transito temporaneo è praticamente fallito e nulla è rimasto del Mou firmato dalle Nazioni Unite e dal governo iracheno e deve essere soccorso di nuovo .
I residenti di Ashraf hanno anche detto che fino a che continuerà la violazione dei loro più fondamentali diritti, loro non andranno a Liberty. Ma se le loro richieste fossero soddisfatte oggi, si trasferirebbero anche domani.
Queste richieste sono state elencate in sei punti, sono molto semplici, e sono state inviate al Segretario Generale dell’ONU e al governo degli Stati Uniti.
Dicono semplicemente: invece di trasformare Liberty in una prigione, classificatelo come un campo per rifugiati, fornitegli l’acqua, l’elettricità e le altre necessità umanitarie per i residenti, vietate l’interferenza nei nostri affari di un nemico che cerca di distruggere questo movimento e, in ultimo, perquisite Ashraf, che voi affermate non essere stato completamente disarmato. O almeno, ritirate ciò che avete detto.
Quelli che dicono che queste richieste dei residenti di Ashraf sono richieste “massimaliste”, dovrebbe spiegare da quando proteggere le vite e la salute delle persone viene considerato un privilegio particolare?
Vi stanno dicendo che non avete il diritto di chiedere l’ispezione di Ashraf per assolvere voi stessi dalle accuse. Invece, dicono, dovete andare in prigione e considerarla come una soluzione umanitaria. E se vi opponeste ad andare in prigione, questa designazione illegale potrebbe continuare e voi sareste accusati di aver interrotto il dialogo e di mancanza di collaborazione.
In realtà, stanno di nuovo perseguitando le vittime. Come se Gesù venisse crocifisso di nuovo e il carnefice affermasse di essere lui la vera vittima.
I residenti di Ashraf sono stati costretti ad andare in un centro di detenzione dove, come schiavi, devono trasportare sulle loro spalle tutti i carichi pesanti. E di nuovo, sono i residenti di Ashraf che vengono incolpati per l’impasse e la crisi.
Questa è davvero demonizzazione da una parte e dall’altra è un insieme di pressioni disumane esercitate con l’intento di approntare la scena per un altro massacro a Liberty.
Lasciatemi sottolineare comunque che, se pensate che con tali pressioni potrete obbligare i Mojahedin a rinunciare ai loro stessi diritti e ai diritti e alle libertà dei loro compagni iraniani, vi state grandemente sbagliando.
Devo ripetere forte e chiaro che il codice di condotta della nostra Resistenza è tale che quando si prende un impegno, lo si rispetta responsabilmente.
Perciò, nonostante tutte le cospirazioni portate avanti dal regime iraniano, la Resistenza Iraniana rimane fedele a tutti gli impegni presi in precedenza. E’ stata questa Resistenza che ha pagato totalmente il prezzo dell’avanzata su questo cammino e che continuerà lungo questo cammino, dimostrando la sua piena collaborazione e intesa con le Nazioni Unite.
Fino ad ora abbiamo e continueremo a dimostrare il più alto grado di flessibilità a condizione che la protezione, la sicurezza, il benessere e la dignità dei residenti siano garantiti.
Ma noi speriamo che anche le Nazioni Unite e gli Stati Uniti rispetteranno i loro impegni. Naturalmente noi non identifichiamo gli Stati Uniti con la politica del Dipartimento di Stato, ma con voi illustri personalità, molti dei quali sono qui oggi, che avete gridato che il trasferimento dei residenti da Ashraf con il pretesto di iniziare la procedura per i rifugiati è ingiusto. Voi avete ripetutamente lodato i coraggiosi figli del popolo iraniano e avete chiesto loro di rimanere determinati come sempre nella loro lotta.
Per questa ragione oggi, per mezzo vostro, io mi rivolgo al popolo degli Stati Uniti e al mondo affinché sia giudice.
Per ciò che riguarda l’impegno dei residenti di Ashraf nei confronti del MoU, cosa potrebbe essere veramente più eloquente del fatto che fino ad ora 2000 si loro si sono trasferiti a Liberty?
E allora perché le loro proteste contro queste imposizioni disumane non vengono ascoltate?
Perché non possono avere diritti sulle loro proprietà?
Perché gli è stata negata la libertà di circolazione?
Perché ai feriti e ai disabili non è stato consentito di portare con sé le attrezzature speciali di cui hanno bisogno?
Mi rivolgo ai paesi europei, agli Stati Uniti e al Canada affinché operino efficacemente per proteggere i residenti di Ashraf e Liberty, li accettino nei loro paesi ed evitino un’altra catastrofe.
Cari Amici,
i cambiamenti di questa epoca, realizzati in virtù di una dolorosa perseveranza e resistenza, richiedono che le istituzioni internazionali ristabiliscano le loro principali responsabilità, cioè la protezione dei diritti umani.
Noi vogliamo quel tipo di istituzioni che non incolpano le vittime per non aver capitolato e non coinvolge degli scagnozzi nelle discussioni sul destino dei residenti di Ashraf.
Noi gli chiediamo:
perché vi siete trasformati in spettatori silenziosi di fronte ai despoti e siete divenuti il mezzo per la distruzione della Resistenza Iraniana?
Perché state costringendo i combattenti per la libertà in Iran a scegliere tra l’essere massacrati o andare in prigione?
Vi prego aprite gli occhi e guardate perché i mullah hanno fatto della distruzione di questo movimento la loro massima priorità e la stanno fortemente perseguendo. Perché in quest’epoca di cambiamento essi non vedono alcun futuro per loro, per i loro alleati e associati della regione. Per questa ragione, costruire una prigione e sopprimere i Mojahedin del Popolo è parte integrante di una politica che contempla le esplosioni e le uccisioni in Iraq e i massacri in Siria.
L’alleanza unita del genocidio e del massacro da Tehran a Baghdad a Damasco sta crescendo vertiginosamente senza controllo. E il diffondersi della resistenza contro di essa, riflette l’immagine di un mondo che si è sollevato per la libertà.
Questa è una battaglia che né noi, né le popolazioni di tutta la regione hanno iniziato. Ciononostante, per potere liberare il nostro popolo non abbiamo altra scelta se non continuare fino alla vittoria. Per questo ci uniamo al leader della Resistenza Iraniana Massoud Rajavi che ha detto: “Ad Ashraf, o in qualsiasi altro luogo in Iraq, o dentro e fuori dall’Iran, che sia ora o in futuro, fintanto che questo regime esisterà, il rovesciamento della dittatura religiosa rimarrà un inalienabile diritto nostro e del nostro popolo”.
Cari Compatrioti,
le recenti tre serie di negoziati tra i P5+1 e il regime dei mullah sono arrivati ad un punto morto e sono finiti in un fallimento. I quattro anni di politica di cooperazione del Presidente Obama sono falliti.
Dieci anni fa, la Resistenza Iraniana rivelò i siti nucleari clandestini di Natanz e Arak. Purtroppo i paesi occidentali hanno sprecato 10 anni di importanti opportunità. Per un decennio hanno continuato a dare al regime tutta una serie di incentivi. Lo hanno compiaciuto e si sono impegnati in 10 anni di inutili negoziati con i mullah.
A tutt’oggi vi sono state 37 serie di colloqui, colloqui per amore di colloquiare con un regime che ha violato sette risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e sta ammassando almeno 200 kili di uranio arricchito ogni mese.
Nei mesi scorsi, la politica di conciliazione ha trovato nuove forme di espressione, come ripetere la vana idea che forse la dittatura religiosa al governo non ha ancora preso la decisione di fabbricare la bomba. Un altro proclama dice che conterremo i mullah dopo che avranno ottenuto la bomba.
Il risultato finale di questa doppiezza sarà solo uno: lasciare che il fascismo religioso ottenga la bomba.
Ma voglio ripetere ancora che il popolo iraniano non accetterà mai questa opzione.
Gli interessati dicono che mirano a combattere i mullah. Ma stanno seguendo una politica disperata: una volta pregano e piangono; un’altra sbandierano la fatwa demagogica di Khamenei che dice che le armi nucleari sono proibite. Questo vuol dire fingere di ignorare che i mullah si stanno affrettando a compiere i passi finali.
Ora, se credete che i mullah al governo abbandoneranno il loro programma sulle armi nucleari sotto la pressione delle sanzioni internazionali, tanto meglio. Ma per raggiungere questo obbiettivo dovrete dimostrare fermezza.
Naturalmente il popolo iraniano beneficierà del fatto che i mullah avranno bevuto l’amaro calice del ritiro dalla loro crociata nucleare. Ma se diverrete sicuri che i mullah stanno continuando sul loro cammino per costruire la bomba, la corretta politica sarà ancora una volta di grande decisione.
Perciò quelli di voi che sottovalutano il pericolo del programma nucleare dei mullah stanno minacciando la pace mondiale.
Voi avete la responsabilità di dire al mondo che non ci sono soluzioni alla crisi nucleare dei mullah. E’ vostra responsabilità.
Sconfiggere i pericoli di un regime nucleare dei mullah è possibile. L’unico modo di farlo è cambiare la dittatura dei mullah, cosa che è responsabilità del popolo iraniano e della Resistenza.
Quindi, se davvero non volete lasciare una bomba nucleare ai mullah, schieratevi con la resistenza del popolo iraniano per abbattere questo regime e accogliete le sue richieste. Essi chiedono un Iran libero dalla oppressione, un Iran non nuclearizzato e un Iran non teocratico.
Ed infine, voglio rivolgermi ai miei figli e figlie in Iran.
Voglio parlare a voi del vostro ruolo e delle responsabilità in questa nuova epoca.
La rivoluzione del 1979 si è realizzata con il sacrificio della giovane generazione iraniana. Le sollevazioni del Luglio 1999 e quella magnifica del 2009, sono state il risultato della vostra protesta e della vostra rabbia. E non c’è dubbio che la Primavera della nazione iraniana fiorirà grazie al vostro entusiasmo e alla vostra forza.
Per annientare i vostri sforzi, i mullah hanno eretto un altro e spesso muro di repressione.
Lo scopo principale delle inarrestabili esecuzioni, come l’impiccagione dei nostri coraggiosi compatrioti nella provincia del Khuzistan la scorsa settimana, è di intimidirvi.
Ovviamente la società iraniana è disgustata da questo governo di scagnozzi e della loro cultura e condotta arretrata.
Ma essere disgustati non è abbastanza.
Voi dovete allo stesso tempo fissare il vostro sguardo sull’eredità della nazione iraniana e sul suo vero capitale che è una storia di lotta contro la dittatura. Dovete avere la speranza in un brillante futuro e con questa speranza accendere le fiamme della resistenza. Questo è quello di cui hanno paura i mullah. Per questa ragione stanno mirando a tre obbiettivi principali con i loro malefici attacchi:
Primo, la fiera storia della perseveranza della nazione iraniana.
Secondo, il movimento e le organizzazioni della Resistenza e
Terzo, la cultura e i valori della resistenza.
Il regime dei mullah intende diffondere l’idea che pagare un prezzo per la libertà è inutile e che il modello da seguire deve essere quello che non esige alcun prezzo.
Hanno mirato alla fonte della speranza per la società iraniana e al suo zenith: Ashraf e i suoi residenti.
Essi vogliono che voi, la gioventù iraniana, crediate che “non c’è niente che potete fare e che ogni tentativo di lotta è inutile”.
Ma qual’è la verità?
In realtà, voi siete la forza giovane e proiettata in avanti di una nazione che può contare su una centenaria lotta per la libertà, dalla Rivoluzione Costituzionale al Movimento Nazionale guidato dal grande Mohammad Mossadeq. Per quel che riguarda la ricchezza della lotta e la capacità di creare cambiamento, voi siete tra le nazioni più forti e abili di ogni parte del mondo.
Io voglio dirvi che non siete soli. Voi potete contare su un movimento di resistenza organizzato, che nei tre decenni passati ha continuato ad alimentare la fiamma della resistenza nonostante la repressione medievale dei mullah. Questo è un movimento che abbonda di valori umani e che ha la forza per portare il cambiamento.
Questo è un movimento che conta 120.000 martiri e 30.000 prigionieri massacrati, con eroi ed eroine come Sedigeh, Neda e migliaia di migliaia di altre rose.
Questo è un movimento costruito su un ideale di libertà che, da quando Khomeini rubò la rivoluzione, ha disegnato le sue linee contro il regresso, il monopolio del potere e la dittatura.
Questo è un movimento i cui leader rifiutano tutte le pretese pseudo-sinistroidi e afferma che il nodo della questione, per ciò che riguarda la rivoluzione iraniana, è quello della libertà.
Un leader che ha perseverato e non ha mai rinunciato al perseguimento di “un ideale” e “un impegno”: l’ideale della libertà e l’impegno a pagare il prezzo della libertà.
Questo impegno era ovviamente basato sulla massima consapevolezza e su una visione rivoluzionaria, con la conoscenza di tutti i pericoli che potrebbero pararsi di fronte.
Ascoltate quello che ha detto Massoud Rajavi a proposito di questo ideale e di questo impegno: “Quando la nostra Resistenza conquisterà la vittoria, uno dei più grandi ostacoli dei movimenti di liberazione contemporanei, e forse il fattore più importante nella deviazione e nell’implosione di questi movimenti, cioè la trasgressione al sacrosanto ideale di “libertà” con vari pretesti, verrà eliminato. Si, in un’antropologia basata sull’unità, far rivivere la libertà equivale a far rivivere l’umanità”.
Quindi, noi stiamo seguendo un cammino che ci conduce verso il risveglio dell’ideale di libertà e il risveglio dell’umanità e dei valori umani.
Noi siamo davvero fieri di questo ideale, di questo cammino e di questo leader.
Davvero, in virtù di questo nobile scopo, molte complicazioni nell’ambito della politica, della lotta e delle idee sono già state risolte. Queste sono le contraddizioni con i quali i recenti movimenti e le proteste in Medio Oriente e Nord Africa stanno cominciando a confrontarsi.
La società iraniana è passata attraverso l’esperienza di sconfiggere le menzogne dell’Islam reazionario e la demagogia degli slogan anti-occidentali.
Ha attraversato l’esperienza di formare la più duratura coalizione politica della storia del nostro Paese e lo sforzo collaborativo di un gruppo eterogeneo di entità politiche e personalità con diversi credo in una serie di relazioni democratiche incarnate dal Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.
E’ passata attraverso l’esperienza di affrontare e rivelare l’esportazione dell’ideologia reazionaria e del terrorismo dei mullah come un’attuale minaccia mondiale.
Ed in particolare è passata attraverso l’esperienza dell’impegno organizzativo dei Mojahedin nell’ambito di relazioni democratiche.
Ed è passata attraverso la costruzione di esperienze umane così evolute che nella sua visita ad Ashraf, il Vice-Presidente del Parlamento Europeo, Alejo Vidal Quadras, le ha descritte come “un esempio morale e spirituale per il mondo”.
Per questa ragione, visto dalla prospettiva dei mullah, Ashraf è il termine più vietato nell’Iran di oggi.
Lasciatemi ripetere che lo scopo di questo movimento non è mai stato e tuttora non è quello di arraffare il potere ad ogni costo. Il nostro scopo è quello di garantire libertà e democrazia ad ogni costo.
Come abbiamo detto tante e tante volte, per ciò che riguarda il futuro, semplicemente essere con i nostri martiri al cimitero di Kharavan sarebbe sufficiente per noi. Il nostro ideale è un ideale di libertà, uguaglianza e diritto di voto per il popolo. Il nostro scopo è stabilire una repubblica fondata sulla separazione tra stato e chiesa e uno stato in cui tutte le religioni e le denominazioni godano di uguali diritti.
E la nostra piattaforma si riassume in tre parole: Libertà, Democrazia e Uguaglianza.
Perciò, miei compagni e compatrioti,
donne libere dell’Iran, insegnanti, educatori, studenti, lavoratori e faticatori che state subendo la pressione crescente dei prezzi alti, delle privazioni e delle imposizioni reazionarie, e voi giovani coraggiosi dell’Iran, è arrivato il momento di sollevarsi.
Faccia a faccia con il fascismo religioso, voi godete del più grande appoggio, della penetrante forza della resistenza per la libertà.
Quindi, io mi rivolgo a tutti voi per sollevarvi a liberare la nostra nazione e il nostro popolo incatenato.
La chiave per la vittoria è la parola “Libertà”. Si, libertà, il glorioso ideale di libertà.
Perciò noi possiamo e dobbiamo ribellarci al dispotismo e la sottomissione. Noi possiamo e dobbiamo ridurre in pezzi l’intimidazione dei mullah. E noi possiamo e dobbiamo assicurare la vittoria della libertà sull’oscurità e la distruzione.
Questa è la magia dell’amore e della luce che “vivificano e ringiovaniscono il suolo stanco”.
Questa è Ashraf e le sue tradizioni, e sono tali che si moltiplicheranno.
Salute al popolo dell’Iran.
Salute ai Mojahedin ad Ashraf e Liberty
Salute alla Libertà
Salute a tutti voi.
*Governo dell’Islam (n.d.t.)
