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Conferenza Internazionale di Parigi, Illustri politici americani ed europei sollecitano l’ONU, gli USA e l’UE ad una azione immediata per la protezione e il benessere dei residenti di Ashraf e Liberty e per la loro risistemazione fuori dall’Iraq

Maryam Rajavi: “ L’unica soluzione per impedire la realizzazione di una bomba atomica iraniana o un conflitto senza precedenti dovuto alla crisi istigata dai mullah, è un cambiamento di regime da parte del popolo iraniano e della Resistenza Iraniana”

In una conferenza internazionale tenutasi a Parigi e alla quale hanno partecipato migliaia di iraniani, relatori di Stati Uniti ed Europa hanno sottolineato la necessità di una politica ferma nei confronti del regime iraniano, della protezione dei diritti dei residenti di Ashraf e Liberty e della rimozione dell’etichetta di terroristi. Gli oratori della conferenza, sponsorizzata dal Comitato Francese per un Iran Democratico (CFID) sono stati:  Maryam Rajavi, Presidente-eletto della Resistenza Iraniana,  Rudy Giuliani, ex-sindaco di New York e Candidato alla Presidenza degli Stati Uniti (2008), Michael Mukasey, Procuratore Generale degli Stati Uniti (2007-2009), Segretario Tom Ridge, il primo Segretario per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti (2003-2005) ed ex-governatore della Pennsylvania; John Bolton, ex-ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Patrick Kennedy, membro del Congresso degli Stati Uniti (1991-2011); Glenn Carle, ex-funzionario dei Servizi Segreti per le Minacce Transnazionali (terrorismo); Col. Wesley Martin, ex-Comandante dell’unità anti-terrorismo MNF-I e Comandante della Forward Operation Base ad Ashraf; Ten. Col. Leo McCloskey, Comandante della Forward Operation Base ad Ashraf fino al 2008; Günter Verheugen, Commissario Europeo (1999-2009) ed ex-Ministro del Dipartimento per gli Affari Esteri in Germania; Gerhart Baum, ex-Ministro Federale degli Interni; Klaus Bresser, ex-Editore Capo di Channel 2 TV (ZDF); Jacques Desallangre, membro dell’Assemblea  Natzonale Francese; David Amess, membro del Parlamento Britannico; Lucio Malan, membro del Senato Italiano e dell’Assemblea Parlamentare della NATO; Geoffrey Robertson, Q.C., LL.B., B.C.L., Primo Presidente della Corte Speciale delle Nazioni Unite per i crimini di guerra in Sierra Leone e membro della Corte di Giustizia delle Nazioni Unite.
 
Philippe Douste-Blazy, Consulente Speciale e Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite e Ministro degli Esteri Francese dal 2005 al 2007, che ha dichiarato il suo sostegno agli obbiettivi di questa conferenza in un video messaggio.

Maryam Rajavi, il Presidente-eletto della Resistenza Iraniana, ha porto le sue condoglianze al popolo francese, alla Comunità Ebraica e alle famiglie delle vittime dell’attacco terroristico di Tolosa. Ha ribadito che questa tragedia è funzione del fondamentalismo mascherato da Islam, del quale si possono trovare le radici a Tehran e Qom e noi avevevamo avvertito di questo fenomeno già un quarto di secolo fa. Questo regime presenta il fondamentalismo ed il terrorismo sotto la veste dell’Islam, mentre questi crimini non hanno nulla a che fare con l’Islam. Perciò, l’unico modo di opporsi ad esso è un’alternativa basata su un Islam democratico e tollerante. Il PMOI rappresenta questa alternativa democratica che è in antitesi con il fondamentalismo. Un Islam che da’ un messaggio di pietà, libertà, uguaglianza, fratellanza, amore, coesistenza di tutte le religioni e di tutta l’umanità.

In questa conferenza, che ha conciso con l’inizio del Nuovo Anno Iraniano, Maryam Rajavi, il Presidente-eletto della Resistenza Iraniana, ha dichiarato che, con la solidarietà mondiale, è possibile trasformare il Nuovo Anno nell’anno della sconfitta del fascismo religioso che governa l’Iran. Ha aggiunto che l’unica soluzione per impedire la realizzazione di una bomba nucleare iraniana o un conflitto senza precedenti dovuto alla crisi istigata dai mullah, è un cambiamento di regime da parte del popolo iraniano e della Resistenza Iraniana.

Mrs. Rajavi ha detto: “Per sfuggire alla loro fine, i mullah sono tornati a far guerra al popolo iraniano, ai popoli della regione e alla comunità internazionale. Al centro di queste misure vi è il loro sforzo di annientare la resistenza organizzata che possiede la chiave per il cambiamento in Iran. Attaccare Ashraf è parte di questo contesto”.

“La politica degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, inchinandosi alle richieste del regime riguardo ad Ashraf e continuando nella ingiustificata designazione dei Mojahedin (MEK), ha lavorato in favore dei mullah di Tehran”, ha sottolineato.

In riferimento al trasferimento dei 1200 residenti di Ashraf a Camp Liberty, Mrs. Rajavi ha detto: “Questo trasferimento sfortunatamente si è trasformato in uno sfollamento coatto unito a molte minacce e pressioni. Nonostante i ripetuti appelli dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, i residenti non hanno libertà di circolazione. Sono privi di incontrare i loro familiari e i loro avvocati. Ma, cosa più importante, l’ingiustificata presenza delle forze armate all’interno delle aree private, ha creato un’insicurezza costante per i residenti”. Ha anche ammonito che la presenza di militari armati all’interno del campo accresce fortemente le possibilità di una catastrofe umanitaria.

In tali circostanze, ci si aspetta che le Nazioni Unite tornino alle loro vere responsabilità per difendere le vittime e gli oppressi o che almeno siano neutrali nei confronti del governo iracheno e i residenti di Ashraf.

Mrs. Rajavi ha poi descritto i passi successivi necessari per continuare il trasferimento dei residenti a Liberty e per impedire una catastrofe umanitaria sia ad Ashraf che a Liberty:

• La polizia e le forze armate devono essere completamente rimosse da Camp Liberty e accordi in proposito dovranno essere realizzati.
• I residenti devono avere il diritto di trasferire le loro proprietà mobili al nuovo sito e di vendere le altre proprietà o di trasferirle in altro luogo.
• Gli ostacoli posti dal governo iracheno per la costruzione delle infrastrutture dovranno essere velocemente rimossi cosicché i residenti potranno costruire le strutture fondamentali necessarie come un luogo di riposo per i pazienti o asfaltare i vialetti per il loro trasporto.
• La ricertificazione dello status di rifugiati dei residenti da parte dell’UNHCR e la loro risistemazione presso paesi terzi dovrà essere accelerata.

Nel suo intervento Rudy Giuliani ha detto: “Lasciatemi andare là (a Camp Liberty). Fatemi vedere con i miei stessi occhi… In altre parole, vediamo se il mio Paese che io amo, gli Stati Uniti d’America, stanno mantenendo la promessa che hanno fatto alla gente di Ashraf di proteggerli e trattarli decentemente o se stanno tradendo quella promessa…. E se non volete mandare me, potete mandare il Giudice Mukasey o Tom Ridge o Patrick Kennedy o quattro o cinque di noi e poi potete portarci di fronte al Congresso e metterci sotto giuramento e io vi assicuro, vi diremo la verità su questo problema e lo risolveremo. Siamo stati ingannati o il Dipartimento di Stato sta tradendo la sua promessa fatta alla gente di Ashraf? Dateci una risposta una volta per tutte”. Ed ha aggiunto: “E proprio ora il nemico che ci impedisce di fermare l’Iran nuclearizzato, è l’accomodamento. Questo è il falso concetto che ha reso l’Iran più determinato a diventare un Paese nuclearizzato. Basta con questo accomodamento. Smettiamola di cercare di negoziare. Smettiamola di scrivere lettere agli ayatollah. E prendiamo posizione, tutti uniti come veri americani e diciamo che noi siamo per un cambio di regime in Iran e faremo ogni passo necessario per impedire all’Iran di diventare un Paese nuclearizzato”.

Patrick Kennedy ha fortemente criticato le Nazioni Unite e ha detto: “Noi vogliamo azione, non altre parole”. Ha espresso la sua solidarietà ai residenti di Camp Liberty e ha detto: “Tutti i nostri pensieri sono con le persone a Camp Liberty che vengono trattate come prigionieri e non come rifugiati”.

Dopo aver iniziato con il dichiarare di essere pronto a unirsi al Sindaco Giuliani nel suo viaggio a Camp Liberty, Tom Ridge ha detto: “noi continueremo a rimanere al fianco del MEK, con quegli amanti della libertà che sono le persone di Ashraf e Liberty”. E ha aggiunto: “Io voglio stare dalla parte giusta della storia e non mi preoccupo di nient’altro”.

Ha descritto le scene degli attacchi ad Ashraf e facendo riferimento allo Statuto delle Nazioni Unite, alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e alle Convenzioni di Ginevra ha fortemente criticato il governo americano dicendo: “Come può il mio Paese ignorare questi ignobili attacchi? Viene da chiedersi quando è stata l’ultima volta che quelli responsabili per Ashraf hanno guardato questi documenti”. E rivolgendosi alle Nazioni Unite ha detto: “Voi non avete fatto il vostro lavoro Nazioni Unite, ed è ora che lo facciate”.

Ha concluso rivolgendosi al governo americano: “Se volete mandare un messaggio all’Iran e a Maliki su quanto siamo seri, vi do’ una idea semplice: togliete il MEK dalla lista”. 

Michael Mukasey ha detto: “Questa conferenza dovrebbe essere trasmessa al Dipartimento di Stato, così vedrebbero che Mrs. Rajavi ha aperto questa conferenza porgendo le sue condoglianze alla Comunità Ebraica di Tolosa”. Ha ridicolizzato le fonti anonime del Dipartimento di Stato e ha detto: “Perché anonime? Di che hanno paura? Loro hanno paura, ma noi non abbiamo paura. Noi non nascondiamo i nostri nomi”. Ha concluso rivolgendosi alla platea iraniana: “Il bene prevale nel mio Paese e io spero che non ci voglia ancora molto prima che il bene prevalga nel vostro Paese”.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
24 Marzo, 2012
 

 

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