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Campo Liberty non rispetta gli standads minimi secondo i Diritti Umani e Umanitari

Camp Liberty-No. 3
Smascherate le bugie dell’ “esperto in accoglienza” sulle infrastrutture di Liberty pronte ad ospitare 5500 persone

La dichiarazione dell’UNAMI del 31 Gennnaio diceva: “le infrastrutture e le costruzioni di Camp Liberty sono in conformità con gli standards umanitari internazionali stabiliti nel MOU”. Un resoconto tecnico di un esperto in accoglienza datato 30 Gennaio, sul quale si è basata la dichiarazione dell’UNAMI, confermava che “il campo è attualmente configurato per accogliere 5500 persone”. La dichiarazione dell’UNAMI millantava che l’UNHCR avesse approvato la situazione di Camp Liberty, ma quest’ultimo è stato esplicito nella sua dichiarazione del 1° Febbraio dicendo che il nuovo sito sarebbe stato “attrezzato” e che “l’UNHCR avrebbe consigliato su come migliorare tecnicamente le infrastrutture del campo”.

Il giorno dopo l’arrivo di 397 residenti di Ashraf a Camp Liberty è apparso chiarissimo che il rapporto dell’esperto in accoglienza era completamente ingannevole. Il campo, non solo non è conforme agli standards sui Diritti Umani, ma le sue strutture sono proprio inferiori agli standards umanitari.

Le roulottes e i bagni erano così sporchi ed inutilizzabili che i residenti sono dovuti rimanere sugli autobus per tutta la notte. C’è una gravissima mancanza di acqua e la luce viene tolta, come nelle prigioni, dopo le 22:30.

Sembra che l’esperto in accoglienza sia stato costretto a redigere un rapporto ingannevole, e questa è la ragione per cui una prima bozza del “resoconto tecnico” era stato inviato alle autorità politiche dell’UNAMI per le necessarie modifiche.

Prima di questo resoconto, una serie di foto propagandistiche erano state sottoposte ai residenti di Ashraf ed ai loro rappresentanti così come all’OHCHR, all’UNHCR e a funzionari e rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, allo scopo di presentare Liberty come un luogo paradisiaco. E’ evidente ora che quelle foto e quel resoconto servivano a giustificare l’ingiustificabile, illegale e frettolosa spedizione dei residenti di Ashraf a Liberty.

Fin dall’inizio di Dicembre, i residenti di Ashraf, i loro rappresentanti e avvocati, così come 23 note personalità americane, il Presidente della Delegazione per le Relazioni con l’Iraq del Parlamento Europeo, il Generale David Phillips ed il Colonnello Wesley Martin (entrambi all’epoca incaricati della protezione di Ashraf) e molte altre personalità, hanno insistito per  visitare Camp Liberty prima del trasferimento dei residenti. Ma questa logica e giusta richiesta è stata rifiutata in modo incomprensibile. Ovviamente il risultato di una tale visita avrebbe portato alla conclusione che il campo non era conforme ai minimi standards richiesti e che i residenti non avrebbero dovuto esservi trasferiti.

A parte le infrastrutture e i fabbricati inaccettabili, la mancanza del soddisfacimento di minimi bisogni come la libertà di circolazione, l’accesso agli avvocati e ai giornalisti, il libero accesso per i visitatori e la presenza delle truppe armate irachene, il modo in cui i residenti sono stati trasferiti a Liberty e il divieto di portare con sé molti dei loro effetti personali, rappresentano delle palesi violazioni del MOU firmato dalle Nazioni Unite e dal governo iracheno, e della lettera del 15 Febbraio del Rappresentante Speciale del Segretario Generale ai residenti di Ashraf sugli accordi per il trasferimento.

Le forze irachene, alla presenza degli osservatori delle Nazioni Unite, non hanno permesso di portare moltissime cose, incluse: medicine, strumentazione medica, generatori elettrici, attrezzature da ufficio (sedie, scrivanie e fotocopiatrici), scaldabagni, attrezzature sanitarie, armadietti ecc.

E ciò è accaduto mentre, nella lettera del 15 Febbraio del SRSG, veniva citato esplicitamente che i residenti potevano portare con sé tutta la loro attrezzatura medica ed era stato dichiarato nel MOU che il governo iracheno permetteva ai residenti di portare con sé a Liberty tutte le loro proprietà mobili.

La Resistenza Iraniana, nel ribadire che la condizione di Camp Liberty è inaccettabile e insostenibile, sottolinea il fatto che in tali condizioni encomiare e lodare il Governo dell’Iraq, non fa’ altro che incoraggiarlo a sottrarsi ulteriormente agli impegni presi ed ad imporre ulteriori misure oppressive. La Resistenza Iraniana si rivolge al Segretario Generale delle Nazioni Unite, al SRSG, agli Stati Uniti e all’Unione Europea per condannare l’attuale situazone a Camp Liberty e le violazioni perpetrate dal Governo dell’Iraq.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
19 Febbraio, 2012

 

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