mercoledì, Febbraio 1, 2023
HomeNotizieIran NewsAssicurazioni minime per i membri del PMOI a Camp Liberty

Assicurazioni minime per i membri del PMOI a Camp Liberty

CNRI – Le condizioni disumane a Camp Liberty sono, sotto tutti i punti di vista, simili a quelle di una prigione. Molti degli impegni presi dall’UNAMI e delle promesse fatte dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale ai residenti e ai loro rappresentati, sono state violate. I residenti a Liberty si sono rivolti al Segretario Generale Ban Ki-moon in una lettera il 20 Febbraio ed hanno scritto: “Siamo arrivati a Camp Liberty oggi contro la nostra libera volontà e sotto la minaccia di un nuovo massacro ad Ashraf. Siamo stati in realtà sfrattati forzosamente dalla nostra casa senza alcuna giustificazione, e trasferiti senza avere un riparo decente. Siamo stati sottoposti ad una umiliante perquisizione a Campo Ashraf, che è durata undici ore e siamo stati continuamente maltrattati verbalmente dai militari iracheni”.
Fare di loro dei senzatetto e trasferirli forzosamente, è inaccettabile. Di conseguenza, i residenti a Liberty sono arrivati alla conclusione che, senza la garanzia per loro di assicurazioni minime, l’unica soluzione per impedire la degenerazione di questo status quo, sia il loro ritorno ad Ashraf.
Queste assicurazioni minime, legittime e legali, che sono state molte volte reiterate nelle dichiarazioni di Mrs. Rajavi, compresa quella del 21 Dicembre 2011, che devono essere sottoscritte e garantite da tutte le parti in causa, riguardano questioni che non sono in contraddizione con la sovranità del governo iracheno, ed il non concordare con esse è una prova evidente delle bieche intenzioni di mettere in ginocchio e distruggere l’opposizione iraniana o di massacrare i residenti di Ashraf.
Queste assicurazioni sono state enunciate in sette punti, il 17 Febbraio, da Struan Stevenson, Presidente della Delegazione del Parlamento Europeo per le relazioni con l’Iraq ed appoggiate da 4000 parlamentari e migliaia di avvocati e giuristi di tutta Europa, degli Stati Uniti e dei paesi arabi.

Assicurazioni Minime – 24 Febbraio 2012

Basandosi sullo spirito della dichiarazione del 1° Febbraio dell’UNHCR, il campo di transito temporaneo (Camp Liberty) deve essere riconosciuto come un “campo per rifugiati” con una chiara differenziazione da un “campo di detenzione”.
1. Tutte i militari armati e la stazione di polizia devono essere portati fuori dal campo. Le telecamere-spia e gli apparecchi per le intercettazioni devono essere completamente rimossi. Polizia non armata potrà entrare nel campo previo coordinamento con i residenti.

2. Accesso libero e diretto dei residenti ai servizi medici in Iraq, ai loro avvocati e alle loro famiglie e monitoraggio a Camp Liberty delle Nazioni Unite 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

3. Libertà di circolazione per i residenti, altrimenti l’area del campo dovrà essere aumentata e i residenti non dovranno subire limitazioni per la costruzione delle strutture necessarie  che realizzeranno a loro spese.

4. Trasferimento dei veicoli e dei beni mobili da Ashraf a Liberty senza alcuna limitazione per poter essere venduti o trasferiti all’estero mediante IOM (International Organization for Migration – Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) o ditte private tutto a spese dei residenti; e vendita dei beni immobili ad Ashraf sotto la supervisione delle Nazioni Unite per ripagare le spese del trasferimento e la sistemazione in paesi terzi.

5. Fornire infrastrutture decenti per i residenti, compresa l’acqua da bere e per i servizi, elettricità, un sistema fognario adeguato e i servizi sanitari indispensabili.

6. Sicurezza ed incolumità di tutti i residenti, senza alcuna eccezione, garantita dalle Nazioni Unite, dagli Stati Uniti e dal GoI, fino al loro reinsediamento in paesi terzi in modo che nessuno/a venga arrestato/a e trasferito/a contro la sua volontà.

7. Per evitare che Liberty divenga una prigione, è imperativo che questi punti vengano posti in essere. Se queste condizioni non vengono rispettate, specialmente se la polizia continua a rimanere nel campo, Liberty è già un’esperienza fallimentare e il trasferimento di altri residenti a Liberty non è possibile. In ogni caso, secondo la procedura della “porta girevole”, che l’UNHCR sta implementando, nuovi gruppi di residenti verranno trasferiti solo quando gli attuali 400 saranno stati reinsediati in paesi terzi.
Non c’è alcun bisogno di ricordare che la presenza invasiva dei militari iracheni e delle forze di sicurezza, alla luce delle comprovate infiltrazioni del regime iraniano tra di esse, e le installazioni di innumerevoli telecamere di sorveglianza e apparecchi per le intercettazioni, le cui registrazioni verranno tutte consegnate al regime teocratico, pone in grave pericolo la sicurezza dei residenti e delle loro famiglie. Lo stazionamento delle forze militari e di sicurezza irachene fuori dal campo ed il loro completo controllo su tutte le entrate e le uscite, risponde pienamente alla “sovranità del Governo dell’Iraq” su Camp Liberty. L’invasiva ed ingiustificata presenza di forze armate con potenti mitragliatrici all’interno del campo, un’area che è circondata da alte mura di cemento armato, sarà unicamente una fonte di attrito e potrebbe persino portare ad una penetrazione nel campo delle forze terroristiche dei Corpi di Guardia, Quds.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
24 Febbraio 2012

FOLLOW NCRI

70,088FansLike
1,635FollowersFollow
40,910FollowersFollow