sabato, Dicembre 10, 2022
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Assicurare le minime garanzie ai residenti di Camp Liberty

Appello del Comitato per gli Affari Esteri e la Democrazia dell’Assemblea Parlamentere del Consiglio d’Europa

A seguito delle dichiarazioni fatte a Gennaio e stante il fatto che, sfortunatamente nessun miglioramento è stato realizzato, il Comitato per gli Affari Esteri e la Democrazia dell’Assemblea Parlamentere del Consiglio d’Europa, si rivolge alle autorità irachene affinché smettano di trasformare Camp Liberty in una prigione. Si rivolge anche al Segretario Generale delle Nazioni Unite affinché assicuri le garanzie minime richieste dai residenti del campo.
Nonostante la mancanza del rispetto degli standards umanitari e dei diritti umani, ad oggi, 800 residenti di Ashraf sono stati trasferiti a Camp Liberty  allo scopo di trovare una pacifica soluzione. Ma questo campo soffre di una grave carenza di acqua potabile e di elettricità. Gli scarichi fognari all’aperto hanno reso l’area terribilmente inquinata e pericolosa per la salute umana  e le roulottes sono estremamente e malamente danneggiate, cosicché alcune sono inutilizzabili. Ai  residenti di Liberty non è concesso lasciare il campo. Non hanno accesso diretto ai servizi medici, né agli avvocati. C’è una stazione di polizia e quasi 150 militari iracheni armati e dotati di mitragliatrici in questa area limitata di mezzo kilometro quadrato nella quale dovrebbero vivere 3400 persone. Diverse telecamere di sorveglianza e apparecchiature per intercettazioni sono state installate nel campo, e i loro elaborati sono stati passati alle autorità iraniane per minacciare i residenti e le loro famiglie.
Il Comitato sollecita il governo iracheno a mettere in opera le garanzie minime richieste dai residenti, compresa la rimozione dal campo di tutte le unità armate, delle telecamere di sorveglianza e delle apparecchiature per le intercettazioni; a risolvere il problema delle infrastrutture, il particolar modo quello dell’acqua, dell’elettricità e degli scarichi dei liquami; a fornire accesso diretto ai servizi medici, agli avvocati e agli osservatori delle Nazioni Unite; a permettere la libera circolazione o almeno ad aumentare l’area del campo; e fornire protezione a tutti i residenti fino alla loro partenza dall’Iraq impedendo l’arresto di qualunque residente.
Ci rivolgiamo agli stati membri del Consiglio d’Europa e agli stati osservatori affinché diano seguito, positivamente e rapidamente, alle richieste di risistemazione dei residenti di Liberty e di Ashraf.

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