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Appello per indagare sulle atroci condizioni delle prigioni e dei prigionieri iraniani

La popolazione carceraria è cresciuta cinque volte di più della popolazione generale, secondo il responsabile del sistema carcerario

Il 19 Maggio un giovane prigioniero di nome Ali Shahsavari, detenuto in una sezione nota come “Il centro di correzione” del carcere di Zabol (Iran sud-orientale) si è suicidato per protestare contro il rifiuto del procuratore pubblico di Zabol, a concedergli un congedo alla fine della sua condanna.

Gholamreza Rezai, capo della sicurezza del carcere, aveva ordinato che gli venissero ammanettate le mani e i piedi e che fosse trasferito in isolamento. Inoltre aveva ordinato che venisse torturato nell’ufficio del comandante delle guardie. Una settimana prima questo prigioniero aveva già tentato il suicidio dopo che le autorità carcerarie gli avevano rifiutato l’incontro con la sua famiglia, che era arrivata dalla città di Kerman per vederlo. Era stato salvato dai suoi amici.

Il 16 Maggio Rezai aveva insultato e gettato a terra un prigioniero di nome Ramezan Koohkan dal terzo livello del letto a castello mentre dormiva. Koohkan ha riportato una commozione cerebrale che gli ha provocato la morte immediata. Temendo la rabbia degli altri detenuti, le autorità hanno affermato che aveva avuto un ictus. Rezai è uno dei principali responsabili del traffico e dello spaccio di droga all’interno di questo carcere.

La qualità del cibo e le condizioni igieniche in questo carcere sono molto scarse e qualunque prigioniero che osi protestare viene immediatamente picchiato e mandato in isolamento. Il mese scorso sciami di formiche volanti hanno invaso il carcere a causa delle pessime condizioni igieniche, dell’acqua e dell’aria.

Nel carcere di Gohardasht a Karaj, ad ovest di Teheran, i prigionieri devono continuamente affrontare interruzioni dell’acqua. Ma le autorità del carcere, con la massima indecenza, hanno letteralmente chiesto ai prigionieri stessi di risolvere questo problema, pagando 5 milioni di toman ognuno (circa 1.430 dollari) per riparare il sistema idrico e di riscaldamento del carcere.

Nell’istituto centrale di Sanandaj, Iran occidentale, i prigionieri vengono privati dei servizi medici ed igienici. Inoltre devono affrontare la mancanza di accesso all’acqua potabile, la pessima qualità del cibo ed un impianto del gas che è costantemente rotto. Da Marzo a tutt’oggi, a 28 prigionieri è stata diagnosticate l’epatite.

Il capo dell’organizzazione carceraria iraniana, Asghar Jahangir, ha sottolineato che il 70% dei prigionieri ha meno di 40 anni, aggiungendo che mentre la popolazione del paese è aumentata del 66% negli ultimi 30 anni, il numero dei prigionieri è aumentato del 333%. Questo rappresenta 4,5 volte di più, il che vuol dire che il numero dei prigionieri è aumentato di cinque volte.(sito web Giovani Giornalisti, affiliato alle Guardie Rivoluzionarie – 22 Maggio .

La Resistenza Iraniana chiede a tutte le organizzazioni internazionali di condannare le catastrofiche condizioni delle carceri medievali iraniane e chiede che venga inviata una missione per indagare sulla verità e per seguire le vicende delle carceri iraniane.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

23 Maggio 2017

 

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