martedì, Dicembre 6, 2022
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Ad una donna britannica in carcere in Iran è stata confermata in appello la sua pena detentiva 

Nazanin Zaghari-Ratcliffe contesta una condanna a cinque anni di reclusione per accuse generiche legate alla sicurezza nazionale

“Ad una donna irano-britannica, condannata a cinque anni di reclusione in Iran con accuse generiche legate alla sicurezza nazionale è stata confermata la pena da una corte di appello, secondo i funzionari della magistratura, ha riferito The Guardian il 23 Gennaio. Quello che segue è un estratto dell’articolo.

Nazanin Zaghari-Ratcliffe, una project manager della Thomson Reuters Foundation, il ramo benefico dell’agenzia di stampa, ha presentato appello contro la sua condanna all’inizio di questo mese, dato che era la sua ultima opportunità legale per contestarla. 

“La sua condanna è stata confermata”, ha detto ai giornalisti domenica a Tehran Gholam-Hossein Mohseni-Ejei, il portavoce della magistratura, secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale Isna.

Nazanin Zaghari-Ratcliffe, 38 anni sta scontando la sua pena detentiva nel braccio femminile del famigerato carcere di Evin a Teheran insieme ad altri iraniani detenuti per motivi politici o religiosi. È stata riconosciuta colpevole per la prima volta a Settembre.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, le forze di élite, l’hanno arrestata ad Aprile all’aeroporto, mentre stava per ritornare nel Regno Unito dopo aver fatto visita alla famiglia, accusandola di aver orchestrato un “rovesciamento soft” della Repubblica Islamica, accuse che il marito ha veementemente respinto.

Il suo arresto, che rientra in una catena di casi che vede coinvolti individui con doppia cittadinanza, ha gettato un’ombra sul disgelo delle relazioni tra Teheran e Londra, all’indomani dello storico accordo sul nucleare. La magistratura iraniana, negli ultimi anni, ha anche arrestato molti iraniani con doppia cittadinanza provenienti da paesi occidentali 

Tobias Ellwood, Ministro del Foreign Office per il Medio Oriente, si è recato in visita a Teheran all’inizio della settimana ed ha incontrato la famiglia di Nazanin Zaghari-Ratcliffe nell’ambasciata britannica a Teheran. Non è chiaro se Ellwood abbia discusso il suo arresto con le sue controparti iraniane.

L’anno scorso l’ambasciatore britannico aveva anche incontrato la figlia di due anni della Zaghari-Ratcliffe, Gabriella, affidata alle cure dei nonni iraniani. Gabriella aveva accompagnato la mamma durante la sua visita in Iran.

Dopo il suo arresto, Nazanin  Zaghari-Ratcliffe è stata trasferita nella città meridionale iraniana di Kerman, dove è stata tenuta per settimane in una località sconosciuta prima di essere portata nel carcere di Evin.

Sebbene le esatte ragioni del suo arresto non siano chiare, le autorità iraniane hanno fatto capire che sono legate all’arresto di diversi impiegati di un sito web iraniano di technology news secondo Amnesty International. Tutti sono stati condannati a lunghe pene detentive per aver partecipato ad un corso di giornalismo della BBC. Nazanin Zaghari-Ratcliffe era project assistant alla BBC’s Media Action, il progetto di sviluppo assistenziale della rete internazionale, nel 2008-2009. La BBC è odiata dall’establishment iraniano, soprattutto per le sue trasmissioni in persiano, che vengono guardate da milioni di iraniani con le parabole satellitari illegali.

Richard Ratcliffe ha affermato che sua moglie viene usata come una pedina negli accordi politici con il Regno Unito. I funzionari iraniani lo hanno negato, ma Teheran ha mostrato un preciso modus operandi nei casi precedenti in cui erano coinvolti individui con doppia cittadinanza.  Lo scorso anno, ad esempio, ha rilasciato il giornalista del Washington Post  Jason Rezaian, insieme ad altri irano-americani, scambiandoli con cittadini iraniani detenuti nelle carceri degli Stati Uniti per crimini vari tra cui la violazione delle sanzioni economiche.

Ratcliffe ha scritto a Rouhani questo mese, protestando per il prolungamento della detenzione della moglie e dicendo che, nonostante ci sia stato un processo, nessun crimine le è stato contestato in pubblico.

“Io sono anche il padre di Gabriella Ratcliffe, di due anni, a cui le Guardie Rivoluzionarie hanno confiscato il passaporto britannico e che non è ritornata nonostante le richieste del governo e della famiglia.

Nazanin riceve occasionalmente visite di Gabriella, bendata, a discrezione dei suoi carcerieri, ma molte meno visite di quanto riferito dall’ONU. Mi sono ridotto a fare il papà via Skype”, scrive.

Ed ha aggiunto: “L’ho dichiarato pubblicamente. Ritengo che sia mia moglie che mia figlia vengano trattenute da fazioni iraniane per altri scopi, come merce di scambio per politiche interne ed internazionali, inventando bugie per proteggere i loro interessi economici. Questa è una politica in cui è ingiusto coinvolgere la mia famiglia. È una politica per la quale la mia famiglia ha pagato un prezzo sufficientemente alto.

“Non vedo mia figlia, né mia moglie da dieci mesi ormai. È un tempo lunghissimo senza poter vedere come stanno”.

Richard Ratcliffe domenica ha detto: “La mancanza di giustizia nel caso di Nazanin continua ad essere una macchia per l’Iran. I continui tentativi di incastrarla dietro a segreti e bugie sono vergognosi.

“E’ uno spreco inutile della vita di una madre e di una figlia per i loro scambi politici ed interessi economici (…). E questo calvario continua ancora, con tutte le conseguenze per Nazanin, Gabriella e per tutti noi che vi assistiamo. Non si gioca con la vita delle persone. Noi non ci fermeremo. Nazanin non verrà dimenticata”.

Più di 850.000 persone hanno firmato una petizione su change.org, chiedendo all’Iran di rilasciarla.

Un portavoce del Foreign Office ha detto: “Abbiamo avuto notizia che l’appello di Mrs. Zaghari-Ratcliffe è stato deciso e abbiamo chiesto urgenti chiarimenti”.

 

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