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Iran: L’inviato dei mullah ai negoziati con l’UE: “Le esecuzioni sono il nostro limite invalicabile e non ci possiamo rinunciare”

Il dialogo sui diritti umani con i mullah alimenta le esecuzioni, le torture e i massacri in Iran

Majid Takht-Ravanchi, vice-ministro degli esteri del regime dei mullah ed inviato ai negoziati sui diritti umani con l’Unione Europea, ha detto esplicitamente che le esecuzioni sono un limite invalicabile per il regime a cui non si può rinunciare. Ha detto inoltre, in maniera vergognosa, che non ci si possono aspettare dei rapidi risultati da questi negoziati e che ci potranno volere tre o forse quattro anni.

Majid Takht-Ravanchi ha poi sottolineato che l’obbiettivo di questi colloqui sui diritti umani è quello di porre fine all’Iranfobia e di ripulire l’orribile volto di questo fascismo religioso che è il padrino del terrorismo di stato e detiene il record mondiale del numero di esecuzioni pro-capite. Non c’è alcun dubbio quindi, che questo dialogo sui diritti umani sia uno strumento per facilitare gli accordi commerciali con il regime, per alleggerire le sanzioni e per impedire che vengano imposte nuove sanzioni a questo regime.

In un’intervista alla ILNA, un’agenzia di stampa ufficiale legata a Rouhani, Takht-Ravanchi ha detto: “Noi non rinunceremo ai limiti che abbiamo posto nei negoziati sui diritti umani. Gli abbiamo anche detto che abbiamo posto dei limiti invalicabili su alcuni aspetti. Quando verrà discussa la questione delle esecuzioni, io dirò che noi applichiamo la pena capitale nell’ambito delle nostre leggi e che questo non è qualcosa a cui possiamo rinunciare… questo è chiaro sia a noi che a loro. A parte questa, ci sono delle questioni per le quali, attraverso un’interazione, possiamo arrivare ad avere delle vedute più simili… naturalmente in quegli ambiti per i quali abbiamo un comando esplicito del Corano, come per la Qesas (la rappresaglia), quelle non sono questioni nelle quali i diplomatici possono avvicinare le loro vedute mediante metodi differenti”.

Definendo l’odio della comunità mondiale per le esecuzioni e il terrorismo del regime “Iranfobia”, Takht-Ravanchi ha detto: “L’Iranfobia è andata affermandosi in Occidente nel corso degli anni. Ciò è in parte dovuto alla questione dei diritti umani. Attraverso l’interazione possiamo sventare i tentativi dei nostri nemici per creare questa Iranfobia”.

Questo rappresentante dei mullah ha detto: “Il negoziato è un processo lungo di entrambe le parti per raggiungere un’intesa reciproca… Ovviamente non sto stimando la lunghezza dei negoziati. Per i nostri provvedimenti potrebbero volerci due, tre o persino quattro anni”. (ILNA – 12 Novembre)

Come la Resistenza Iraniana ribadisce ormai da tre decenni, questo regime non può sopravvivere neanche un solo giorno senza le esecuzioni, la tortura e i massacri. Per questo deve subire le sanzioni e la pena prevista per i suoi crimini contro l’umanità. Qualunque negoziato sui diritti umani, con questo regime selvaggio, non farà altro che alimentare la macchina della repressione e delle esecuzioni.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 

14 Novembre 2016