Un funzionario iraniano ha annunciato che il 50% degli laureati iraniani resta a casa. Il tasso di disoccupazione delle donne in questo settore è di oltre il 30%. 5,7 milioni di studenti e laureati del paese sono inattivi e non hanno alcun ruolo nella produzione e nel valore economico aggiunto.
Nelle notizie più recenti sullo stato del mercato del lavoro e il tasso di disoccupazione dei laureati Kourosh Parand, vice-ministro per le Cooperative, il Lavoro e il Walfare del regime iraniano, ha detto: “Proprio ora, abbiamo 5 milioni e 700 mila studenti e laureati in tutto il paese che non hanno alcun ruolo nella produzione e nel valore economico aggiunto”.
Ed ha proseguito dicendo: “Su 11,2 milioni di studenti e laureati, 5,7 milioni di persone sono inattive e non hanno alcun ruolo nell’economia”.
Ed ha aggiunto: “Il più alto tasso di disoccupazione si registra nel campo dei computer, nell’industria ittica, nella silvicoltura e nell’ambiente. Nell’informatica questo tasso è del 27,2% e quello più basso è nei trasporti, 1,7%”.
Una delle cause principali della disoccupazione in Iran è l’eliminazione delle industrie nazionali. A causa della diffusa corruzione finanziaria nel regime iraniano, delle importazioni incontrollate e della mancanza di protezione delle industrie nazionali contro l’eccessiva importazione di prodotti cinesi, praticamente tutte le industrie nazionali sono state distrutte e oggi esistono pochissime opportunità di lavoro per i giovani.
Un altro fattore è rappresentato dalle università private, create dagli esponenti del regime unicamente per riempirsi le tasche. Nonostante le tasse siano alte, le certificazioni di queste università non hanno valore e non sono riconosciute in molti ambienti accademici.
