mercoledì, Novembre 30, 2022
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Maryam Rajavi: “Solo l’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza può impedire definitivamente al regime iraniano di accedere alla bomba atomica”

Khamenei rifiuta le ispezioni nei siti militari e i colloqui con gli scienziati atomici nel tentativo disonesto di acquisire la bomba

Mercoledì 20 Maggio Khamenei ha rifiutato le ispezioni dell’AIEA nei siti militari e i colloqui con gli scienziati atomici, rivelando così la sua intenzione di portare avanti la politica del regime di occultamento e disonestà nel tentativo di far progredire e di completare i suoi progetti nucleari.

Maryam Rajavi, la Presidente eletta della Resistenza Iraniana, a questo proposito ha espresso il seguente commento: “Le affermazioni di Khamenei e la condotta del suo regime in coincidenza con i colloqui sul  nucleare, riconfermano il fatto che quello della forza e della fermezza è il solo linguaggio che il regime dei mullah comprende. Dopo tre decenni di inganni e segretezza, aggiungere sei o nove mesi al breakout time non rappresenta una soluzione. Solo la rigorosa attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU può impedire definitivamente al regime di arrivare ad accedere alla bomba atomica. I negoziati concilianti con questo fascismo religioso non salveranno il mondo dalla minaccia dei mullah con le armi nucleari, ma li istigheranno ulteriormente ad essere un pericolo per i popoli dell’Iran, della regione e del mondo, concedendo altro tempo a questi mullah terroristi”.

Nell’audizione al Comitato per gli Affari Esteri della Camera americana il 20 Aprile e in un incontro al Senato francese il 5 Maggio, Maryam Rajavi ha spiegato chiaramente le posizioni della Resistenza Iraniana sui progetti nucleari dei mullah. Nel sottolineare l’importanza dell’attuazione delle sei risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ha posto l’accento sulla necessità di ispezioni invasive in qualunque momento e ovunque di tutti i siti militari e non, nonché sull’obbligo per il regime di rispondere degli aspetti militari dei suoi progetti nucleari, degli specialisti sul nucleare e della rete per il contrabbando di materiale nucleare.

Maryam Rajavi ha aggiunto: “La bomba atomica garantisce la sopravvivenza del regime iraniano ed è essenziale alla sua egemonia sulla regione. Ecco perché il popolo in Iran si oppone strenuamente a questo programma e la Resistenza Iraniana vuole un Iran democratico e non-nuclearizzato. (V. il testo completo nei link che seguono):

http://bit.ly/1PzalPD

http://bit.ly/1KMSWfE

Il 20 Maggio Khamenei ha detto: “Noi non consentiremo nessuna ispezione straniera dei nostri siti militari. Loro dicono che devono venire a parlare con i vostri scienziati… Io non permetterò a degli stranieri di venire e di sedersi a parlare con i nostri scienziati…. Dare questo permesso è fuori discussione. L’unico modo di affrontare questo nemico sfrontato è con determinazione e senza sottomissione”.

Intanto l’ONU ha riferito che nel bel mezzo dei colloqui sul nucleare il regime teocratico aveva intenzione di acquistare dei compressori proibiti, che potrebbero essere utilizzati nei progetti nucleari. La notizia dice anche che Tehran aveva tentato, per tutto l’anno, di ottenere sul mercato nero la tecnologia per l’arricchimento dell’uranio. Il 20 Aprile 2015, anche la Gran Bretagna ha rivelato all’ONU l’esistenza di una rete attiva del regime iraniano incaricata di procurare materiale nucleare. (Reuters, 13 Maggio – The Guardian, 30 Aprile 2015)

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Maggio 2015

 

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