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I senatori americani: “Il regime iraniano deve mettere fine al programma nucleare o subirà sanzioni più dure”

“Il regime iraniano deve ‘smantellare’ il suo programma nucleare o subirà una valanga di sanzioni ancora più dure da parte dell’Occidente” hanno dichiarato in un comunicato due senatori americani.

 

“Il regime iraniano deve anche acconsentire ad una serie di ‘massicce’ ispezioni in quanto parte degli esiti dei negoziati sul nucleare con la comunità internazionale”, hanno ribadito Robert Menendez, democratico del New Jersey e Mark Kirk, repubblicano dell’Illinois.

Ed hanno scritto: “Riteniamo che un buon accordo smantellerà, non solo bloccherà, il programma nucleare illegale dell’Iran ed impedirà all’Iran di diventare uno stato sempre sul punto di ottenere armi nucleari.

“Se un eventuale accordo non raggiungerà questi obbiettivi, noi lavoreremo con i nostri colleghi al Congresso per agire in maniera decisiva, come già in passato”.

Il Presidente del Comitato per le Relazioni Estere del Senato, Senatore Menendez e il Senatore Kirk lavorano sin dal 2011 alla presentazione e all’approvazione di sanzioni economiche contro il regime iraniano.

Nel loro comunicato aggiungono: “Il graduale allentamento delle sanzioni avverrà solo se l’Iran si atterrà strettamente a tutte le parti dell’accordo”.

La loro più recente proposta di legge, che mira all’imposizione di misure più dure se il negoziato sul nucleare dovesse fallire, è stata bloccata dalla fine del 2013 dagli alleati democratici del presidente Barack Obama in Senato.

Ma i repubblicani, che hanno guadagnato la maggioranza sui democratici al Senato nelle elezioni di medio-termine la scorsa settimana, potrebbero ora riuscirci quando si riunirà la prossima sessione del Congresso il 3 Gennaio.

Il senatore repubblicano Lindsey Graham questa settimana ha detto: “Voglio un voto sulle sanzioni nel caso che l’accordo fallisca”.

E ora, di fronte alla prospettiva di un’azione unilaterale del Congresso degli Stati Uniti, il presidente del regime teocratico, Hassan Rouhani, ha detto che “ogni nazione deve risolvere i propri problemi” anche se non ha nominato gli Stati Uniti.