Mohammad Reza Habibi, ex-procuratore pubblico della provincia di Isfahan, ha ammesso che solo nell’ultimo anno cinque detenuti hanno subito amputazioni nelle prigioni di questa provincia.
Il 7 Settembre durante la sua sessione di addio, ha ammesso che questi crimini sono stati commessi in segreto e “a causa dell’ostilità dei mezzi di comunicazione stranieri”. Ha detto di essere “in prima linea nella lotta contro il crimine e nello sforzo di garantire sicurezza”, che la magistratura di Isfahan ha emesso queste sentenze secondo gli ordini di Khamenei, con “velocità, precisione e fermezza”. Secondo questo funzionario del regime, oltre ad aver amputato una mano a cinque detenuti, la magistratura di Isfahan ha anche fatto giustiziare molti ladri che avevano commesso rapine a mano armata ai danni di rivenditori di oro, impiccandoli con l’accusa di “mohareb”.
Questa è solo la punta dell’iceberg dell’enorme numero di crimini che avvengono giorno e notte nelle carceri e nelle case sicure di questo regime, senza che ne venga data alcuna notizia.
Javad Larijani, capo del cosiddetto “Ufficio dei Diritti Umani” della magistratura dei mullah, nonché teorico della tortura e della lapidazione all’interno dell’apparato giudiziario dei mullah, in difesa dei trascorsi criminali del regime il mese scorso ha detto: “Noi siamo fieri di questo sistema giudiziario e difendiamo la vendetta (legge del taglione) e persino la lapidazione”. (TV di stato – 5 Agosto 2014)
Questa giustificazione ufficiale e pubblica di alti esponenti del regime riguardo alle condanne disumane della legge del taglione, della lapidazione, della tortura fisica e psicologica nelle prigioni del regime, da un lato dimostra la vastità dei crimini commessi dagli aguzzini di questo regime, e dall’altro quanto sia ridicolo lo slogan della “moderazione” in questo regime e quanto questo sia solo un pretesto, per i difensori della politica dell’accondiscendenza, per disprezzare le violazioni dei diritti umani e i crimini contro l’umanità che vengono commessi in Iran.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
9 Settembre 2014
