Kobler deve affrontare la giustizia per le sue attività criminali contro 3200 rifugiati iraniani.
La questione dei rifugiati e richiedenti asilo ad Ashraf e Liberty ricade sotto il mandato dell’UNHCR.
In una lettera a Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, Martin Kobler ha elencato tutta una serie di bugie ed ha minacciato un altro attacco criminale scrivendo: “Il governo ha ora deciso di procedere con le vie legali per chiudere Campo Ashraf. La prego di notare che noi, in alcun modo, ci associamo alle procedure del Governo dell’Iraq.”! Questo significa dare via libera e carta bianca per il quarto massacro e per un altro bagno di sangue ai danni di 3200 rifugiati iraniani. Il concetto di Maliki di “vie legali” è ben noto e Kobler ha cercato di incolparne in anticipo le vittime.In più, Kobler ha indebitamente interferito nei compiti dell’UNHCR, che non ha nulla a che vedere con lui, ed in diverse occasioni gli è stato ribadito di non farlo.
Questo è un deliberato tentativo di disturbare il Processo di Determinazione dello Status di Rifugiati e il ricollocamento dei residenti.
Kobler ha anche cercato di nascondere la urgente necessità di sicurezza a Liberty in collusione criminale con il governo iracheno ed ha cercato di aggirare l’ostruzionismo e gli ostacoli posti dal governo iracheno alle misure di protezione necessarie per la salvezza e la sicurezza dei residenti nei due mesi passati.
1-Mentre il rappresentante dei residenti e l’UNHCR hanno raggiunto un accordo per il trasferimento del primo gruppo di residenti fuori dall’Iraq, e nonostante il fatto che Kobler abbia iniziato la sua lettera esprimendo “grazie per la vostra collaborazione con l’UNHCR la scorsa setimana”, con una palese bugia ha falsamente affermato che finora “solo 34 residenti di Liberty” sono pronti per il trasferimento.
I rappresentanti dei residenti avevano sottolineato in diverse lettere, comprese quelle del 22, 23 e 24 Febbraio 2013 che:
“Visti i precedenti e alla luce di quanto accaduto, considerando il sangue versato a Liberty, i residenti in nessun modo vogliono ed accettano l’intervento di Martin Kobler e dell’UNAMI nel processo di determinazione del loro status di rifugiati, tantomeno i loro rapporti con l’UNHCR, perché non si fidano. Noi perciò, non risponderemo a nessuna lettera che provenga da voi riguardo l’UNHCR ed il processo per la determinazione dello status di rifugiati.”
2-Kobler ha minacciato: “Chiederò all’UNHCR di procedere con quei residenti a cui è stata riconosciuta la necessità di protezione internazionale, ma che si rifiutano di andare ai colloqui.” Questa è una implicita minaccia ad arrestare e perseguire i rifugiati secondo il ben noto stile di Maliki e la complicità di Kobler che è già stata in precedenza denunciata da Tahar Boumedra.
3-Kobler si rifiuta deliberatamente di spiegare perché due mesi dopo l’attacco missilistico e a dispetto di tutte le richieste fatte dai residenti, il governo iracheno continui ad opporsi a restituire persino un muro a T di protezione dei 17.500 che sono stati rimossi e perché si oppone al trasferimento dei giubbotti anti-proiettile, degli elmetti, delle attrezzature mediche da Ashraf a Liberty, alla costruizione di qualunque riparo a Liberty e alla sua estensione.
Il Senatore Robert Torricelli nel suo discorso al Parlamento Europeo il 27 Marzo ha ribadito le logiche e legittime richieste dei residenti di Liberty per ottenere una minima protezione e ha detto: “Niente elmetti, niente muri a T, niente protezione contro le esplosioni, nessuna sicurezza.. E’ come se vi dicessi, questa stanza verrà attaccata, 10 di voi possono partire e gli altri rimarranno ad affrontare la morte, lo fareste voi? E se lo faceste, che razza di persone sareste?”
4-Con un’altra bugia assurda, Kobler scrive che i residenti di Liberty si rifiutano di parlare agli osservatori dell’ONU e.. “Vorrei sottolineare che sputare sulle nostre macchine e tenere altri comportamenti aggressivi verso i nostri osservatori è inaccettabile.”
Questa è una assoluta bugia. I residenti non parlano semplicemente con Masoud Durrani, che ha comunicato i messaggi del Ministero dell’Intelligence iraniano. Inoltre, non c’è mai stato un comportamento aggressivo o offensivo nei suoi confronti o di qualunque altro osservatore. Questo individuo, Durrani, è andato a Liberty su ordine di Kobler il 14 Marzo, per la prima volta dopo l’attacco missilistico del 9 Febbraio e, in risposta alle proteste dei residenti sul perché uno dei feriti non fosse stato trasferito in Germania prima della sua morte, ha detto sarcasticamente: “Non vi preoccupate. Andrà in Paradiso!” A questo proposito, in una lettera inviata lo stesso giorno al Segretario Generale dell’ONU, il rappresentante dei residenti scriveva: “Questo comportamento rappresenta la condotta di un osservatore dell’ONU o di un membro dello staff di Kobler al servizio della Gestapo dei mullah? I residenti di Liberty hanno informato i loro rappresentanti dentro e fuori l’Iraq che, per evitare qualunque ulteriore intenzionale provocazione, non parleranno più con questa persona.”
I residenti parlano con tutti i membri dello staff dell’UNAMI e con gli osservatori, eccetto che con il suddetto individuo. Il vice dell’ufficio per i diritti umani dell’UNAMI è venuto a Liberty il 29 Marzo ed ha visitato diversi luoghi per diverse ore, parlando con un gran numero di residenti.
5-Un’altra bugia ripetuta da Kobler è: “Vorrei chiedervi di nuovo di non limitare i movimenti dei residenti di Liberty all’interno del campo e consentire a quei residenti che desiderino lasciare il campo di farlo.”
Questa è una completa bugia. Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha dichiarato il 22 Marzo, a proposito di questa questione che Kobler aveva proposto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU: “Questa assurda affermazione viene fatta nonostante che da Febbraio 2012 fino ad oggi, oltre 2000 residenti siano stati intervistati dall’UNHCR fuori dal campo ed in privato, alcuni fino a 17 volte e che gli osservatori dell’UNAMI abbiano avuto accesso a qualunque luogo e a tutte le persone e che le abbiano intervistate privatamente. In molte occasioni gli osservatori stessi hanno persino incoraggiato i residenti a lasciare il campo e a consegnarsi alle forze irachene.”
Queste bugie non rappresentano niente di nuovo. Già in passato Kobler aveva affermato che i residenti si erano passati la carta abrasiva sulle dita per camuffare le impronte digitali durante le interviste con l’UNHCR, che avevano sparso l’immondizia per tutto Liberty e che avevano deliberatamente forato le cisterne dei liquami!
Se Kobler dice il vero quando dice che qualcuno ha sputato sui veicoli degli osservatori, deve dichiarare la data, l’ora e i nomi degli osservatori coinvolti. Ma non lo farà mai, come non è riuscito a farlo in passato riguardo a bugie simili nonostante le ripetute richieste dei residenti. Queste sciocche bugie sono solo un pretesto per incolpare i residenti e una giustificazione al loro massacro.
6-Kobler ha deliberatamente ignorato il viaggio del Senatore Robert Torricelli e del Professor Steven Schneebaum, i rappresentanti legali dei residenti per la questione delle loro proprietà mobili ed immobili, fatto a Baghdad all’inizio di quest’anno e i loro rapporti su questo viaggio. Così facendo, Kobler vuole che i 100 protettori delle proprietà di Ashraf le lascino agli avvocati iracheni e vadano di corsa al campo di sterminio di Liberty così, nel passo successivo questi assassini minaccerebbero e costringerebbero gli avvocati iracheni a ritirarsi. Questo non fa altro che denunciare la collusione di Kobler nel progetto di espropriarzione e furto delle proprietà dei residenti e nel dare inizio ad un altro bagno di sangue. Dopo l’attacco del 9 Febbraio, i rappresentanti dei residenti hanno ripetutamente dichiarato che Kobler intende sorvolare sulla urgente questione della sicurezza portando in primo piano questioni fuorvianti come quella delle proprietà. I rappresentanti dei residenti hanno dichiarato che, prima che la questione urgente della sicurezza sia stata risolta, loro non parteciperanno al gioco sulle proprietà, una trappola sanguinosa di Kobler.
La Resistenza Iraniana considera la lettera di Kobler come un dare carta bianca per un altro attacco criminale contro i residenti di Ashraf e Liberty. La pagella degli ultimi 18 mesi di Kobler è quella di un facilitatore di crimini contro l’umanità e del massacro di rifugiati indifesi, per i quali dovrà affrontare la giustizia. La questione dei rifugiati e richiedenti asilo ad Ashraf e Liberty ricade completamente sotto il mandato dell’UNHCR e l’Alto Commissario dovrà prendersi questa responsabilità libero dalle interferenze corrotte di Kobler , il quale è in contatto con l’ambasciatore dei mullah a Baghdad.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1° Aprile 2013
