Maryam Rajavi,Presidente eletto della Resistenza Iraniana,siè rivolta al Segretario Generale dell’ONU e all’Alto Commissario per i Diritti Umani, perché intraprendano un’azione urgente per salvare le vite dei prigionieri politici in sciopero della fame a Shiraz e Ahwaz.Riferendosi ai 73 giorni di sciopero della fame dei prigionieri Kasra Nouri e Saleh Moradi, due dervisci Gonabadi detenuti nella prigione di AdelAbad a Shiraz e ai 28 giorni di sciopero della fame dei sei prigionieri politici arabi nella prigione di Ahwaz, Maryam Rajavi ha detto: “Queste proteste e la malvagia indifferenza dei mullah al potere, rivelano la tirannia, le torture e la repressione praticate nelle prigioni del regime ma, allo stesso tempo, sono motivo di vergogna per gli organismi inernazionali coinvolti i quali, di fronte a questo appello per la giustizia dei prigionieri politici oppressi in Iran, non hanno avuto altra reazione se non il silenzio e l’immobilismo.”
Nell’esprimere la sua preoccupazione per le gravissime condizioni dei dervisci Gonabadi al nono giorno di sciopero della sete, ha sottolineato:
“Khamenei e gli aguzzini al suo comando che amministrano la magistratura del Velayat-e faqih,sono direttamente responsabili di minacciare lle vite dei prigionieri in sciopero della fame a Shiraz e Ahwaz.”
Il Presidente eletto della Resistenza ha elogiato la protesta di questi prigionieri ed il coraggioso sit-in dei loro familiari di fronte alla prigione di Adel-Abad a Shiraz ed ha esortato tutti i compatrioti ad esprimere la loro solidarietà ai prigionieri e a protestare contro questo regime disumano al potere.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
29 Marzo 2013
