
Hanno partecipato al meeting membri illustri della Camera dei Lords, come: Lord Waddington ex-Ministro degli Interni del Partito Conservatore; Lord Clark, ex-vice Ministro degli Esteri del governo-ombra; Lord Hoyle, ex-capo del Partito Laburista; Lord Hughes, ex-Ministro del Commercio; Lord Bates, ex-ministro del governo-ombra del Dipartimento dell’Economia, Innovazione e Competenze (BIS) e vice-capo del Partito Conservatore; Lord Dobbs, ex-vice Ministro per gli Affari Irlandesi ed illustri membri della Camera dei Comuni come, David Amess, presidente dell Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran; Brian Binley, Mark Williams, Roger Williams, Matthew Offord e molti altri.
Inoltre vi hanno preso parte eminenti personalità del mondo giuridico come Linda Lee, ex-Presidente della Law Society di Inghilterra e Galles; David Von e Malcom Ketz, illustri avvocati; e anche Martha Jane Baker, vice-Presidente della Lega Internazionale delle Donne.
Durante il meeting 15 oratori hanno tenuto i loro discorsi e, dopo aver essersi congratulati per il Nuovo Anno Persiano, hanno espresso il loro sostegno ai residenti di Ashraf e Liberty.
Tutti hanno condannato l’ultimo attacco mortale a Camp Liberty ed hanno chiesto la sostituzione di Martin Kobler, il Rappresentante Speciale del Segretario Generele dell’ONU in Iraq, per aver violato il principio di imparzialità ed aver preso le parti di Al-Maliki. Hanno anche chiesto il ritorno immediato dei residenti di Liberty a Campo Ashraf.
Bryan Binley ha detto che, secondo i parametri dell’UNHCR, se un paese ospitante non è disposto o in grado di fornire protezione ai soggetti beneficiari, si deve considerare la possibilità di un loro trasferimento ed il luogo più sicuro ora è Campo Ashraf, da dove potrà continuare il processo di risistemazione.
David Amess ha detto che gli Stati Uniti devono evitare di nascondersi dietro le Nazioni Unite ed agire in base alle loro responsabilità riguardo alla protezione dei residenti. Se gli Stati Uniti e l’Europa non sono disposti ad assumersi le loro responsabilità riguardo alla protezione dei residenti, l’unica soluzione è riportare i residenti a Campo Ashraf.
Tutti gli intervenuti si sono augurati di poter celebrare in prossimo Nowruz (Nuovo Anno) in un Iran libero.
