sabato, Dicembre 3, 2022
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“Licenziare Martin Kobler e ricollocare immediatamente I residenti di Camp Liberty”, dice al Consiglio di sicurezza dell’ONU il vice presidente del Parlamento europeo

I dissidenti iraniani devono essere spostati da Camp Liberty e Martin Kobler licenziato e sostituito da un rappresentante ‘imparziale’ in Iraq, ha detto al Consiglio di sicurezza dell’ONU un vicepresidente del Parlamento europeo.

E in attesa del trasferimento, l’Iraq deve provvedere alle attrezzature mediche, ai giubbotti antiproiettile, a muri a T a prova di esplosione per proteggere i vulnerabili residenti di Camp Liberty da ulteriori attacchi, ha richiesto il dott.  Alejo Vidal Quadras con una lettera energica ai leader mondiali alle Nazioni Unite. Ha anche condannato la collaborazione di Martin Kobler con il regime iraniano attraverso il governo iracheno volta a bloccare una soluzione certa alla crisi e impedire che pochissimi dissidenti trovino rifugio in Albania.

Vidal Quadras ha anche portato l’attenzione del Consiglio su un rapporto del Comitato internazionale di In cerca di giustizia (ISJ) – che gode del sostegno di oltre 4000 parlamentari di entrambe le sponde dell’Atlantico – che mette in rilievo l’‘orientamento’ di Kobler a favore del governo iracheno e del regime iraniano.

In questa lettera del 20 Marzo ha scritto che la questione assolutamente cruciale dopo l’attacco missilistico su Camp Liberty del 9 febbraio – in cui hanno perso la vita otto persone e ne sono rimaste ferite 100 – è quella dell’incolumità e della sicurezza.

Ha scritto: “Vi sono sufficienti ragioni che dimostrano che questo attacco è stato organizzato dal regime iraniano con l’aiuto del governo iracheno.”

“La crisi interna dell’Iraq e la decrepitezza del primo ministro Maliki hanno reso quest’ultimo più che mai bisognoso del regime iraniano, rendendolo il riluttante seguace di Teheran. L’esito di questa situazione è che la probabilità di nuovi attacchi contro Camp Liberty è molto alta.”

“Secondo il rapporto del segretario generale datato 12 marzo 2013, a tutt’oggi è stato accettato da paesi terzi un numero limitatissimo di residenti e ancora secondo lo stesso rapporto il segretario generale auspica che qualche centinaio di residenti venga accettato da vari paesi.”

“Il viaggio propagandistico di Kobler in Albania e la pubblicazione della notizia che 210 persone sono state accettate dal governo di quel paese, cui il primo ministro Berisha aveva già acconsentito lo scorso anno, ha vanificato gli sforzi affinché questo paese accetti tutti o almeno metà dei residenti.”

“Le azioni di Kobler hanno di fatto sferrato un duro colpo al progetto di trasferire temporaneamente i residenti in paesi terzi” ha detto.

La rimozione da parte dell’Iraq dei muri a T e di altri mezzi di protezione ha reso Camp Liberty molto più vulnerabile e le vittime in caso di un probabile nuovo attacco sarebbero in numero ‘molto alto’, ha avvisato Vidal Quadras.

Ha poi aggiunto: “ Questo, mentre ad Ashraf, a fronte di tali attacchi, per la grande estensione dell’area, le costruzioni in cemento e i bunker attrezzati, i residenti usufruivano di una protezione relativa e le vittime sarebbero state molto meno.”

La tremenda mancanza di attrezzature mediche e sanitarie sta anche esponendo i residenti a gravi rischi di malattie e infezioni – una situazione che egli ha descritto così: “si sta perpretando un crimine continuo con l’approvazione di Martin Kobler”.

Ha detto: “Martin Kobler è un concreto ostacolo alla risoluzione della questione di Ashraf e Liberty. Esistono sufficienti argomenti per dimostrare che egli è colui che rende possibili le politiche del regime iraniano e dei suoi emissari nel governo iracheno in relazione ad Ashraf e Liberty.

“Siamo andati in Iraq con lo scopo di chiudere a ogni costo Ashraf, senza prendere in considerazioni le conseguenze. Egli ha inserito in modo canagliesco i propri scopi nel rapporto del segretario generale dell’ONU del 12 marzo 2013  al Consiglio di sicurezza, nelle sezioni riguardanti Ashraf e Liberty, il che è rovinoso e molto dannoso.

“Egli deve essere ritenuto responsabile dell’invio di 3100 rifugiati alla prigione di Liberty e del massacro del 9 febbraio e un tribunale si deve occupare delle sue probabili imputazioni.”

Vidal Quadras ha messo in campo quattro questioni chiave che il Consiglio di sicurezza dell’ONU deve ora affrontare:

Primo, e idealmente, il trasferimento immediato di tutti i residenti negli Stati Uniti o in un paese europeo, anche temporaneamente per poi essere ricollocati in paesi terzi.

Secondo, il rinvio di tutti i residenti ad Ashraf, dove dovrebbe concludersi la procedura di rifugiati.

Terzo, la sostituzione di Martin Kobler con un rappresentante  obiettivo, mentre deve essere designato un comitato imparziale che verifichi l’operato di Kobler e dell’UNAMI.

E quarto, l’Iraq deve ricollocare 17.500 muri a T nelle loro precedenti posizioni,  trasferire da Ashraf a Liberty i giubbotti antiproiettili, gli elmetti e il materiale medico, consentire ai residenti di  avviare progetti di edificazione a Camp Liberty e portare l’attuale area del campo a 2,5 chilometri quadrati.

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