venerdì, Gennaio 27, 2023
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On. Oresto Rossi: Martin Kobler dovrebbe rispondere, perché ha assistito a troppi eventi delittuosi in silenzio

 Il discorso dell’eurodeputato On. Oreste Rossi In un meeting tenutosi al Parlamento Europeo mercoledi 27 Marzo
Saluto con piacere Maryam Rajavi, Presidente del Consiglio della Resistenza Iraniana che credo qui non rappresenti solo le otto ultime vittime della violenza perpetrata ai danni del suo popolo e della sua gente, ma addirittura credo che possa degnamente rappresentare le oltre 120.000 vittime del regime iraniano, di persone vittime appartenenti alla vostra organizzazione. Io credo che l’Europa nei confronti di Iran e Iraq si dimostri troppo debole. Sono due le prove che voglio portare. Una, il tentativo di missione in Iran della delegazione del Parlamento Europeo di cui faccio parte e alla quale mi sono opposto, annullata il giorno prima di partire. Io credo che andando in missione in Iran si potesse correre il rischio di legittimare quel regime quindi, meno male che  è saltata.
L’altra questione, l’aver approvato recentemente a Gennaio, una risoluzione del Parlamento Europeo di un accordo di partenariato con l’Iraq senza metterci una forte denuncia di quanto succede in Campo Ashraf e in Camp Liberty. Queste gravissime violazioni dovevano essere scritte, denunciate e si doveva chiederne ragione in quella risoluzione.
Credo che anche la diplomazia europea sia troppo debole. Io vedo una Ashton troppo debole quando interviene.
Cosa dire dell’ONU. Qui credo che il Signor Martin Kobler dovrebbe rispondere, perché ha assistito a troppi eventi delittuosi in silenzio. Troppe persone sono state uccise, troppi assalti sono stati portati e a Campo Ashraf prima e a Camp Liberty dopo, e io vorrei non dimenticare che, sotto gli occhi dei soldati dell’ONU, sono state uccise un po’ di anni fa’ 8000 persone a Srebrenica. Non vorrei che Camp Liberty  possa diventare una nuova Srebrenica.
Forse ci sono due strade da percorrere. Una, chiudere Camp Liberty e tornare a Campo Ashraf che è in realtà una città con tanto di ospedali, oggi quasi abbandonata. Oppure un trasferimento, ma che deve essere immediato, in paesi ospiti europei, americani o altri, penso anche all’Australia, disponibili ad accettare queste persone.
Certo la situazione non può rimanere quella attuale.

 

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