• Il sesto gruppo di residenti si trasferirà a Camp Liberty solo dopo che le loro otto minime necessità umanitarie verranno soddisfatte. I residenti hanno informato il Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale delle Nazioni Unite (SRSG), che potrebbero soddisfare queste necessità a loro spese e con le loro risorse in un mese ma l’Iraq lo impedisce
I media iracheni hanno riportato che Faleh Fayaz, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Maliki, ha invitato molti ambasciatori stranieri e rappresentanti delle organizzazioni internazionali per oggi 31 Luglio “per annunciare la posizione del Governo dell’Iraq (GoI) nel determinare la questione della presenza dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI) in Iraq”. Lunedi pomeriggio, 30 Luglio, il Rappresentante dei residenti di Ashraf ha informato i diplomatici a Baghdad della posizione dei residenti di Ashraf e Liberty in lettere separate, spiegando che, tenendo questa conferenza senza la presenza di nessuno dei rappresentanti o avvocati dei residenti ad Ashraf e Liberty, il GoI intende giustificare la sua condotta repressiva nei confronti di entrambi i campi e appronta la scena per un terzo massacro. Vista l’assenza dei rappresentanti e degli avvocati dei residenti, il fatto che parlamentari e organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno testimoniato che Martin Kobler, il SRSG, non è imparziale in questa questione e sostiene la parte del regime iraniano e del governo di Maliki, le decisioni contro i residenti prese in questa conferenza sono prive di qualunque credibilità.In concomitanza con l’intensificarsi della rivolta in Siria, Khamenei ha chiesto al GoI di porre in atto il suo ultimatum. Ha sottolineato che il GoI deve “invadere” Ashraf ora che la popolazione del campo è diminuita a un terzo, in modo che “Non sarà così difficile rimuovere l’attuale numero di residenti e con un semplice piano sarà possibile spezzare la loro resistenza ed arrestarli”.
Prima di ciò, nel suo comunicato del 20 Luglio sulle dichiarazioni di Martin Kobler al Consiglio di Sicurezza dell’ONU e in quello del 25 Luglio sulla roadmap di Kobler, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) aveva avvertito dell’approntamento della scena per un terzo massacro. Il CNRI aveva dichiarato che l’obbiettivo era di sfrattare e trasferire forzatamente i residenti e mettere ai ferri l’opposizione iraniana nella prigione di Liberty.
Le minime necessità umanitarie dei residenti a Liberty sono già state annunciate molte volte nelle lettere dei residenti e dei loro rappresentanti ai Segretario Generale dell’ONU, ai funzionari delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti, dell’Unione Europea e sono anche state dichiarate nei comunicati del Segretariato del CNRI il 15 e 25 Luglio. I rappresentanti dei residenti hanno informato Martin Kobler delle loro necessità in otto punti a Parigi il 26 Luglio.
Due terzi dei residenti di Ashraf (2000 persone) si sono trasferite a Liberty in cinque convogli senza che le loro minime necessità umanitarie siano state soddisfatte, nonostante le infrastrutture di Liberty siano assolutamente inadeguate e gli standards umanitari e i diritti umani laggiù vengano continuamente violati. Ad ogni partenza, Kobler e il GoI hanno postposto il soddisfacimento delle necessità umanitarie al convoglio seguente.
Perciò, dopo il trasferimento di 2000 residenti, a dimostrazione della loro massima buona volontà, qualunque ultimatum, attacco o intimidazione rivela unicamente le inquietanti intenzioni del GoI e la condotta di Martin Kobler nel quadro dello scenario creato dal regime iraniano e dal GoI.
I rappresentanti dei residenti hanno fornito a Martin Kobler uno specifico piano pratico per l’implementazione degli otto punti riguardanti le necessità umanitarie, nell’incontro del 26 Luglio. Queste necessità sono: allacciamento di Liberty alla rete idrica cittadina o pompaggio dell’acqua dal un fiume adiacente al campo; trasferimento dei generatori principali da 1,5 Megawatt; consentire la vendita delle proprietà mobili ed immobili; realizzazione di minime costruzioni in particolare le strutture speciali per i disabili e per le persone malate; trasferimento di sei veicoli, 6 roulottes per i disabili, trasferimento di 5 muletti e 50 automobili.
Secondo questo piano, i residenti hanno espresso la loro disponibilità ad implementare i suddetti 8 punti in un mese, a loro spese e sforzi e utilizzando ditte irachene dopo l’approvazione del GoI; e, a seguito di questo il sesto convoglio si trasferirà a Liberty. Ma il GoI, che riceve tutti i suoi ordini su Ashraf dal regime iraniano, si rifiuta di implementare questo piano semplice e pratico e sta progettando il terzo massacro ad Ashraf.
Nel suo comunicato del 25 Luglio sulla roadmap di Martin Kobler, il CNRI ha dichiarato: “A prescindere dalle sue inesattezze questa roadmap è piena di inganni scioccanti, falsità e dichiarazioni stravolte. Questa roadmap, che avrebbe dovuto guardare ai passi futuri da intraprendere, inizia invece col vantare il trasferimento dei 300 condizionatori d’aria degli stessi residenti, di 10 dei loro generatori, non comprendendo quelli principali, e di ciò che era rimasto dei convogli 4 e 5 che avrebbe dovuto essere trasferito più di due mesi e mezzo fa, e questo per arrivare alla conclusione che la maggior parte delle richieste dei residenti sono state soddisfatte.
E’ stato fatto per sembrare come se il “generoso” Governo dell’Iraq, che fino ad ora ha saccheggiato decine di milioni di proprietà del MeK e stritolato 22 residenti di Ashraf sotto i suoi veicoli blindati Humvee, avesse fatto una donazione di 382 generatori e migliaia di condizionatori d’aria che in realtà appartengono interamente ai residenti. Se Martin Kobler non si aspettava nemmeno questo dal Governo dell’Iraq e lo considera frutto della “generosità” del GOI, allora prima di tutto deve riconoscere che non c’è governo della legge nel Paese, ma che è governato piuttosto dalla legge della giungla e del banditismo.
– Invece di sottolineare il diritto a costruire le strutture necessarie nel campo e le aree verdi che sono state concordate nel MOU e nelle lettere del SRSG, viene affermato: “Gli alloggi sono pronti …. Gli hotels sono pronti…..”.
– Riguardo alla questione dell’acqua, la roadmap fa sembrare come se il Governo dell’Iraq stia attualmente fornendo 200 litri d’acqua al giorno a persona e afferma:
“Il GOI continua a garantire 200 litri al giorno a persona a CH. Gli osservatori dell’ONU riferiranno giornalmente sulla fornitura d’acqua”.
“Ignora deliberatamente il fatto che i residenti sono costretti a trasportare l’acqua a Liberty accettando enormi spese e aspettando ore in code lunghissime a 55°C, da una distanza di 12 kilometri e affrontando per questo terribili problemi”.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
31 Luglio 2012
