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Dopo il “via libera” di Martin Kobler al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Maliki minaccia di morte i residenti di Ashraf

Il Governo U.S.A. è responsabile della protezione dei residenti di Campo Ashraf e Liberty secondo leggi internazionali e accordi reciproci

Il 20 Luglio, la Resistenza Iraniana ha annunciato che le dichiarazioni di Martin Kobler, Rappresentante Speciale per l’Iraq del Segretario Generale dell’ONU, contro i residenti di Ashraf al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che lodavano la pazienza e la flessibilità di Maliki, prepareranno il terzo massacro dei residenti ad opera delle forze irachene. Oggi, dieci giorni dopo, Faleh Fayaz, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Maliki, ha minacciato i residenti di Ashraf di usare la forza, attaccare e uccidere. Ha dichiarato che la proroga per la chiusura di Campo Ashraf finisce oggi e da oggi l’Iraq ha il diritto di prendere qualunque decisione sul loro destino e prenderà delle misure verso le sue legittime e legali responsibilità di imporre la sovranità dell’Iraq. La Reuters ha citato Faleh Fayaz dicendo: “L’Iraq butterà fuori il gruppo dissidente iraniano”.
Contemporaneamente, le dichiarazioni di Martin Kobler, diffuse dai media iracheni e trasmesse dalla televisione araba del regime iraniano, Al-Forat, affermavano: “La nostra valutazione su Camp Hurriah è che gli standards umanitari per i suoi attuali 2000 residenti sono accettabili e sono anche soddisfacenti per i rimanenti 1200 residenti di Campo Ashraf. Io sollecito i residenti di Ashraf a preparare i loro effetti personali per l’ispezione e il conseguente trasferimento. La sovranità e le leggi dell’Iraq  devono essere rispettate da chiunque viva sul suolo iracheno”. In queste condizioni, le affermazioni e le dichiarazioni ufficiali di Martin Kobler all’Iraq perché si astenga dal ricorrere alla violenza, non risolveranno nulla.
La realtà è che le dichiarazioni di Martin Kobler al Consiglio di Sicurezza dell’ONU il 19 Luglio, il documento che ha pubblicato il 24 Luglio sotto il nome di “Roadmap”, e le sue affermazioni del 31 Luglio danno il via libera e incoraggiano il Governo dell’Iraq ad attaccare e massacrare i residenti. Egli è totalmente responsabile per qualunque raid o reato perpetrato nei confronti dei residenti di Ashraf e Liberty.
La Resistenza Iraniana ritiene anche il Governo U.S.A. responsabile della protezione dei residenti di Ashraf e Liberty secondo le leggi internazionali e gli accordi reciproci che tutti i residenti di Ashraf hanno firmato individualmente con il governo americano, nei quali gli Stati Uniti accettavano la responsabilità della protezione dei residenti in cambio del loro disarmo volontario. La Resistenza Iraniana si rivolge al Presidente degli Stati Uniti e al Segretario di Stato per far fronte alle loro responsabilità ed impedire un’altra catastrofe umanitaria.
Da Febbraio, due terzi dei residenti di Ashraf (2000 persone) si sono trasferiti a Liberty in cinque convogli senza che le loro minime necessità umanitarie siano state soddisfatte, nonostante le infrastrutture di Liberty siano assolutamente inadeguate e gli standards umanitari e i diritti umani laggiù vengano continuamente violati. Ad ogni partenza, Kobler e il GoI hanno postposto il soddisfacimento delle necessità umanitarie al convoglio seguente.
Perciò, dopo il trasferimento di 2000 residenti, a dimostrazione della loro massima buona volontà, qualunque ultimatum, attacco o intimidazione rivela unicamente le inquietanti intenzioni del GoI e la condotta di Martin Kobler  nel quadro dello scenario creato dal regime iraniano e dal GoI.
I rappresentanti dei residenti hanno fornito a Martin Kobler uno specifico piano pratico per l’implementazione degli otto punti riguardanti le necessità umanitarie, nell’incontro del 26 Luglio. Queste necessità sono: allacciamento di Liberty alla rete idrica cittadina o pompaggio dell’acqua da un fiume adiacente al campo; trasferimento dei generatori principali da 1,5 Megawatt; consentire la vendita delle proprietà mobili ed immobili; realizzazione di minime costruzioni in particolare le strutture speciali per i disabili e per le persone malate; trasferimento di sei veicoli, 6 roulottes per i disabili, trasferimento di 5 muletti e 50 automobili.
Secondo questo piano, i residenti hanno espresso la loro disponibilità ad implementare i suddetti 8 punti in un mese, a loro spese e sforzi e utilizzando ditte irachene dopo l’approvazione del GoI; e, a seguito di questo il sesto convoglio si trasferirà a Liberty. Ma il GoI, che riceve tutti i suoi ordini su Ashraf dal regime iraniano, si rifiuta di implementare questo piano semplice e pratico e sta progettando il terzo massacro ad Ashraf.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI)
31 Luglio 2012

 

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