Appello del Comitato per gli Affari Esteri e la Democrazia dell’Assemblea Parlamentere del Consiglio d’Europa

Nonostante la mancanza del rispetto degli standards umanitari e dei diritti umani, ad oggi, 800 residenti di Ashraf sono stati trasferiti a Camp Liberty allo scopo di trovare una pacifica soluzione. Ma questo campo soffre di una grave carenza di acqua potabile e di elettricità. Gli scarichi fognari all’aperto hanno reso l’area terribilmente inquinata e pericolosa per la salute umana e le roulottes sono estremamente e malamente danneggiate, cosicché alcune sono inutilizzabili. Ai residenti di Liberty non è concesso lasciare il campo. Non hanno accesso diretto ai servizi medici, né agli avvocati. C’è una stazione di polizia e quasi 150 militari iracheni armati e dotati di mitragliatrici in questa area limitata di mezzo kilometro quadrato nella quale dovrebbero vivere 3400 persone. Diverse telecamere di sorveglianza e apparecchiature per intercettazioni sono state installate nel campo, e i loro elaborati sono stati passati alle autorità iraniane per minacciare i residenti e le loro famiglie.
Il Comitato sollecita il governo iracheno a mettere in opera le garanzie minime richieste dai residenti, compresa la rimozione dal campo di tutte le unità armate, delle telecamere di sorveglianza e delle apparecchiature per le intercettazioni; a risolvere il problema delle infrastrutture, il particolar modo quello dell’acqua, dell’elettricità e degli scarichi dei liquami; a fornire accesso diretto ai servizi medici, agli avvocati e agli osservatori delle Nazioni Unite; a permettere la libera circolazione o almeno ad aumentare l’area del campo; e fornire protezione a tutti i residenti fino alla loro partenza dall’Iraq impedendo l’arresto di qualunque residente.
Ci rivolgiamo agli stati membri del Consiglio d’Europa e agli stati osservatori affinché diano seguito, positivamente e rapidamente, alle richieste di risistemazione dei residenti di Liberty e di Ashraf.
