HomeNotizieIran NewsTrasferimento di un secondo gruppo di residenti di Ashraf a “Liberty”

Trasferimento di un secondo gruppo di residenti di Ashraf a “Liberty”

Dopo il trasferimento del secondo gruppo di residenti di Ashraf a Camp Liberty, il Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)”, ha elogiato questo atto coraggioso e responsabile del leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi ed ha sollecitato il Segretario di Stato Americano, il Segretario Generale delle Nazioni Unite e l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea a lavorare per la sicurezza e l’incolumità della gente di Ashraf e per la loro risistemazione in paesi terzi. Questo atto viene compiuto nonostante in questo campo manchi il rispetto degli standards umanitari e dei diritti umani necessari per ospitare queste persone. Unicamente su consiglio di Mrs. Rajavi e i ripetuti appelli da parte del Rappresentante Speciale di Mrs. Clinton e del Rappresentante Speciale del Segretario Generale, i residenti hanno assecondato questo trasferimento.
A Camp Liberty né le infrastrutture, né l’acqua, l’elettricità ed il sistema fognario sono adeguati per così tante persone. I residenti sono privati del diritto alla libera circolazione e non hanno a disposizione un’area grande quanto quella di Ashraf. Purtroppo, Camp Liberty è 70 volte più piccolo di Ashraf e, cosa più importante, l’enorme presenza della polizia e di militari armati, insieme alle telecamere-spia, hanno trasformato Camp Liberty in una prigione. Il problema dell’acqua è molto serio soprattutto in vista del fatto che la stagione calda in Iraq inizierà presto. Il sistema idrico di Camp Liberty dovrebbe essere allacciato a quello di Baghdad per scongiurare una crisi idrica nel campo.
Nel frattempo, non ci sono ancora prospettive di risistemazione per i residenti. Sebbene siano ora più di sei mesi che i residenti hanno presentato le loro richieste di asilo, tutti loro non hanno ricevuto altro che discorsi illusori.
In questa situazione, continuare con il trasferimento dei residenti di Ashraf a Camp Liberty è pericoloso sotto ogni aspetto e può condurre a problemi irreversibili. Concentrare una popolazione in una piccola area senza possibilità di movimento, insieme ad una rilevante presenza della polizia e senza soddisfare le necessità fondamentali, può creare solo una situazione esplosiva.
Quindi, nessun altro trasferimento a Camp Liberty fino a che la maggior parte di questi 800 non verrà trasferita in paesi terzi. Dopo si potrà trasferire altra gente da Ashraf.
Le necessità essenziali a Camp Liberty dovranno essere assicurate il più velocemente possibile. In particolare, la polizia e i militari armati dovranno essere posti fuori dal campo, l’area destinata ai residenti dovrà essere estesa, e i problemi alle infrastrutture, specialmente quello dell’acqua, risolti. Solo allora potranno essere trasferite altre persone.

Alejo Vidal-Quadras MEP
Presidente del Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)”
Bruxelles, 8 Marzo 2012
Il Comitato Internazionale “In Search of Justice (ISJ)”
gode del sostegno di oltre 4.000 parlamentari in tutto il mondo