lunedì, Gennaio 30, 2023
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Altri 400 residenti di Ashraf si trasferiranno a Camp Liberty

Su richiesta del Rappresentante Speciale del Segretario Clinton e del Rappresentante Speciale del Segretario Generale Ban Ki-moon e con la promessa di cercare di soddisfare le assicurazioni minime richieste dai residenti di Ashraf, altri 400 di loro si stanno trasferendo a Camp Liberty. • I residenti di Ashraf si rivolgono al Consiglio di Sicurezza affinché agisca per rimuovere le  limitazioni che il governo iracheno continua ad imporre compiendo interventi illegali come quelli sul trasferimento delle proprietà dei residenti.
Altri 400 residenti di Ashraf si stanno trasferendo a Liberty. Questo atto è stato compiuto a seguito di 10 giorni di intensi colloqui e telefonate tra Ashraf, Parigi, Washington e Baghdad, su richiesta del Rappresentante Speciale del Segretario Clinton e del Rappresentante Speciale del Segretario Generale Ban Ki-moon (SRSG) e sulla loro promessa di cercare di soddisfare le assicurazioni minime richieste dai residenti.
In un’udienza del Congresso degli Stati Uniti il 29 Febbraio, il Segretario di Stato americano Hillary Clinton, ha ricordato al governo iracheno gli impegni presi per la sicurezza e incolumità dei residenti ad Ashraf e nel nuovo campo, e riguardo al loro trasferimento presso paesi terzi ha detto: “Nessun governo ha sollevato la questione dell’ FTO con il Dipartimento di Stato, non la considera un impedimento a ricevere questi individui. E noi abbiamo intenzione di continuare a lavorare per assicurare sicurezza e incolumità”.
Da Martedi 6 Marzo il secondo gruppo di residenti di Ashraf ha iniziato a portare i propri effetti personali nel luogo di carico, ma sfortunatamente questo processo è stato molto a lungo ritardato a causa degli ostacoli creati dalle forze irachene. L’ostruzionismo continua ancora.
A tutt’ora i militari armati iracheni hanno impedito il trasferimento di molti veicoli di servizio come gru e autocarri mentre queste sono attrezzature utilissime considerando la situazione di Camp Liberty e le gravi carenze nelle infrastrutture e nelle installazioni di questo campo. Gli agenti iracheni stanno impedendo, senza alcuna ragione, il trasferimento degli oggetti basilari per vivere come tavoli, sedie, stufe, generatori richiesti dai residenti e le parabole satellitari.
Mercoledi mattina 7 Marzo, un gruppo di SWAT iracheni (forze di intervento della polizia vestiti di nero) hanno rotto le porte e i lucchetti di alcuni containers con dei martelli e hanno gettato fuori gli effetti personali dei residenti. Due agenti delle forze di soppressione irachene noti come Capitano Khodeir Ahmad e Tenente Heidar Azab, direttamente coinvolti nelle uccisioni dei residenti di Ashraf, sono stati i diretti responsabili di questa aggressione del 7 Marzo. Perciò, gli osservatori delle Nazioni Unite sono arrivati sul luogo e hanno preso nota nel dettaglio di questo comportamento repressivo ed umiliante.
Ancora un altro esempio è dato dalle osservazioni stantie di Odei Khodran, Governatore della città di Khalis, noto per essere un agente delle forze terroristiche Quds. In una farneticante accusa ha detto ai media iracheni: “Nelle valigie di alcuni membri dell’Organizzazione Khalq sono state trovate delle baionette e delle uniformi militari che sarebbero state usate per uccidere i militari iracheni”!
Nell’elogiare i residenti di Ashraf per la loro determinazione di fronte alle pressioni del regime teocratico che governa l’Iran e la loro dimostrazione di estrema flessibilità, Mrs. Maryam Rajavi, Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha detto: “Dato che i residenti di Ashraf hanno ben dimostrato la loro buona volontà, è tempo che il Governo degli Stati Uniti e le Nazioni Unite garantiscano le assicurazioni minime per i residenti di Liberty cosicché possano godere di tutti i loro diritti. Da ora in poi qualunque mossa del governo iracheno che ostacoli queste assicurazioni minime e rifiuti di rispettare i diritti dei residenti, impedirà il trasferimento dei prossimi convogli.
Dopo il trasferimento del primo gruppo di residenti di Ashraf a Camp Liberty, che non rispetta gli standards umanitari minimi e i diritti umani, con la massiccia presenza di polizia e di telecamere di sorveglianza, molti parlamentari ed illustri personaggi degli Stati Uniti, dell’Unione Europea, e di Organizzazioni non-governative, hanno descritto Camp Liberty come una prigione o come un luogo peggiore di una prigione ed hanno messo in guardia contro il protrarsi di una tale situazione. Molte illustri personalità hanno proposto di andare a Liberty a loro spese per riferire all’opinione pubblica sulle condizioni di Liberty, ma il governo iracheno ha respinto la proposta.
I residenti di Ashraf hanno sottolineato che il trasferimento degli altri potrà avvenire solo quando verranno assicurate le minime garanzie, quando i militari armati iracheni verranno trasferiti fuori dal campo, le telecamere di sorveglianza verranno rimosse, quando verrà permessa la libertà di circolazione, verranno risolte le questioni relative alla mancanza di acqua, elettricità e sistema fognario, verrà consentito il libero accesso ai servizi medici, quando ai residenti verrà permesso di costruire le strutture necessarie e il governo iracheno e l’UNAMI faranno in modo che tutte le proprietà mobili dei residenti di Ashraf vengano trasferite a Camp Liberty, o fuori dall’Iraq o vendute in Iraq per la fine di Aprile. Il governo iracheno, con la mediazione delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti, rifonderà ai residenti il valore di tutte le proprietà immobili che i residenti hanno costruito ad Ashraf a loro spese, per sostenere le spese dei residenti a Liberty o per la loro risistemazione in paesi terzi.
Poiché il governo iracheno sta ponendo delle limitazioni compiendo interventi illegali durante il trasferimeno dei loro effetti personali, i residenti di Ashraf si rivolgono al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché agisca e alle Nazioni Unite e al governo degli Stati Uniti affinché intervenga per rimuovere tutte queste restrizioni.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
7 Marzo 2012

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