Comunicato del Comitato italiano di parlamentari e cittadini per Iran Libero
Noi del Comitato italiano di parlamentari e cittadini Iran Libero abbiamo appreso la notizia del trasferimento dei 400 residenti del Campo Ashraf senza che fossero garantite le condizioni minime per la loro incolumità; e questo ci preoccupa fortemente. Questo spostamento obbligatorio si attua quando i residenti non hanno avuto alcun ruolo né dell’ “accordo” del rappresentante speciale del Segretario generale né nell’ “organizzazione del trasferimento” che gli è stata consegnata dal signor Martin Kobler, in cui appunto non c’era traccia di alcuna garanzia. Noi apprezziamo enorme sforzo della signora Maryam Rajavi per convincere i 400 residenti per il trasferimento, cosi come apprezziamo il sacrificio dei residenti che hanno mostrato il loro alto grado di flessibilità e buon senso. Visto che il governo iracheno è responsabile dell’uccisione 47 residenti e ferimento di più di mille, ora chiediamo fermamente al Segretario generale dell’ONU e al suo rappresentante speciale in Iraq, alla signora Clinton, alla signora Ashton e al governo iracheno di onorare i loro impegni e garantiscano le istanze primarie dei residenti del Campo Ashraf.È del tutto chiaro che il trasferimento dei 400 viene fatto in una condizione non adeguata. Il nostro Comitato crede che non si può procedere in questo modo. I residenti di Ashraf lasceranno il Campo solo se potranno portare con se i loro patrimoni e i loro mezzi. La presenza della polizia irachena, responsabile di due sanguinosi attacchi, all’interno del campo sembra soltanto un atto provocatorio e non aiuta alla distensione. La polizia irachena può stabilirsi benissimo all’infuori del campo Liberty. Il governo iracheno dichiara che questo è in contrasto con la sua sovranità. Questo non ha alcuna base logica ed è inaccettabile, per il governo iracheno controlla l’entrata e uscita dei residenti. Oltre che tutti sono identificati e registrati, compreso il loro l’impronta e intervistati.
Visti ripetuti complotti del regime iraniano ai danni dei rifugiati iraniani e vista l’infiltrazione nella polizia irachena, la loro presenza all’interno del campo Liberty non è né giustificabile né accettabile. La completa incolumità dei residenti fini alla nuova residenza dei paesi terzi deve far parte degli impegni inviolabili.
L’intenzione del regime iraniano per distruggere i residenti del Campo Ashraf è un fatto. Perciò gli elementi del regime iraniano non devono essere presenti nei paraggi del campo Liberty o nei luoghi dove il Commissariato dell’ONU effettua le interviste.
La squadra del monitoraggio dell’ONU deve salvaguardare gli interessi dei residenti e li deve garantire.
Le carenze strutturale e tutta la situazione del campo Liberty richiede che gli stessi residenti si rechino giornalmente fuori dal campo per le commissioni.
Il Comitato italiano di parlamentari e cittadini Iran Libero ricordando gli impegni internazionale dell’ONU, degli USA e dell’UE chiede loro di ricordare il loro storico ruolo in questa questione umanitaria e rispondano alle nostre richieste.
Comitato italiano di parlamentari e cittadini Iran Libero
Roma, 17 febbraio 2012
