
La campagna di base “Martedì No alle Esecuzioni” continua a prendere slancio in tutto l’Iran, entrando nella sua 62ª settimana con scioperi della fame coordinati che coinvolgono prigionieri politici in 38 centri di detenzione separati. Nonostante le festività di Nowruz e il mese sacro del Ramadan, il regime clericale ha intensificato la sua brutale repressione, confermando le condanne a morte per numerosi prigionieri, incluso il detenuto politico Hamid Hosseinnejad Heydaranlou.
Il movimento “Martedì No alle Esecuzioni”, che condanna tutte le esecuzioni come omicidi sponsorizzati dallo stato e chiede l’abolizione immediata della pena di morte, ha segnalato la partecipazione di prigionieri politici in importanti strutture come Evin, Ghezel Hesar, la Grande Prigione di Teheran, la Prigione Centrale di Karaj e la Prigione di Adelabad di Shiraz, tra le altre. Gli organizzatori della campagna hanno invitato il pubblico iraniano a manifestare davanti alle prigioni e in altri luoghi pubblici per chiedere la fine delle politiche brutali del regime.
Nonostante la forte censura e la repressione, i post sui social media indicano una crescente solidarietà con la campagna, con le famiglie dei condannati a morte che si radunano fuori da prigioni famigerate come Evin e Rasht. Gli attivisti sostengono che la repressione del regime mira a schiacciare il dissenso e intimidire il pubblico in mezzo alle crescenti difficoltà economiche e all’instabilità politica.
Week 62 of "No to Execution Tuesdays": Hunger strike in 38 Iran prisons, April 1, 2025. Prisoners wrote: "Regime continues executions even in #Nowruz, Ramadan." Call for abolition, public protests. #StopExecutionsInIran #FreeIran2025 pic.twitter.com/vfphP1C3FK
— SIMAY AZADI TV (@en_simayazadi) April 1, 2025
La campagna “Martedì No alle Esecuzioni” afferma che la crescente resistenza dalle prigioni iraniane è una testimonianza dell’incapacità del regime di soffocare l’opposizione. Mentre il movimento continua ad espandersi, molti osservatori ritengono che la dipendenza della dittatura clericale dalla repressione non faccia altro che approfondire la crisi della nazione.
Segue una versione tradotta della dichiarazione della campagna:
Continuazione della Campagna “Martedì No alle Esecuzioni” nella sua 62ª Settimana con la Partecipazione di 38 Diverse Prigioni;La Corte Suprema Conferma la Condanna a Morte del Prigioniero Politico Hamid Hosseinnejad Heydaranlou.
Il regime del Velayat-e Faqih non ha interrotto le sue pratiche di esecuzione disumane nemmeno durante il Nowruz e il mese sacro del Ramadan. Nei giorni scorsi, diversi prigionieri sono stati condannati a morte, diventando vittime dell’insaziabile appetito dei governanti iraniani per le esecuzioni e la repressione. Durante questo periodo, la condanna a morte del prigioniero politico Hamid Hosseinnejad Heydaranlou, residente di Chaldoran accusato di “baghi” (ribellione contro lo stato), è stata confermata dalla Corte Suprema del regime e comunicata a lui il 24 marzo 2025. Pertanto, il pericolo della sua esecuzione è imminente, ed è imperativo farsi voce di questo prigioniero e di tutti gli altri condannati a morte.
March 25—Tehran, Iran
Families of political prisoners rally in front of Evin prison in tandem with the 61st week of the "No to Executions Tuesdays" campaign, protesting death sentences for their loved ones.#IranProtestspic.twitter.com/6pCdMOqjUk— People's Mojahedin Organization of Iran (PMOI/MEK) (@Mojahedineng) March 25, 2025
Avvertiamo della possibilità che le esecuzioni vengano eseguite dopo le festività, in particolare per coloro le cui sentenze ingiuste sono state confermate. Il caso di Verishe Moradi è attualmente presso la Corte Suprema. Chiediamo l’annullamento immediato della condanna a morte di Verishe Moradi da parte della Corte Suprema, poiché questo verdetto non è una decisione giudiziaria ma un omicidio premeditato sponsorizzato dallo stato. Esprimiamo grave preoccupazione per la conferma della sua sentenza e di quelle di altri prigionieri e ci opporremo.
La campagna “Martedì No alle Esecuzioni”, pur esprimendo il suo orrore per le esecuzioni brutali e le condanne a morte anti-umane, indipendentemente dai presunti crimini, chiede l’abolizione della pena di morte in Iran.
Come visto nelle settimane precedenti, gruppi di famiglie di condannati a morte si sono radunati davanti alla Prigione di Lakan a Rasht, alla Prigione di Evin, alla Prigione di Saqqez e nella città di Songhor. In solidarietà con queste famiglie, invitiamo tutte le persone amanti della libertà e le famiglie dei prigionieri condannati a morte a tenere raduni di protesta in luoghi pubblici, fuori dalle prigioni o in qualsiasi altro luogo, chiedendo l’abolizione della disumana pena di morte.
#IranProtests: Nationwide Prison Hunger Strike Marks 61st Week of “No to Executions Tuesdays” Campaignhttps://t.co/YQLvtarvAB
— NCRI-FAC (@iran_policy) March 25, 2025
Questo è il diritto più naturale, legittimo e razionale delle famiglie, di ogni individuo libero e del pubblico in generale di protestare contro queste crudeli condanne a morte.
La campagna “Martedì No alle Esecuzioni” continuerà martedì 1° aprile 2025, nella sua 62ª settimana, con scioperi della fame in 38 prigioni:
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Evin Prison (Women’s Ward, Wards 4 and 8)
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Ghezel Hesar Prison (Units 3 and 4)
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Central Prison of Karaj
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Greater Tehran Prison
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Khorin Prison of Varamin
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Chubin Dar Prison of Qazvin
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Arak Prison
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Khorramabad Prison
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Esfahan Asadabad Prison
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Dastgerd Prison of Esfahan
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Sheiban Prison of Ahvaz
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Sepidar Prison of Ahvaz (Women’s and Men’s Wards)
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Shiraz Military Prison
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Adelabad Prison of Shiraz (Women’s and Men’s Wards)
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Borazjan Prison
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Ramhormoz Prison
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Bam Prison
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Kahnuj Prison
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Tabas Prison
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Joven Prison
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Mashhad Prison
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Gonbad-e Kavus Prison
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Qaemshahr Prison
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Rasht Prison (Men’s and Women’s Wards)
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Roudsar Prison
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Haviq Prison of Talesh
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Dieselabad Prison of Kermanshah
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Ardabil Prison
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Tabriz Prison
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Urmia Prison
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Salmas Prison
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Khoy Prison
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Naqadeh Prison
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Miandoab Prison
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Saqqez Prison
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Baneh Prison
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Marivan Prison
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Kamyaran PrisonLa campagna “Martedì No alle Esecuzioni” la 62ª Settimana1 Aprile 22025
