martedì, Giugno 18, 2024
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Valmaggia e Costa firmano appello per la democrazia in Iran

ImageTargatoCN.it28,febbraio – Negli ultimi mesi, numerose organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani hanno ripetutamente espresso la loro preoccupazione sulla crescente violazione dei diritti umani in Iran.
Le impiccagioni pubbliche, nel solo mese di gennaio 2009, sono state 59, oltre ad impiccagioni di minorenni, amputazione degli arti, arresti arbitrari di massa delle donne e dei giovani.

Verso la fine del 2008, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha condannato, per la cinquantacinquesima volta, il regime iraniano per aver violato palesemente i diritti umani.

Il regime dei mullah, accanto alle continue violazioni dei più elementari diritti dell'uomo e violando le varie risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, porta avanti il suo progetto di armamento atomico.

Le sue continue e frequenti interferenze in Iraq finalizzate a instaurare in quel Paese un regime islamico, il supporto e il sostegno al terrorismo in Libano, in Afghanistan e nei territori palestinesi mirano a creare nell’intera regione uno stato di guerra e di esplosione.
I due decenni della politica di accondiscendenza e di dialogo, di concessione di incentivi finalizzati a cambiare il comportamento del regime iraniano, hanno prodotto un effetto contrario che ha incoraggiato maggiormente la classe politica iraniana a proseguire sulla strada della costruzione della bomba atomica, sulla strada della repressione delle libertà e sull'esportazione del terrorismo in medioriente, nonché in altri continenti della Terra.

L'Europa, per evitare una nuova guerra nella regione, deve sostituire la sua politica di accondiscendenza con una politica di fermezza agevolando cosi il cambiamento democratico in Iran.
Una politica realista per il ripristino della libertà e della democrazia in Iran, necessaria per l'instaurazione della pace e la serenità nella regione, esige il rifiuto della strada della guerra e della politica di accondiscendenza con il regime dei mullah e allo stesso tempo il sostegno alla terza via rappresentata dalla Presidente del Consiglio Nazionale della resistenza iraniana, Maryam Rajavi.

Noi Sindaci e Presidenti delle Province italiani consideriamo il sostegno alla resistenza iraniana un nostro dovere democratico.
Chiediamo al Governo italiano di riconoscere il Consiglio Nazionale della resistenza iraniana guidato dalla signora Maryam Rajavi come l'unica alternativa al regime fondamentalista iraniano.
Chiediamo al Governo Italiano di schierarsi, insieme a numerosi politici e parlamentari rappresentanti i Paesi europei e del mondo, a fianco del popolo e della resistenza iraniana per ripristinare la democrazia e la libertà in Iran.
 

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