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Uno schieramento trasversale di membri del Parlamento sollecita il Consiglio di Sicurezza dell’ONU a garantire i diritti minimi dei dissidenti iraniani nei Campi Ashraf e Liberty

LONDRA, 10 Aprile 2012/PRNewswire  – Il Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran
Alla vigilia del meeting del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sull’Iraq, decine di membri di entrambe le Camere del Parlamento, sollecitano il Consiglio di Sicurezza dell’ONU a sottolineare la necessità di garantire i minimi diritti umani e standards umanitari per i residenti di Campo Ashraf e Camp Liberty. Il parlamentari britannici hanno sottolineato il fatto che, nel processo che ha portato quasi la metà dei residenti di Campo Ashraf ad essere trasferiti a Camp Liberty, la leadership di Campo Ashraf e Mrs. Maryam Rajavi, la leader dell’opposizione iraniana, hanno adottato un approccio molto responsabile. A tale scopo, e per evitare il ripetersi di violenze e massacri, i residenti hanno rinunciato a molti dei loro fondamentali diritti ed hanno accettato il trasferimento in Iraq stesso in un luogo con delle strutture minime.
Uno schieramento trasversale di membri del Parlamento Britannico esorta il UNSC ad apprezzare la flessibilità e la piena collaborazione dei residenti di Ashraf a trasferirsi a Liberty abbandonando le loro case e la città dove hanno vissuto per 26 anni; una città che fu costruita con i loro sforzi e risorse.
I parlamentari britannici esortano il UNSC a condannare la violenza irachena contro i residenti e ad avvisare il governo dell’Iraq delle conseguenze delle ripetute violazioni dei diritti legittimi dei dissidenti iraniani a Campo Ashraf e Camp Liberty.
I parlamentari britannici sottolineano che il UNSC deve appoggiare le misure per il rispetto dei minimi diritti umani e degli standards umanitari dei residenti di Ashraf e riconoscere i loro diritti di proprietà, le proprietà mobili e quelle immobili. L’UNSC deve sollecitare il governo iracheno a riconoscere lo status di richiedenti asilo dei residenti di Campo Ashraf e Camp Liberty e rispettare i diritti connessi a tale status secondo le leggi internazionali.
Nell’ultima sessione, l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa si è soffermata sul fatto che Camp Liberty “soffre di una grave mancanza di acqua potabile ed elettricità. Gli scarichi fognari a cielo aperto hanno reso l’area terribilmente inquinata e pericolosa per la salute umana… ai residenti di Liberty non è consentito lasciare il campo. Non hanno accesso diretto ai servizi medici né agli avvocati. C’è una stazione di polizia e quasi 150 militari iracheni armati equipaggiati con mitragliatrici in questa limitatissima area di mezzo kilometro quadrato nella quale 3400 persone dovranno vivere. Molte telecamere di sorveglianza e apparecchi per le intercettazioni sono state installate nel campo”.
Alla vigilia del meeting del UNSC, i parlamentari britannici sottolineano che il UNSC deve riconoscere Camp Liberty come un campo per rifugiati. Tutte le prove indicano che il soggiorno di queste persone a Liberty sarà a medio termine e a Liberty non può essere attribuita la definizione di “Luogo di Transito Temporaneo”, cosa che priverebbe i residenti dei loro più fondamentali standards umanitari.
Per ciò che riguarda la risistemazione dei residenti di Camp Liberty presso paesi terzi i parlamentari dichiarano che, allo scopo di far avanzare questo processo, il Consiglio fornirà il supporto necessario all’UNHCR per una più veloce rideterminazione dello status di rifugiati dei residenti e la loro risistemazione in paesi terzi.
Decine di membri della Camera dei Comuni e dei Pari britannica hanno preso nota che dozzine di illustri ex-funzionari americani di quattro amministrazioni, nelle scorse settimane hanno riaffermato la necessità di garantire i diritti dei dissidenti iraniani di Campo Ashraf e Camp Liberty. A loro si sono uniti membri anziani del congresso americano in una iniziativa bi-partisan.
Il meeting del UNSC sull’Iraq coincide quasi con la data del raid delle forze armate irachene a Campo Ashraf dello scorso anno, l’8 Aprile 2011, perpetrato per conto del regime iraniano e che ha portato alla morte di 36 residenti inermi, comprese otto donne. Sono stati sia uccisi da colpi di arma da fuoco a distanza ravvicinata o investiti con veicoli blindati. Anche centinaia di residenti sono stati feriti.
L’ONU, gli U.S.A. e l’UE devono vigilare su questa questione poiché è chiaro che i residenti di Ashraf e Liberty continuano ad essere in una posizione vulnerabile e pericolosa. Ciò è dovuto al fatto che il regime di Tehran, circondato da crisi interne ed esterne, cerca di annientare l’opposizione organizzata in Iraq prima di dover affrontare le conseguenze della caduta di un vicino alleato, il governo di Bashar al-Assad in Siria.
Il Comitato Parlamentare Britannico per la Libertà in Iran
10 Aprile 2012

 

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