domenica, Novembre 27, 2022
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Un religioso iraniano: “Vestirsi indecentemente provoca malattie intestinali alle donne”

CNRI – “Non conformarsi al dress-code della Repubblica Islamica, che prevede lo ‘chador’ nero, o il velo, obbligatorio per le donne, provoca malattie alle donne iraniane, che soffrono di disturbi all’intestino e allo stomaco”, ha detto un importante esponente religioso del regime iraniano.

“Lo stato dovrebbe praticare l’insegnamento dello chador obbligatorio sin dall’inizio, dato che questo permetterà alle scolare di crescere con modestia e se ne vedranno gli effetti nella società”, ha detto Seyyed Abolhassan Mahdavi, che ricopre la carica di ayatollah nel regime e siede nell’Assemblea degli Esperti, un organismo religioso di 88 mullah anziani incaricati della nomina del leader supremo del regime.

Mahdavi, che è anche leader della preghiera del venerdì ad Isfahan, nell’Iran centrale, e il rappresentante del leader supremo nella Mezzaluna Rossa, ha fatto queste affermazioni lunedì durante un’intervista all’agenzia di stampa di stato Fars.

Ha affermato che le ragazze crescono nelle loro case con “un atteggiamento sfacciato” e questa “sfacciataggine si va diffondendo nelle scuole”.

Ha aggiunto che tutti gli insegnanti dovranno rispondere per “l’atteggiamento sfacciato” delle ragazze nelle loro scuole.

“Attualmente il nostro cervello ci guida verso lo chador, che è l’abito migliore per le donne nella società islamica, dato che che copre il corpo delle donne dalla testa ai piedi e non attira l’attenzione”, ha detto.

“E’ chiaro che la libertà di pensiero ci può essere per la gente solo quando è adeguatamente vestita e la modestia arriverà indossando uno chador nero, in modo da proteggere l’animo umano dalle azioni malvagie”.

“La libertà di azione delle persone è permessa fino a che non disturba le libertà della società….. L’abito adeguato per le donne in società è il velo nero, di modo che i diritti degli altri vengano rispettati”.

“Tutti oggi si soni resi conto che se le menti delle persone nella società sono preoccupate, non possono contrarsi sul loro lavoro”.

Mahdavi ha affermato che indossare il velo nero mantiene le donne in buona salute.

“I medici ritengono che le emozioni incontrollate che entrano nell’anima provochino disturbi fisici alle persone. L’essere mal velate porta queste emozioni incontrollate nelle anime delle persone”.

“Secondo i medici, le malattie dell’intestino e dello stomaco nascono a causa di queste emozioni incontrollate e si diffondono agli altri organi del corpo. Quindi, se la gente tiene alla sua salute, deve indossare l’abito più appropriato che è lo chador nero”, ha aggiunto.

Il ministro degli interni del regime iraniano, il mese scorso ha emesso una direttiva nella quale si dichiara che il velo per le donne deve essere “uno chador o un vestito largo, lungo fin sotto il ginocchio con maniche lunghe e senza marchi, pantaloni di tela ed un grande foulard che copre la testa, i capelli e il collo, in colori convenzionali. Gioielli non-convenzionali non devono essere usati. Non è permesso il make-up”. Gli impiegati maschi devono anche “evitare di indossare T-shirts, magliette attillate o a maniche corte, pantaloni attillati o jeans, abbigliamento con marchi occidentali, gioielli, cinture grosse con fibbie non convenzionali, barbe e capelli dallo stile inadeguato”.

In una conferenza tenutasi a Berlino all’inizio di quest’anno in occasione della Giornata Internazionale della Donna, la leader dell’opposizione iraniana Maryam Rajavi ha affermato che il progresso dell’ideale di uguaglianza nel mondo di oggi si scontra con una spaventosa barriera, il fondamentalismo islamico, che sta minacciando tutto il Medio Oriente e il mondo con il genocidio, il terrorismo e la discriminazione e che più di ogni altra cosa è ostile alle donne.

Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI), ha aggiunto: “Il fondamentalismo non rappresenta uno scontro tra l’Islam e l’Occidente, né uno scontro tra Islam e Cristianesimo e Giudaismo, o un conflitto tra sciiti e sunniti. Il cuore del conflitto è libertà contro sottomissione e dittatura, tra uguaglianza da un lato e tirannia e misoginia dall’altro. Il fondamentalismo ha posto al suo fulcro la misoginia e attraverso la repressione delle donne terrorizza ed opprime l’intera società”.

Per salvare il mondo dall’incubo del fondamentalismo e per l’emancipazione delle nazioni del Medio Oriente da questo inquietante fenomeno, Maryam Rajavi ha chiesto a tutte le nobili donne del mondo di formare ed espandere un fronte potente contro il fondamentalismo islamico, contro il terrorismo e la barbarie praticate in nome dell’Islam. E ha detto: “Per controllare l’inquietante fenomeno del fondamentalismo islamico, si deve inevitabilmente affrontare la dittatura religiosa al potere in Iran”.

 

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