
a cura dello staff del CNRI
CNRI – Il consigliere della Casa Bianca ed ex-portavoce della Camera dei Rappresentanti americana Newt Gingrich, ha criticato i paesi europei per la loro risposta inadeguata alle proteste popolari in corso in Iran, accusandoli di sfuggire alla realtà nel tentativo di preservare i loro accordi commerciali.
E ha detto: “Alcuni paesi europei hanno finalmente iniziato ad ammettere, e a dichiarare pubblicamente, quanto sia dannoso (il regime). Ma c’è ancora la tendenza in Europa a sfuggire alla realtà, se si pensa che questo possa costare il lavoro… I governi dei vari paesi che hanno un senso morale devono essere chiamati a condannare e devono rifiutarsi di tollerare questo tipo di comportamento (del regime). Per la prima volta nelle ultime due settimane, ho visto i governi europei, che storicamente non hanno mai fatto nulla, sentirsi finalmente imbarazzati e obbligati a dire qualcosa”.
Gingrich ha fatto questi commenti dopo il suo recente incontro con il gruppo di resistenza iraniano, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) a Parigi, durante il quale ha affrontato la pressante questione del cambio di regime in Iran, mentre la proteste anti-regime proseguono in tutta la nazione.
Gingrich ha detto: “Penso sia probabile che (la dittatura iraniana) non sopravviverà, ma non si può dire quando cadrà. Nessuno avrebbe potuto dire cinque anni prima che l’Unione Sovietica collassasse che si sarebbe disintegrata. Sarei molto sorpreso se questa dittatura sopravvivesse un’altra generazione, ma non sarei sorpreso se sopravvivesse altri quattro o cinque anni”.
Finora durante le proteste, che si sono diffuse in 142 città e in tutte le province dell’Iran, almeno 50 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza e 8000 sono state arrestate e minacciate di esecuzione, secondo l’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (MEK). Alcuni detenuti sono già stati torturati a morte.
Gingrich ha detto: “L’attuale dittatura in Iran è stata chiaramente prolungata dalla paura e dalla tortura… Khamenei ha subito una tremenda sconfitta morale… il livello del malcontento in Iran e il livello di repulsione verso la dittatura, oggi è profondo come mai prima. L’amministrazione americana non si illude che vi sia un’ala moderata in questa dittatura”.
La Presidente del CNRI, Maryam Rajavi, ha anche chiesto un’indagine indipendente su questi crimini brutali.
E ha detto: “Il nostro popolo esorta le Nazioni Unite e tutti i governi a fare pressioni sul regime teocratico perché liberi le persone arrestate durante le recenti proteste e perché risponda di tutti quelli che sono scomparsi. Le Nazioni Unite devono creare una commissione d’inchiesta che indaghi sugli arresti arbitrari di migliaia di persone e sull’uccisione dei prigionieri sotto tortura”.
Il regime iraniano ha, naturalmente, deciso di incolpare delle proteste chiunque ci sia dietro, ed in particolare il MEK e i governi stranieri. E questo perché ha paura dell’impatto esercitato dalla Resistenza.
Gingrich ha detto: “Il livello della paura che il regime ha della resistenza, sta crescendo per una ragione concreta. La resistenza è sopravvissuta. Ha perseverato. Ha proseguito la sua missione e il regime non è riuscito a fermarla. La resistenza sta facendo la differenza. Il MEK sta facendo la differenza. Io non ho dubbi che alla fine, voi sarete dalla parte giusta della storia”.
Su come la comunità internazionale dovrebbe procedere, Gingrich ha consigliato di continuare a sostenere il popolo iraniano e di cercare di aumentare la sua capacità di comunicare nei prossimi mesi.
Gingrich ha detto: “Gli Stati Uniti devono adottare una strategia che consenta ai manifestanti di massimizzare la loro capacità di organizzarsi e di comunicare, a prescindere da quello che la dittatura iraniana possa fare per interrompere le loro telecomunicazioni… Il nostro lavoro è quello di applicare la massima pressione per reclutare i giovani, per dare potere ai giovani e fare tutto ciò che possiamo perché siano efficaci e per aiutarli a sopravvivere”.
