sabato, Dicembre 3, 2022
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Un illustre parlamentare americano appoggia le critiche di altri ex-funzionari all’accordo nucleare con l’Iran

Il repubblicano Ed Royce (R-CA), Presidente del Comitato Affari Esteri della Camera americana, giovedì ha appoggiato una lettera di un gruppo di ex-consiglieri sull’Iran del Presidente Barack Obama, esprimendo la sua preoccupazione che l’accordo sul nucleare siglato da questa amministrazione con il regime iraniano sia troppo debole.

Diciotto ex-alti funzionari americani, tra cui cinque componenti dell’amministrazione Obama, hanno firmato mercoledì una lettera aperta. Tra questi illustri consiglieri ci sono: l’ex-funzionario del Dipartimento di Stato Robert Einhorn, l’ex-funzionario della Casa Bianca Gary Samore, l’ex-consigliere del Dipartimento di Stato Dennis Ross e il vice-Capo di Stato Maggiore il generale in congedo James Cartwright.

“L’accordo sul nucleare iraniano non è concluso. I negoziati continuano. L’obbiettivo è la scadenza del 30 Giugno. Sappiamo molto dell’imminente accordo. La maggior parte di noi avrebbe preferito un accordo più forte”, dice la lettera, tra i cui firmatari ci sono anche l’ex-Direttore della CIA David Petraeus e l’ex-Senatore Joe Lieberman (I-CT).

Nella lettera si aggiunge: “Temiamo che gli attuali negoziati, a meno che non si concludano lungo le linee tracciate in questa lettera e vengano sostenuti da una decisa strategia regionale, possano non rispettare gli standards dell’amministrazione per un ‘buon accordo’”.

Questa lettera giunge proprio cinque giorni prima che i negoziatori internazionali e gli Stati Uniti saranno chiamati a concludere un accordo finale con il regime iraniano per contenere il suo programma nucleare in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.

“Gli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) devono avere un puntuale ed efficace accesso a qualunque sito in Iran che necessitino di visitare per verificare che l’Iran stia rispettando l’accordo, comprese le strutture militari ed altre strutture sensibili”, hanno detto.

“Gli ispettori devono anche potere prendere campioni, parlare con gli scienziati e i funzionari governativi, analizzare e copiare i documenti necessari alla loro indagine sul passato del regime iraniano e sulle attività di armamento nucleare in corso in maniera puntuale ed efficace”.

“Questo lavoro deve essere compiuto prima di qualunque alleggerimento significativo delle sanzioni”, hanno aggiunto riguardo a ciò che è noto come “i possibili aspetti militari” del programma.

L’accordo deve alche stabilire dei limiti rigorosi alla ricerca e allo sviluppo delle centrifughe moderne, sui tests e il loro impiego nei primi 10 anni e precludere il “rapido aggiornamento tecnico e l’espansione della capacità di arricchimento dell’uranio dell’Iran dopo il periodo iniziale di 10 anni”.

“L’alleggerimento delle sanzioni deve essere basato sul comportamento del regime iraniano nell’ambito dell’accordo. La sospensione o la revoca delle sanzioni più significative non dovrà avvenire fino a che l’AIEA non avrà confermato che Tehran ha fatto ‘i passi fondamentali’ richiesti dall’accordo”, hanno detto.

“Quando i tuoi colleghi più stretti parlano, sai di essere sulla strada sbagliata”, ha detto il Rep. Ed Royce del Comitato Affari Esteri della Camera.

“Dato che il Segretario Kerry si sta preparando ad andare in Europa per partecipare ai colloqui internazionali sul programma nucleare iraniano, deve portarsi la lettera aperta di alcuni ex-alti funzionari del Presidente sulla politica per l’Iran. Persino coloro che hanno contribuito a preparare la scena per questi negoziati sono preoccupati al riguardo. Tra le varie preoccupazioni, questi ex-funzionari insistono a che l’Amministrazione garantisca ispezioni più consistenti, ottenga più chiarezza sul lavoro passato dell’Iran sulla bomba e che ostacoli la capacità dell’Iran di progredire nella tecnologia delle centrifughe. Sono talmente preoccupati per la diplomazia dell’Amministrazione, che questi illustri individui lo hanno espresso pubblicamente. Quando i tuoi colleghi più stretti parlano, sai di essere sulla strada sbagliata. Il Segretario Kerry deve portare questa lettera sul tavolo dei negoziati e non deve tornare con un brutto accordo”, ha aggiunto Royce.

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha rivelato giovedì un importantissimo rapporto sulle tattiche e le strategie ingannevoli adottate dal regime iraniano durante i negoziati sul nucleare con le potenze mondiali.

Questo rapporto, rivelato dall’Ufficio di Rappresentanza del CNRI a Washington, ha esaminato 12 anni di negoziati tra Tehran e le delegazioni di EU3 e P5+1. Alireza Jafarzadeh, il vice-Direttore di CNRI-US, ha partecipato ad una conferenza online.

La scoperta più eclatante del rapporto è che il leader supremo Ali Khamenei ha insistito su tre limiti invalicabili da porre ai negoziati: vietare agli ispettori l’accesso ai siti militari iraniani e agli scienziati atomici e proibire l’interruzione delle attività del settore Ricerche e Sviluppo (R&D).

 

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