venerdì, Gennaio 27, 2023
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Suicidio di un richiedente asilo iraniano in Australia

Richiesta un’azione immediata per salvare le vite dei richiedenti asilo

Pur esprimendo il suo grave rammarico per il suicidio di Fariborz Karami, un richiedente asilo iraniano di 26 anni in Australia, la Resistenza Iraniana condanna fermamente il trattamento verso i richiedenti asilo iraniani in quel paese e il loro trasferimento all’Isola di Nauru in Papua Nuova Guinea .

Sottolinea inoltre che il governo australiano è responsabile della dignità e della vita di questi rifugiati. Questi richiedenti asilo, che sono fuggiti con tanta difficoltà dalle terribili condizioni del dominio dei mullah, si trovano in una situazione disumana e intollerabile nel campo dell’isola di Nauru, dove vengono violati gli standard riconosciuti di asilo. Fariborz Karami aveva più volte sollevato e cercato assistenza per i problemi che lui e sua madre malata stavano affrontando appellandosi o scrivendo lettere agli organi competenti. In precedenza, un certo numero di altri richiedenti asilo iraniani in Australia si erano anche suicidati per protesta contro le pressioni imposte, e diversi erano stati uccisi in incidenti sospetti da parte di gangs mafiose. Mentre la catastrofica violazione dei diritti umani in Iran è stata condannata dalle Nazioni Unite 64 volte, la resistenza iraniana richiede al governo australiano di fermare la pressione sui richiedenti asilo e riconoscere i loro diritti fondamentali, riportarli immediatamente in Australia e garantire la loro piena sicurezza , tranquillità e libertà. Il Parlamento, i partiti politici e le organizzazioni di rifugiati in Australia devono anche intraprendere azioni per porre fine a questa crisi umanitaria. La resistenza iraniana sollecita inoltre l’UNHCR e l’Unione europea e i suoi stati membri a condannare i maltrattamenti a cui vengono sottoposti i richiedenti asilo in Australia e, garantendo loro lo status di rifugiato, non li lascino affrontare insicurezza, povertà e morte anche al di fuori del regime dei mullah.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana 16 giugno 2018

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