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Richardson Merita il Nostro Elogio per il Sostegno alla Democrazia Iraniana

di Wes Martin / Colonnello dell’Esercito (in congedo)
ABQ Journal 6 Luglio 2012 – Alcuni giorni fa, ad un raduno della democrazia iraniana, ho visto l’ex-Governatore Bill Richardson prendere posizione contro un torto commesso dal nostro governo. Non ho potuto fare a meno di ammirare il suo coraggio nel fare ciò, specialmente dopo gli attacchi ingiustificati di cui è stato oggetto nel suo stesso Paese e nel suo stesso Stato, per aver difeso i Mujahedin –e Khalq o MEK. Il MEK è stato fondato su tre principi: uguaglianza tra governanti e governati; i religiosi non hanno il diritto esclusivo di interpretare il Corano; e i religiosi non possono aspettarsi cieca obbedienza dall’assemblea.
Già oppositori dello Scià dell’Iran, rendendosi conto che una dittatura brutale era stata rimpiazzata da un regime oppressivo e fondamentalista, iniziarono ad opporsi all’Ayatollah Khomeini.
Alla fine degli anni ’90, nel tentativo di riconciliarsi e ottenere concessioni dal governo dell’Ayatollah, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti etichettò il MEK come un’organizzazione terroristica straniera. Nessuno poteva prevedere il 2003, anno in cui gli Stati Uniti ereditarono la responsabilità del braccio armato del MEK, l’Esercito di Liberazione Nazionale, con base in Iraq di fronte al confine iraniano.
L’Esercito di Liberazione Nazionale consegnò le armi a noi, si ritirò a Campo Ashraf, 50 miglia a nord di Baghdad e accettò lo status di persone protette dagli Stati Uniti.
Per sei anni l’esercito americano ha onorato e rispettato questo impegno di protezione. Nel 2009, il Dipartimento di Stato Americano ha consegnato queste 3400 persone al governo iracheno filo-iraniano. Da allora Campo Ashraf è stato attaccato due volte dai militari iracheni addestrati ed equipaggiati dagli Stati Uniti. Sono stati i veicoli fabbricati in America quelli usati per investire le persone, i bulldozer fabbricati in America che li hanno schiacciati contro i terrapieni, ed armi americane quelle usate per sparargli addosso.
La sola cosa che il nostro governo ha fatto riguardo a questi attacchi, è proibire al membro del Congresso americano Dana Rohrabacher (Repubblicano della California), di condurre un’inchiesta.
Con la riconoscenza dei soldati americani che hanno servito quei sei anni al fianco dell’ormai ex-Esercito di Liberazione Nazionale in Iraq, moltissimi importanti politici europei ed americani ed ex-leaders di governo si sono riuniti insieme per discuterne. E ancora, il nostro Dipartimento di Stato si rifiuta di ammettere che ha torto.
Continua anche ad ignorare che la legislazione del 2004 indentifica i criteri per la designazione di organizzazione terroristica straniera, approvati dal Congresso, nei quali il MEK non rientra.
Il Dipartimento di Stato ignora persino la sentenza della Corte di Appello del Distretto di Columbia del 2010, che richiedeva la conformità a quella legge. Ad Aprile 2012, questa stessa corte federale non ha abboccato alla debole argomentazione del Dipartimento di Stato che Hillary Clinton è “troppo occupata” per rispettare la sua precedente ingiunzione.
La decisione appena emessa dalla corte prova che persino il Dipartimento di Stato non è superiore ai principi su cui è fondata la Costituzione degli Stati Uniti.
Queste questioni sono tra le tante che Richardson e gli altri hanno per molto tempo affrontato. Invece di ascoltare i leaders europei ed americani, il nostro ramo esecutivo ha lanciato un attacco ai difensori americani del MEK.
Calpestando completamente il Primo Emendamento, le accuse comprendevano: sostegno al terrorismo e accettazione di compensi dell’organizzazione per i relatori.
Io ho personalmente assistito all’enorme lavoro svolto da queste personalità per aiutare a correggere questo torto, la stragrande maggioranza del quale fatto senza alcun compenso. Come ho recentemente testimoniato di fronte al Parlamento Canadese, e usando specificatamente il caso di Richardson come esempio, la velocità con la quale l’inchiesta preliminare del Dipartimento del Tesoro è arrivata ai media, può solo suggerire un piano non così segreto.
Il piano è quello di far retrocedere i difensori del MEK e farli smettere di interferire con il compiacimento dell’attuale governo iraniano da parte del Dipartimento di Stato. E’ un onore vedere che questi attacchi non hanno zittito la loro testimonianza della verità.
Invece di criticare Richardson, come hanno fatto nei media e nell’Albuquerque Journal, basandosi su informazioni prontamente fornite dal nostro ramo esecutivo, si sarebbe dovuto eseguire un esame di tutti i fatti.
E’ ora di dire la verita sul MEK e sul sostegno di Richardson alla democrazia iraniana.
 

 

 

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