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Personalità politiche di primo piano degli Stati Uniti chiedono una sollecita revisione dello status dell’OMPI, la sua rimozione dalla lista di osservazione del Dipartimento di Stato e la protezione statunitense di Camp Ashraf

WASHINGTON, 18 luglio 2011 /PRNewswire-USNewswire/ — Il seguente comunicato è stato diffuse dalla Comunità Irano-Americana della California Settentrionale.

In un simposio, coincidente con l’anniversario della sentenza di una Corte d’Appello Federale in favore del principale movimento d’opposizione iraniano, il Mojahedin-e Khalq (OMPI/MEK), ex alte personalità di governo degli Stati Uniti hanno chiesto al Dipartimento di Stato di completare sollecitamente la sua revisione e di rimuovere il gruppo dalla sua lista di Organizzazioni Terroristiche Straniere (FTO). Il panel di oratori bi-partisan ha espresso disappunto circa l’incapacità da parte dell’Amministrazione di risolvere la crisi umanitaria a Camp Ashraf, in Iraq, dove risiedono 3.400 membri del MEK e le loro famiglie. Il generale Hugh Shelton, già presidente degli Stati Maggiori Riuniti (1997-2001); il generale James T. Conway, già comandante del Corpo dei Marines (2006-2010); il governatore Howard Dean, già presidente del Comitato Nazionale Democratico; Louis Freeh, già direttore del Federal Bureau of Investigation (FBI); Togo West Jr., già segretario per le Questioni dei Veterani; Ed Rendell, già governatore della Pennsylvania (2003-2011); la professoressa Sarah Sewall, direttore delle Operazioni di Risposta alle Atrocità di Massa alla Harvard Kennedy School of Government; e la professoressa Anita McBride, capo dello staff della first lady Laura Bush (2005-2009) hanno preso la parola nella conferenza, moderata dall’ambasciatore Mitchell Reiss, già direttore della Pianificazione delle Politiche del Dipartimento di Stato (2003-2005).
“Qualsiasi sia la nostra affiliazione politica, essa non ha influenza oggi, poiché siamo uniti spalla a spalla nel nostro sforzo di ricondurre alla giustizia questo errore, di cancellare dalla lista il MEK e di aiutare la gente di Camp Ashraf”, ha detto l’ambasciatore Reiss nella sua introduzione.
Il generale Shelton ha notato: “Il Dipartimento di Stato ha mancato di fornire una qualsiasi informazione, riservata o no, che stabilisca perché il MEK dovesse essere collocato nella lista. E la scorsa settimana sono trascorsi i 180 giorni che gli erano stati concessi dalla Corte per produrre una prova che sostanziasse le loro ragioni per cui il MEK è sulla lista. Io dico: ‘Svegliatevi, Dipartimento di Stato, togliete il MEK dalla lista oggi!’”.
“Non dovremmo dimenticare che il MEK è l’opposizione meglio organizzata e più formidabile all’attuale regime iraniano. Da 32 anni sfida il maggiore Stato sostenitore del terrorismo del mondo”, ha aggiunto.

Il governatore Dean ha descritto il massacro dell’8 aprile 2011 a Camp Ashraf da parte delle forze irachene come un crimine di guerra. “Ciò che si prospetta davanti a noi è un crimine di guerra molto più grande, il massacro degli altri 3.400 residenti. Ed è chiarissimo che non ci può essere alcuna assicurazione da parte del governo iracheno che possa avere credibilità per noi o per la gente di Ashraf.”
Riferendosi alla campagna recentemente intensificata da parte del regime iraniano e della sua lobby basata negli Stati Uniti per oscurare il crescente consenso nel Congresso e in circoli politici sul bisogno di cancellare immediatamente dalla lista il MEK, il governatore Dean ha dichiarato: “Queste persone non sono terroristi. Potete vedere su qualche giornale che lobbisti pro-regime iraniano dicono, ‘Be’, loro sono una setta e sono questo e quello’. Ebbene, prima di tutto, io non credo che ciò sia vero; ma anche se lo fosse, forse che questo giustificherebbe l’uccisione a sangue freddo di persone che sono sotto la protezione americana? Io penso di no. Fermiamo il nominalismo e la stupidità e guardiamo alla situazione per ciò che è. Si tratterebbe di genocidio, e noi non vogliamo questo”.

Il direttore Freeh ha enfatizzato: “Il MEK… non è un gruppo terroristico. Potete pensare per un momento che persone come gli oratori di questa conferenza sarebbero qui se ci fosse anche una remota possibilità che questa fosse un’Organizzazione Terroristica Straniera? A proposito, tutti noi manteniamo contatti con le nostre associazioni e le nostre agenzie. Nessuno è venuto da me o da alcuno dei miei colleghi dalle loro agenzie per dirci ‘Sai, non penso che tu dovresti fare questo; si tratta di un’organizzazione pericolosa, che ha intenzione o capacità terroristica’. Questo non è accaduto”.
Riferendosi all’uso perdurante da un anno di tattiche di dilazione da parte del Dipartimento di Stato nel portare a termine la sua revisione dello status del MEK come ad una “vergogna legale assoluta”, l’ex direttore dell’FBI ha detto: “E’ un lento cammino verso nessun dove, volto a frustrare i contendenti e a resistere all’ordine della Corte”.

“Il fatto che abbiano mantenuto quest’organizzazione impropriamente, senza base legale o fattuale, sulla Lista delle Organizzazioni Terroristiche Straniere ha dato al regime iraniano, attraverso il suo mandatario a Baghdad, una licenza di uccidere… Così, l’indecisione in questo non è soltanto un’indecisione. E’ un’agevolazione per questo regime attraverso il suo mandatario a Baghdad, sfortunatamente, ad uccidere…”, ha aggiunto.
L’ex segretario per le Questioni dei Veterani Togo West Jr. ha detto di aspettarsi che il Segretario di Stato “faccia la cosa giusta rispetto alla rimozione del MEK dalla lista. Questa non è la nostra domanda. La nostra domanda è ‘Quando? Quanto tempo ancora? Quante altre informazioni devono essere riviste?’. Il Dipartimento di Stato non ha ancora nemmeno risposto alla sentenza della Corte d’Appello dell’anno scorso”.
Riguardo alla terribile crisi umanitaria imposta su Camp Ashraf, West ha dichiarato: “Mi è poco chiaro cosa il nostro governo abbia intenzione di fare circa Camp Ashraf, e questo mi preoccupa molto… Sono d’accordo con quanto è stato detto circa il disastro che si profila nel caso in cui essi siano costretti a una ricollocazione all’interno dell’Iraq. Sono d’accordo sul fatto che gli Stati Uniti continuano ad avere una responsabilità per quello, e sollecito gli Stati Uniti a rispettare tale responsabilità”.

Il dottor Sewall ha descritto le azioni dell’esercito iracheno a Camp Ashraf l’8 aprile come “atrocità di massa” e “carneficina di civili disarmati” e ha messo in guardia: “Rischiamo una straordinaria crisi umanitaria entro la fine di quest’anno a meno che non riusciamo a raccogliere la comunità internazionale intorno a questa causa. E penso davvero che gli Stati Uniti portino una speciale responsabilità. Non penso che possiamo, anche a prescindere dalla legalità, nasconderci dietro la sovranità [irachena] per sfuggire all’obbligo morale che viene dalla storia che abbiamo avuto rispetto a Camp Ashraf”.
Il generale James Conway, già comandante del Corpo dei Marines, ha iniziato le sue considerazioni sul MEK e su Camp Ashraf basandosi sulle sue “proprie osservazioni ed esperienze” come “il solo fra gli oratori del panel che abbia avuto fisicamente responsabilità per la loro sicurezza”. “Avendo inviato alcuni dei miei comandanti a sedere e parlare con quelle persone, e avendole visitate io stesso, so che non sono terroristi. Essi non sono più terroristi delle persone qui in questo panel… Noi abbiamo chiesto loro di disarmarsi. Essi sono le uniche persone in Iraq ad essere disarmate. E tuttavia, hanno accettato volontariamente e hanno fatto quanto abbiamo chiesto loro di fare”, ha detto.
“Ora, mi sembra che gli eventi oppressivi [a Camp Ashraf] siano oggi tali che dobbiamo riconsiderare il nostro atteggiamento nazionale verso la gente a Camp Ashraf e il MEK in generale… E devo dirvi che quanto è accaduto recentemente dovrebbe suscitare un’indignazione nazionale, che sfortunatamente non vedo” ha aggiunto il generale Conway.

Il governatore Rendell ha detto: “Invierò una lettera al Presidente Obama e al Segretario di Stato Clinton dicendo loro, uno, che gli Stati Uniti sono moralmente vincolati a fare tutto ciò che possiamo per garantire la sicurezza dei residenti di Camp Ashraf e, due, se il direttore Freeh e il generale Shelton e il generale Conway e il governatore Dean e gli altri grandi oratori qui dicono che il MEK è una forza positiva e la migliore speranza che abbiamo per una terza opzione in Iran, quindi, buon Dio, toglieteli dalla lista. Toglieteli dalla lista delle organizzazioni terroristiche”.
“La lotta che viene condotta per cancellare dalla lista il MEK, la lotta per proteggere i residenti di Camp Ashraf, questa lotta non è la loro lotta soltanto. E’ anche una lotta dell’America. Sia i nostri interessi che i nostri valori sono inestricabilmente legati in questo caso. Ai residenti di Camp Ashraf dico: Noi siamo con voi, noi continueremo a lavorare per cambiare la politica degli Stati Uniti in proposito, e non ci fermeremo finché non avremo successo” ha detto in conclusione l’ambasciatore Reiss.

 

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