venerdì, Dicembre 2, 2022
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“Obama deve tagliare gli aiuti all’Iraq fino a che il 7 ostaggi di Campo Ashraf ( dissidenti iraniani ) non saranno liberati”, chiedono alcuni politici americani dalle pagine del NY Times

CNRI – Con una dichiarazione a tutta pagina su un quotidiano americano, il Presidente Barack Obama è stato esortato a sospendere gli aiuti e la vendita di armi all’Iraq fino a che i sette ostaggi catturati durante il massacro a Campo Ashraf non verranno rilasciati.

 

La lettera pubblicata sul New York Times di mercoledi e firmata da 33 illustri politici e parlamentari americani, chiede anche ad Obama di fornire protezione ai 3000 dissidenti iraniani a Camp Liberty fino al loro trasferimento in sicurezza fuori dall’Iraq.

E dice: “I tentativi fatti per il rilascio dei rifugiati rapiti non hanno avuto successo e le loro famiglie e amici stanno vivendo nel terrore che il Governo dell’Iraq li possa estradare in Iran dove andranno incontro a torture e a morte certa”.

Inoltre la lettera ricorda ad Obama che i 52 membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (PMOI/MEK), massacrati durante le atrocità commesse a Campo Ashraf, sono state le vittime di “un omicidio di massa premeditato”, pianificato ai più alti livelli dalle forze e dagli agenti iracheni, usando equipaggiamento fornito dagli Stati Uniti.

E aggiunge: “Ogni rifugiato assassinato aveva con sé un documento di identità che lo qualificava come ‘persona protetta’ dal Governo degli Stati Uniti. Praticamente una promessa non mantenuta.”

Questa lettera, inviata ad Obama prima del suo incontro con il Primo Ministro iracheno Nouri al-Maliki all’inizio di questo mese, esortava inoltre il presidente ad approfittare di questo incontro per garantire il rilascio dei sette ostaggi di Ashraf e risarcire i rifugiati per le loro proprietà perdute.

La lettera continua: “La esortiamo ulteriormente ad accettare il consiglio del Senatore Menendez a sospendere qualunque aiuto o vendita di armi all’Iraq fino a che questi obbiettivi non vengano raggiunti.

“Ma ancor di più la sollecitiamo a consentire che tutti i residenti di Camp Liberty vengano evacuati immediatamente dall’Iraq, con l’ausilio delle forze americane, e condotti in sicurezza in una struttura del Governo degli Stati Uniti.”

Tra i firmatari della lettera vi sono l’ex-candidato alla presidenza e portavoce della Camera Newt Gingrich, il primo segretario americano per la sicurezza interna Tom Ridge, l’ex-sindaco di New York Rudy Giuliani e l’ex-ambasciatore U.S.A. alle Nazioni Unite John Bolton.

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