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Mohammad Babaii, membro dei Mojahedin del popolo iraniano, è morto a causa di un arresto cardiaco a Camp Liberty

E’ il 19° membro del PMOI che muore a causa del disumano blocco sanitario e la mancanza di accesso ad una struttura ospedaliera. Le forze irachene hanno deliberatamente ritardato il suo trasferimento in ospedale

Lunedì pomeriggio 28 Aprile il membro dei Mujahedin del popolo iraniano, Mohammad Babaii, è deceduto in seguito ad un arresto cardiaco nella clinica irachena di Camp Liberty. Le forze irachene hanno deliberatamente ritardato il suo trasferimento in ospedale per le cure.

 

E’ il 19° membro dei Mujahedin-e Khalq morto a causa del disumano blocco sanitario imposto ai residenti dal governo iracheno, della mancanza di accesso alle strutture ospedaliere ed alle cure mediche.

Babaii, 55 anni, si era unito alle fila del PMOI tre decenni fa per combattere contro il fascismo religioso al potere in Iran.

Era in attesa di essere trasferito in ospedale per le cure da tre mesi. Il 5 Febbraio 2014, Babaii si recò alla clinica irachena di Camp Liberty, lamentando dolori al petto. Dopo una visita, il medico iracheno della clinica gli disse che soffriva di ischemia e che doveva farsi visitare da medici specialisti negli ospedali di Baghdad.

Nonostante le ripetute richieste dei residenti, era stato trasferito in ospedale a Baghdad 42 giorni dopo. Dopo il check-up di un cardiologo, ne era stato ordinato il ricovero il 31 Marzo e il 1° Aprile. Ma il 31 Marzo gli agenti delle forze repressive legate all’ufficio del Primo Ministro iracheno, gli hanno vietato il trasferimento in ospedale con il falso pretesto che c’erano già troppi pazienti ricoverati.

Dopo aver perso questo appuntamento, i residenti sono riusciti a prenderne un altro solo due settimane dopo.

Ma purtroppo, Mohammad Babaii ha avuto un attacco cardiaco il 28 Aprile ed è stato immediatamente portato nella clinica irachena di Liberty, ma tutti i tentativi fatti con le poche strumentazioni presenti nella clinica sono stati inutili e Babaii è deceduto. Così, è morto 84 giorni dopo che gli era stata diagnosticata la sua grave malattia e a causa della mancanza di accesso ai servizi sanitari.

Il criminale blocco sanitario imposto a Camp Liberty dal governo iracheno sin dall’inizio del 2009, è peggiorato con il trasferimento dei residenti a Camp Liberty, dato che sono stati privati delle strutture e delle attrezzature mediche fondamentali disponibili invece ad Ashraf.

Dal trasferimento a Liberty, la Resistenza Iraniana ha ripetutamente affermato che i residenti di Liberty vengono privati delle minime necessità sanitarie alla clinica di Liberty e che il governo iracheno sta impedendo il trasferimento delle attrezzature mediche necessarie da Ashraf a Liberty. Inoltre la clinica irachena di Liberty manca delle attrezzature più fondamentali per affrontare le emergenze e ai residenti viene negato l’accesso ai servizi sanitari degli ospedali iracheni.

Il governo iracheno, colluso con l’ex-Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU in Iraq e con molti dei suoi impiegati della Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Iraq (UNAMI), ha tentato di distorcere la realtà sulla situazione sanitaria a Liberty. Moltissimi rapporti redatti da questi individui a nome delle Nazioni Unite affermano, falsamente,che i residenti godono degli stessi servizi sanitari disponibili ai cittadini iracheni e che “la leadership del Campo limita l’accesso dei residenti alle cure mediche”.

La Resistenza Iraniana sottolinea che, negare ad una popolazione l’accesso ai servizi sanitari è un caso manifesto di crimine contro l’umanità e che i responsabili di aver compiuto o agevolato un tale crimine devono essere perseguiti e puniti. Chiede anche al Governo degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite di intraprendere un’azione urgente per porre fine al disumano blocco sanitario contro i residenti ed esercitare pressioni sul governo iracheno per far sì che trasferisca le attrezzature mediche da Ashraf a Liberty e consenta ai residenti di avere accesso ai servizi sanitari in Iraq a loro totale carico.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

28 Aprile 2014

 

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