CNRI – Nel pomeriggio del 19 Dicembre, ad una conferenza internazionale tenutasi a Roma e alla quale hanno partecipato illustri personaggi politici europei ed americani, i partecipanti hanno espresso il loro sostegno all’appello di Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, per una campagna internazionale.
Questa campagna ha lo scopo di garantire la liberazione dei sette dissidenti iraniani presi in ostaggio a Campo Ashraf il 1° Settembre. Gli altri obbiettivi sono: garantire la sicurezza dei 3000 dissidenti iraniani a Camp Liberty in Iraq e il sostegno alle richieste dei prigionieri che protestano in tutto l’Iran, in particolare per la cessazione delle esecuzioni arbitrarie che sono andate aumentando con il nuovo presidente dei mullah Hassan Rouhani.
Gli oratori hanno condannato la violazione dei diritti umani in Iran, in particolare le esecuzioni arbitrarie, ed hanno chiesto al Governo Italiano, all’Unione Europea e al Consiglio di Sicurezza di fare dell’abolizione della pena di morte e del miglioramento dei diritti umani in Iran, il requisito essenziale per le relazioni economiche e politiche con questo regime.
Oltre a Maryam Rajavi, alla conferenza hanno tenuto i loro discorsi: Bernard Kouchner, ex-Ministro degli Esteri francese; Michèle Alliot-Marie, ex-Ministro degli Esteri, della Difesa e degli Interni francese; Lucio Malan, membro dell’Ufficio di Presidenza del Senato Italiano ; Gianni Alemanno, ex-Sindaco di Roma; Carlo Ciccioli, ex-deputato e co-Presidente del Comitato Italiano di Parlamentari e Cittadini per un Iran Libero (CPCIL); la Senatrice Ingrid Betancourt, candidata alle elezioni presidenziali della Colombia; il Senatore Robert Torricelli dagli Stati Uniti; il Dr. Juan Garces, illustre giurista internazionale e Consigliere di Salvador Allende; Taher Boumedra, funzionario ONU responsabile del caso di Ashraf ; la Sig.ra Sevim dall’Albania; il Generale David Phillips, ex-Comandante incaricato della protezione di Ashraf ; il Colonnello Wesley Martin, ex-alto ufficiale delle forze di protezione anti-terrorismo per tutte le forze della Coalizione in Iraq e Comandante della Base Operativa Avanzata ad Ashraf; Giampiero Leo consigliere regionale piemonte, nonché molti politici e sindaci italiani.

I partecipanti hanno espresso il loro plauso al decreto della Corte Spagnola contro gli organizzatori e gli autori del massacro del 1° Settembre ad Ashraf ed hanno manifestato la loro gratitudine a Maryam Rajavi per i suoi sforzi per porre fine al dolore e alla sofferenza di centinaia di membri e sostenitori del PMOI (MEK) e della Resistenza Iraniana che hanno fatto lo sciopero della fame per 108 giorni nell’ambito di una campagna internazionale volta ad ottenere il rilascio degli ostaggi.
Gli oratori hanno sottolineato che il massacro del PMOI (MEK) a Campo Ashraf, la continuazione dei crimini contro i membri della Resistenza Iraniana a Camp Liberty e la prigionia dei sette ostaggi di Campo Ashraf, sono il prodotto dell’immobilsmo e del silenzio degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite, a dispetto dei loro impegni presi con queste persone che sono tutte “persone protette” secondo la Quarta Convenzione di Ginevra, oltre al fatto che per l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sono state riconosciute come rifugiati, richiedenti asilo e “soggetti beneficiari”.
Gli oratori, rivolgendosi alle Nazioni Unite, al Governo degli Stati Uniti e all’Unione Euoropea hanno chiesto di agire nel rispetto dei loro obblighi legali e dei ripetuti impegni presi riguardo alla sicurezza e l’incolumità dei 3000 rifugiati iraniani a Camp Liberty.
Riferendosi all’accordo di Ginevra, Maryam Rajavi ha detto: “Con il progetto nucleare dei mullah che non ha portato nessun frutto al popolo iraniano, se non privarlo del suo stesso benessere e perciò fortemente odiato, e con il regime teocratico invischiato nella crisi, se i P5+1 avessero insistito su una politica ferma per la piena attuazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, ciò avrebbe sicuramente obbligato i mullah ai negoziati di Ginevra ad interrompere completamente il loro programma nucleare. Ciononostante, i difensori dell’accondiscendenza verso i mullah e coloro i quali stringono le loro mani insanguinate, non saranno mai in grado di strappare la bomba dalle mani dei mullah.
Ed ha aggiunto che i mullah ora sono più vulnerabili che mai e se i paesi occidentali smetteranno di aiutarli, allora il popolo dell’Iran affronterà questo regime come si deve.
Maryam Rajavi ha definito l’interruzione del programma nucleare dei mullah un obbiettivo a portata di mano ed ha precisato che questa dittatura al potere si trova nella sua fase finale. Obbligando i mullah ad accettare il Protocollo Integrativo, a neutralizzare tutte le loro scorte di uranio e a chiudere tutti i siti nucleari, insieme al rifiuto dell’Occidente ad alleggerire le sanzioni fino a che questo regime non abbia accettato le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, i mullah potranno essere costretti ad una totale ritirata.
Maryam Rajavi ha sottolineato: “La stessa politica che ha portato all’immobilismo degli U.S.A., dell’UE e dell’ONU di fronte alla corsa agli armamenti dei mullah, ha anche ignorato la barbara violazione dei diritti umani in Iran ed ha calpestato le responsabilità e gli impegni legali nei confronti di Ashraf e Camp Liberty. La terrificante politica che attraverso la negazione dei fatti intende lavare le mani degli assassini, cioè Maliki e Khamenei, darà il via ad ancor più grandi atrocità”.
Ha avvertito che il Governo degli Stati Uniti e le Nazioni Unite hanno la totale responsabilità di qualunque cosa possa accadere ai membri del PMOI (MEK) a Camp Liberty. Il Governo degli Stati Uniti e le Nazioni Unite dovranno garantire la sicurezza e l’incolumità dei membri del PMOI (MEK) a Camp Liberty come richiesto dai loro obblighi.
Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
20 Dicembre 2013
