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La responsabilita’ di chi ha assasinato 52 iraniani e rapito altri 7 nel campo Ashraf in Iraq

Due giorni di denunce della Resistenza iraniana a Roma – il ministro degli esteri Bonino ? e’ molto attiva, col silenzio……..

ZAPPING OGGI  di Aldo Forbice 

Una volta tanto abbandoniamo,almeno per la pausa natalizia,i temi di politica interna per occuparci di politica estera. O meglio di politica umanitaria,di cui c’è tanto bisogno nel nostro tormentato pianeta,sempre caratterizzato da violenze,soprusi e orrori di ogni tipo.

Uno di questi orrori è accaduto nel Campo Ashraf in Iraq ,dove era rimasto un centinaio dei circa tre mila mojahedin del popolo iraniani trasferiti al Camp Liberty ( dove vivono in condizioni igienico-sanitarie disumane) ,in seguito a un accordo tra la Resistenza iraniana,il governo di Bagdad ,gli Usa e le Nazioni Unite,in vista di un loro trasferimento in Europa e negli  Stati Uniti. Il 1° settembre scorso le forze armate irachene sono entrate ad Ashraf ed hanno ucciso brutalmente 52 iraniani ( alcune decine di uomini e donne sono stati finiti con un colpo alla nuca nell’ambulatorio del Campo,insieme ai medici che li curavano).Altri 7,di cui 6 donne,sono stati portati via come ostaggi e non si hanno più notizie,nonostante l’intervento della Croce Rossa,di Amnesty International e di numerose personalità della cultura,europei e americani .E’ stato promosso uno sciopero della fame,cui hanno aderito centinaia di intellettuali e gente comune,per costringere le autorità irachene a dare notizia delle arbitrarie detenzioni e a rilasciare gli arrestati, “colpevoli” solo di essere dissidenti del regime di Teheran . 

Un’alta autorità del regime dei mullah, Qassem Suleimani (comandante della forza terroristica del regime Qods ) ha ammesso pubblicamente che Teheran è stato il mandante della strage di Ashraf (come di quelle precedenti),eseguita dalle forze speciali irachene.

Mercoledi e giovedi scorso a Roma Maryam Rajavi ,presidente del Consiglio nazionale della resistenza (che ha sede a Parigi), ne ha parlato diffusamente ,insieme a una serie di personalità internazionali. Mercoledi nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei deputati e giovedi in una grande manifestazione all’Auditorium Antonianum . Tra i numerosi ospiti,italiani e stranieri,erano presenti Ingrid Betancourt ,Bernard Kouchner,ex ministro degli Esteri francese ( e fondatore di “Medici senza frontiere”); Giulio Maria Terzi,ex ministro degli Esteri del governo Monti ; Michèle Alliot-Marie,ex ministro degli Interni,della Difesa e degli Esteri francese (202-2011); Juan Garces, alto dirigente dell’Unesco,ex consigliere del presidente cileno Salvatore Allende, avvocato che ha incriminato il dittatore cileno Pinochet ; Tahar Boumedra,ex consigliere speciale delle Nazioni Unite per i Campi Asharaf e Liberty,il senatore americano Robert Torricelli e una serie di parlamentari italiani,che fanno parte del Comitato italiano per l’Iran libero (con Alessandro Pagano,che è il presidente, Lucio Malan , Rocco Buttiglione,Paolo Corsini ,Luigi Compagna,Dario Rivolta ) .

L’on. Pagano ha ricordato che ben 320 deputati italiani (cioè la maggioranza della Camera),di tutti i partiti politici, hanno firmato un documento che condanna la strage di Asharaf, definendola un “crimine contro l’umanità”,così come ha stabilito una recente sentenza della Corte di giustizia spagnola. I responsabili,in questo modo (iraniani e iracheni), non potranno sfuggire alla giustizia internazionale.

La signora Rajavi,nei due discorsi pronunciati alla Camera dei deputati e all’Auditorium Antonianum, non è stata tenera con gli Stati Uniti (che avevano la responsabilità della sicurezza del Camp Ashraf ,poi ceduta alle autorità irachene),nei confronti delle Nazioni Unite e dell’Unione europea che non hanno dimostrato di preoccuparsi troppo della vita di oltre 3000 uomini e donne,disarmati,abbandonati alla mercè dei soldati iracheni ,che hanno assassinato e torturato più volte i dissidenti iraniani nei due campi ,agendo per conto del regime di Teheran.”La responsabilità è solo del governo iracheno,degli Usa e dell’Onu”. Ma anche dei singoli governi europei. La signora Emma Bonino ,ad esempio,intrattiene rapporti ufficiali col governo di Teheran,ha plaudito all’accordo di Ginevra Usa-Iran ,ma non ha espresso una sola parola di condanna nei confronti dei massacri,patrocinati da Khamenei e Rouhani; non ha fatto alcuna dichiarazione di riprovazione nei confronti delle 450 impiccagioni eseguite nei quattro mesi di presidenza del “moderato” Rouhani .

La signora Rajavi ha espresso un giudizio in parte positivo sul negoziato di Ginevra :  “ è sicuramente una sconfitta dei mullah,hanno ceduto per tentare un ammorbidimento delle sanzioni economiche”.Si è però mostrata anche preoccupata perché –ha detto- “non possiamo aspettarci dai mullah il rispetto degli accordi presi; sono convinta che essi faranno di tutto per continuare nel loro programma nucleare,come del resto conferma l’installazione in questi giorni di una nuova centrifuga nucleare”.

“La popolazione iraniana- ha sottolineato la presidente della Resistenza- odia il programma nucleare. La gente chiede acqua potabile,non bombe atomiche”. 

Gli accordi di Teheran con gli Usa e l’Europa devono quindi prevedere (accogliendo il protocollo dell’Aiea,l’agenzia per il nucleare dell’Onu): le ispezioni a sorpresa nei siti nucleari iraniani,l’eliminazione delle risorse di uranio e ,in generale, una trasparenza in tutte le attività nucleari.”

Per quanto riguarda invece i campi di Ashraf e Liberty è necessaria una mobilitazione della comunità internazionale per prevenire nuovi massacri,nuovi crimini contro l’umanità. C’è infatti da ricordare che le 52 vittime e i 7 ostaggi (prigionieri iracheni) erano “persone protette”,secondo la Quarta Convenzione di Ginevra.Non solo,ma godevano anche della protezione dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati. Eppure si è visto come è andata a finire. Giustamente il Consiglio della Resistenza ha ora chiesto un intervento urgente dell’Onu per la liberazione dei sette prigionieri,una commissione d’inchiesta per accertare tutte le responsabilità nel massacro di Ashraf ; il trasferimento di tutti gli iraniani dissidenti in Europa e negli Usa e, nel frattempo, la dislocazione di un distaccamento di caschi blu delle Nazioni Unite nei due campi,oltre alla creazione di una maggiore protezione (muri antimissili,caschi e giubbotti antiproiettili,attrezzature mediche,ecc).Non si può infatti rimanere insensibili a questi ricorrenti attacchi militari,con missili ,assalti armati,assecondando la volontà del regime teocratico di Teheran che vuole sterminare tutti i suoi oppositori,all’interno e all’esterno dell’Iran. Anche dall’interno della Resistenza iraniana si sono levate critiche durissime nei confronti dell’ambiguo atteggiamento della signora italiana,ministro degli Esteri (un tempo definita “paladina dei diritti umani”). Ora la Bonino si accinge ad andare a Teheran,con il  premier Letta. Seguiremo con molta attenzione i suoi movimenti. Ma non ci facciamo troppe illusioni : siamo convinti che la sua incompetenza è così nota che non c’è da attendersi novità significative.

                                                                              Aldo Forbice