mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Maryam Rajavi ha chiesto al Senato, al Popolo e al Governo Francese di appoggiare il popolo iraniano nella sua lotta per la libertà

Incontro al Senato Francese con i senatori di diversi partiti politici

Maryam Rajavi, alla vigilia della Conferenza di Ginevra II: “Scacciare il regime iraniano dalla Siria è l’unica soluzione per porre fine al potere di questa tirannia omicida in quel paese”

Dichiarazione dei senatori per la protezione dei residenti di Camp Liberty e l’avvio di una inchiesta indipendente sul massacro di Ashraf

Martedi 21 Gennaio, in un incontro al Senato Francese al Palais de Luxembourg, molti senatori francesi di tutte le correnti politiche del paese, hanno sottolineato le preoccupanti condizioni dei diritti umani in Iran ed il problematico ruolo del regime iraniano nelle crisi degli stati della regione, in particolare della Siria e dell’Iraq, ed hanno chiesto l’adozione di una politica seria ed efficace nei confronti dell’Iran.

 

In una dichiarazione, hanno anche precisato la necessità di proteggere i membri dell’opposizione iraniana che l’anno scorso hanno subito massacri e attacchi mortali in Iraq ed hanno esortato il loro governo ad usare la sua influenza al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per garantire il rispetto delle norme a tutela dei residenti di Camp Liberty e per fare pressione sul Governo dell’Iraq perché chiarisca ciò che è accaduto ai sette residenti rapiti durante il massacro del 1° Settembre ad Ashraf.

La dichiarazione dei senatori francesi, annunciata dal Senatore Jean-Pierre Michel, chiede al governo francese di richiedere una inchiesta indipendente, esaustiva e trasparente, condotta da esperti internazionali, sul raid del 1° Settembre del quale sono stati vittime i rifugiati iraniani presenti a Campo Ashraf, alla prossima conferenza al Consiglio per i Diritti Umani di Marzo.

Maryam Rajavi, Presidente eletto della Resistenza Iraniana, è stata l’oratore chiave di questo incontro al quale ha partecipato su invito del Comitato Francese per un Iran Democratico (CFID) alla vigilia della Conferenza di Ginevra II.

Maryam Rajavi ha definito la massiccia interferenza del regime dei mullah in Siria il problema principale di quel paese. Ed ha affermato: “Scacciare il regime iraniano dalla Siria è l’unica soluzione per porre fine al potere di questa tirannia omicida in quel paese”.

A questo meeting, alla presenza di M.me Bariza Khiari, Vice-Presidente del Senato, hanno parlato molti senatori, rappresentanti e illustri politici francesi, come i senatori: Alain Néri; Bernard Fournier; Brigitte Allain, membro del parlamento; Edite Cresson, ex-Primo Ministro; Alain Vivien, ex-ministro; Frédéric Encel, studioso e professore universitario; Pierre Bercis, presidente della Nouveaux Droits de l’Homme; Raymond Tanter, ex-membro del Consiglio per la Sicurezza Nazionale U.S.A. e Régine Deforges, scrittrice.

In un altro passo del suo discorso, Maryam Rajavi  si è soffermata sull’attuazione dell’accordo ad interim tra i P5+1 e il regime ed ha sottolineato: “L’approccio degli Stati Uniti e dell’Occidente durante i colloqui di Ginevra e quelli per l’accordo sul nucleare del 24 Novembre, risente di un difetto di accondiscendenza, sebbene l’intervento della Francia abbia contribuito a correggerlo in qualche modo.

“L’attuazione di questo accordo è iniziata ieri. Ciò vuol dire che i mullah, schiacciati dal malcontento popolare e dalla crisi interna, si sono ritirati di un passo. Se l’Occidente si fosse mostrato deciso, il programma atomico dei mullah sarebbe stato smantellato proprio in questa fase. Ma c’è ancora tempo”.

Maryam Rajavi ha sottolineato: “I governi occidentali devono obbligare il regime ad accettare e ad attuare pienamente il protocollo integrativo e ad accettare le ispezioni a sorpresa. Devono obbligare i mullah a chiudere i loro siti atomici completamente e a rispettare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza”.

La Presidente eletta della Resistenza Iraniana ha definito la politica occidentale nei riguardi del movimento di resistenza, che detiene la chiave del cambiamento in Iran, viziata. E ha detto: “Nei due decenni passati, l’Occidente ha sacrificato i diritti umani, la libertà e la resistenza del popolo iraniano sull’altare dei suoi accordi con i mullah”.

Alludeva alle rivelazioni della Resistenza Iraniana e ai suoi ripetuti avvertimenti   lanciati nei due decenni passati riguardo alla minaccia rappresentata del regime dei mullah, con la sua diffusione del fondamentalismo,per l’intera  regione. E ha detto: “Purtroppo, con le loro politiche sbagliate, i governi occidentali hanno ignorato questi avvertimenti”.

Maryam Rajavi ha criticato il silenzio e l’inerzia degli Stati Uniti e degli stati membri dell’UE, riguardo ai ripetuti massacri subiti dai dissidenti iraniani nei campi Ashraf e Liberty in Iraq, negli ultimi anni.

Ha definito grave la situazione dei rifugiati a Camp Liberty ed ha affermato: “I mullah e il loro governo fantoccio in Iraq stanno progettando di sfruttare la crisi in Iraq per compiere un enorme massacro a Camp Liberty ed incolparne Al-Qaeda”. Ha chiesto al governo francese di portare questo caso di fronte al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per assicurare protezione ai residenti di Liberty fino al loro trasferimento negli Stati Uniti o in Europa e di usare la sua posizione nel Consiglio di Sicurezza e nell’Unione Europea, nonché la sua influenza sull’Iraq, per: garantire il rilascio dei sette ostaggi di Ashraf prigionieri del governo iracheno; trasferire immediatamente i richiedenti asilo a Camp Liberty presso paesi europei e gli Stati Uniti; fornire il necessario equipaggiamento di sicurezza a Camp Liberty; dispiegare osservatori dell’ONU insieme ad una unità di Caschi Blu all’interno di Camp Liberty 24 ore su 24; far condurre dalle Nazioni Unite una indagine indipendente ed esaustiva sul massacro di Ashraf e far vendere le proprietà ad Ashraf dal legale rappresentante dei residenti per sostenere le spese del trasferimento.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Gennaio 2014

 

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