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L’ostruzionismo e il sabotaggio dei mullah al trasferimento dei membri dei Mojahedin del popolo in altri paesi oltre all’aumento delle pressioni e il lancio di altri attacchi missilistici

Appello per l’adozione di decisioni vincolanti da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per fornire sicurezza a Camp Liberty fino a trasferimento avvenuto

La catena di reazioni isteriche dei mullah e dei suoi agenti, alla presentazione del Consigliere Speciale del Segretario Generale dell’ONU per il Trasferimento dei residenti di Camp Hurriya ( Liberty ) Fuori dall’Iraq, riconferma il fatto che, non solo il regime iraniano non desidera il trasferimento dei residenti di Camp Liberty in paesi terzi, ma non si ferma davanti a niente pur di ostacolare questo processo.

Più e più volte Maryam Rajavi ha dichiarato che il vero obbiettivo dei mullah non è che i membri del PMOI lascino Ashraf o l’Iraq, ma che in realtà stanno cercando di distruggerli fisicamente o di ottenerne la resa. Non esiste una terza opzione. (Gran raduno degli iraniani del 22 Giugno – Conferenza al quartier generale dell’ONU il 19 Settembre – Conferenza di Parigi del 19 Ottobre 2013)

1.I media del regime iraniano, come loro solito, hanno pubblicato la notizia del Consigliere Speciale del Segretario Generale con rabbia e livore: “Nominando l’ex-vice segretario per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti suo consigliere speciale sulle questioni riguardanti il trasferimento dei membri del PMOI Ban Ki-moon ha, in pratica, ignorato tutti i crimini commessi da questo gruppo in Iran e Iraq. Ha incaricato Jane Holl Lute di trovare nuovi luoghi in cui trasferire il PMOI”. (Fars, agenzia di stampa dell’IRGC e quotidiano Jomhoury Eslami – 7 Gennaio)

2.E ancora altri media del regime hanno scritto: “Questo provvedimento dell’ONU è stato adottato immediatamente dopo il più recente attacco a Camp Liberty. Dato che i paesi terzi non sono disposti ad accettare questa setta…. sembra che convincendo l’ONU e i paesi occidentali a prestare attenzione alla situazione di questo gruppetto, ciò richiederà ai leaders di questo gruppo di seguire una strategia per attirare compassione. E questo scopo il PMOI non disdegna affatto di essere attaccato a Camp Liberty e di sacrificare qualche membro del PMOI in modo che le foto e le notizie possano essere ampiamente trasmesse per convincere così Europa e Stati Uniti a portare via i membri del PMOI dall’Iraq e risistemarli in Europa e Stati Uniti”. (Bulletin News e Jam News – 7 Gennaio) 

Questo è uno scenario creato chiaramente per intensificare gli attacchi criminali contro i residenti di Camp Liberty.

3.Parlando di questo argomento, Nozar Shafiee, membro del Comitato per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Majlis dei mullah, ha detto: “Questo provvedimento dell’ONU per proteggere il PMOI lo incoraggerà ad intensificare le attività terroristiche…. cosa di per sé contraria all’obbiettivo generale delle Nazioni Unite di preservare la pace e la sicurezza internazionale…. la presenza dei ‘Monafeqin’ in paesi terzi sarà certamente un errore. I vari paesi dovranno rifiutarsi di accettare questo gruppo terroristico, allo scopo di rafforzare le loro relazioni con Tehran”. (agenzia di stampa del parlamento del regime iraniano – 13 Gennaio)

4.In un lungo articolo la TV giornalistica di Stato ha scritto nel suo sito web: “Ban Ki-moon ha dato mandato a Jane Holl Lute di trovare un luogo nuovo per risistemare il PMOI… l’ONU fu creato per aiutare a preservare la pace e la sicurezza internazionale e per contrastare qualunque cosa in grado di mettere in pericolo l’ordine e la sicurezza della comunità internazionale, non per trovare rifugio ad un gruppo di gangsters e terroristi…. appoggiare questo gruppo macchierà la reputazione di questa organizzazione e del Segretario Generale dell’ONU”. (sito web di News Network TV – 14 Gennaio)

5.Come ribadito dai media di regime, tra i principali obbiettivi del viaggio del Ministro degli Esteri negli stati della regione, c’era impedire che accogliessero i residenti di Liberty. Parlando di questo argomento, un membro del Comitato Parlamentare per la Sicurezza Nazionale e le Relazioni Estere, Mohammad Hassan Asfari, che accompagnava il Ministro degli Esteri ha detto: “Nel suo incontro con le autorità giordane, Zarif ha espresso la posizione dell’Iran riguardo all’accoglienza dei membri del PMOI (agenzia di stampa del Ministero dell’Intelligence Mehr – 17 Gennaio)

Ha anche sottolineato che: “Nel viaggio in Oman, si è tenuto un incontro con il monarca, il Ministro degli Esteri e il Primo Ministro. Durante questo incontro la Repubblica Islamica ha sottolineato che l’Oman non dovrebbe accettare la presenza dei ‘Monafeqin’ nel suo paese”. (sito web Khan-e Mellat, legato al Majlis del regime – 19 Gennaio)

I media del regime dei mullah hanno anche scritto che nel suo viaggio a Baghdad, uno dei compiti più importanti del Ministro degli Esteri riguardava “il PMOI e la risoluzione della questione di questa setta”. (Bulletin News – 14 Gennaio)

6.Il regime iraniano ha incaricato i suoi ambasciatori e rappresentanti in diversi paesi, in particolare in Europa, di avvertire le autorità di questi paesi che loro sono contro l’accoglienza dei membri del PMOI di Camp Liberty e di minacciarli che tali misure danneggeranno le relazioni politiche ed economiche con il regime iraniano. Passando false e fuorvianti informazioni alle autorità di questi paesi, hanno dipinto il trasferimento dei membri del PMOI nei loro territori come causa di insicurezza, disordini e attività terroristiche.

7.Lo scorso Ottobre i media del regime iraniano hanno scritto: “A seguito della notizia dell’ammissione da parte della Germania di 97 di loro, gruppi formati da membri fuoriusciti da questa organizzazione hanno scritto delle lettere alle autorità di Colonia e ai funzionari tedeschi ricordando loro le attività violente dei membri di questo gruppo, la necessità di controllarli accuratamente… ed hanno informato i funzionari dei nomi di alcune organizzazioni in Germania ‘.. che agiscono da organizzazioni di copertura per i Monafeqin’”.

È ovvio che gli autori di queste lettere sono agenti dello spionaggio che hanno pianto lacrime di coccodrillo per i residenti di Liberty ed accusato “la leadership del PMOI” di impedire il loro trasferimento fuori dall’Iraq.

8.Il 12 Settembre, Haghighatpour, vice-presidente del Comitato parlamentare per la Politica Estera e la Sicurezza ha detto: “Spero che tutta la terra verrà ripulita dalla contaminazione del PMOI”. (agenzia di stampa Tasnim legata alla forza Qods)

9.Il 13 Settembre, Asfari, membro di questo comitato ha detto: “L’Iran romperà le relazioni con qualunque paese che darà accoglienza  al PMOI”. (TV di Stato iraniana)

10.il 14 Settembre, il brigadiere generale dell’IRGC, Esmail Koathari, un altro membro di questo comitato ha detto: “A nessun paese è permesso di accettarli nella loro totalità, perché questo consentirebbe loro di mantenere una organizzazione solida. Seguiremo questa questione in parlamento in modo che tale che vengano tutti consegnati all’Iran”. (agenzia di stampa Mehr)

11.Il 16 Settembre, il portavoce del comitato, Hossein Naghavi, ha annunciato: “L’Iran riconsidererà le sue relazioni con in paesi che accetteranno i Monafeqin. (Reporter’s Club, legato all’IRGC) Il 14 Settembre, gli imam della preghiera del venerdi di molte città, che avevano elogiato il governo iracheno per il suo attacco ad Ashraf, hanno detto: “Nessun paese dovrà accettare i membri del PMOI come rifugiati. Dovranno invece consegnarli alla Repubblica Islamica”.

12.Il 21 Settembre, il quotidiano Kayhan, il megafono di Khamenei, con la massima franchezza ha svelato i due aspetti della politica del regime dei mullah: aumentare la pressione e la repressione a Camp Liberty e, allo stesso tempo, impedire il trasferimento dei residenti. E ha detto: “Il governo deve lavorare incessantemente con i funzionari iracheni per la totale espulsione dei Monafeqin dal territorio di quel paese e la chiusura di Camp Liberty. Considerando che l’attuale governo dell’Iraq ha strette relazioni con l’Iran, questo importante risultato non è troppo difficile da raggiungere”. Il megafono di Khamenei poi aggiunge: “Il presidente e il ministro degli esteri del nostro paese dovranno inviare questo esplicito e deciso messaggio ai governi di tutto il mondo, in particolare agli stati della regione, che la Repubblica Islamica non permetterà mai a nessuna nazione di accogliere questo gruppetto terroristico sul suo suolo. In caso contrario, dovrà affrontarne le conseguenze politiche, economiche e forse di sicurezza.”.

13.Anche in passato, il regime dei mullah è stato profondamente coinvolto nell’ostacolare l’ammissione dei membri del PMOI in altri paesi. Il 18 Marzo 2013, Mansour Haghighatpour, vice-presidente del Comitato Sicurezza del parlamento aveva detto: “Se l’Albania accetta il PMOI, il suo ambasciatore verrà convocato dal ministero degli esteri”. E sottolineava: “Questa mossa si ripercuoterà sui rapporti commerciali tra i due paesi”. (agenzia di stampa del parlamento del regime)

14.Dopo il trasferimento del primo gruppo in Albania, le minacce del regime dei mullah hanno raggiunto nuove vette:

– il 18 Maggio la TV di stato minacciava: “Gli esperti ritengono che, con la presenza di queste persone in Albania, in futuro i Balcani assisteranno ad attentati e sabotaggi che andranno a beneficio degli Stati Uniti e del regime sionista”.

– Lo stesso giorno, il quotidiano di stato Qods, minacciava il Primo Ministro dell’Albania dicendo: “Il nostro apparato diplomatico dovrà chiarire a Sali Berisha le conseguenze del suo pericoloso comportamento riguardo al suo paese, al suo popolo e alle sue relazioni bilaterali con Tehran”.

– Seyyed Bagher Hossieni, membro del parlamento del regime, rivolgendosi al governo albanese lo stesso giorno, ha detto che il PMOI “… non è pericoloso solo per i suoi interessi nazionali, ma potrebbe causare danni all’intera regione”. (agenzia di stampa del parlamento del regime – 19 Maggio 2013)

– Mohammadreza Thani, Presidente del Comitato Sicurezza del parlamento, ha detto: “Accettare il PMOI… non solo non porta alcun prestigio all’Albania, ma avrà conseguenze per la sicurezza del paese nel lungo periodo. (sito web Khan-e Mellat affiliato al parlamento – 24 Giugno 2013)

15.Il sabotaggio del trasferimento del PMOI in altri paesi viene compiuto dal regime iraniano mentre, contemporaneamente sta progettando, attraverso il suo governo fantoccio, i suoi agenti e mercenari in Iraq, ulteriori misure repressive e nuovi attacchi missilistici contro i residenti di Camp Liberty. In un comunicato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) del 20 Dicembre 2013, si ricordava che Maliki, durante la sua visita in Iran, aveva accettato tutte le condizioni poste dal regime iraniano per acquistarsi l’appoggio del regime per il suo terzo mandato da primo ministro. Comprese le seguenti:

– Totale libertà di azione contro il PMOI per il Ministero dell’Intelligence e la forza Qods in Iraq;

– Creazione di un quartier generale della Forza Qods vicino Camp Libeerty ed aumento della pressione e delle misure repressive nei confronti del PMOI a Camp Liberty.

16.Nei comunicati del CNRI del 7, 8 e 9 Gennaio, sono stati rivelati i piani del regime teocratico e di Maliki per attaccare e massacrare i residenti a Camp Liberty. Questi comunicati affermano chiaramente che la forza Qods, con il coordinamento del Governo dell’Iraq, è pronta a portare a termine nuovi attacchi a Camp Liberty con missili di maggior numero e potenza. Un numero considerevole di ufficiali della forza Qods, sono arrivati all’Aeroporto di Baghdad portando con sé missili a guida infrarossa ed il coordinamento per il trasferimento dei nuovi missili e delle torrette di lancio viene effettuato da organi del Consigliere per la Sicurezza Nazionale di Maliki. Maliki ha ordinato che la SWAT e la Dirty Division vengano dispiegate vicino Camp Liberty per agire nel caso in cui la situazione divenisse critica.

17.L’8 Gennaio, il Ministero dell’Intelligence dei mullah ha dichiarato che la attuale situazione in Iraq è “… una eccezionale opportunità per distruggere contemporaneamente il DAESH e il PMOI”. Habilian, nota agenzia del Ministero dell’Intelligence, ha messo insieme un mucchio di falsità come: “il PMOI ha sempre appoggiato gruppi terroristici come il DAESH” per concludere che “… è necessario che il Governo dell’Iraq, insieme agli sforzi per distruggere i terroristi di al-Qaeda, pensi seriamente a questa importante opportunità per seccare le radici dell’appoggio del PMOI a questi terroristi”. (sito web del Ministero dell’Intelligence – “Habilian”)

18.Il Comitato del CNRI per la Sicurezza e l’Anti-Terrorismo, ha dichiarato il 3 Gennaio: “Dopo il quarto attacco missilistico a Camp Liberty, l’Associazione Nejat, una agenzia del Ministero dell’Intelligence dei mullah, e i suoi mercenari, con la scusa che le famiglie dei residenti volevano sapere i nomi dei feriti, ha cercato di raccogliere informazioni tattiche e operative dettagliate sul risultato dell’attacco del 26 Dicembre, per pianificare più accuratamente i prossimi attacchi. Dopo l’attacco, il Ministero dell’Intelligence ha incaricato i suoi agenti di inviare missive alle organizzazioni internazionali per esprimere la loro preoccupazione per la salute dei loro parenti a Camp Liberty e chiedendo “di fare pressione sulla leadership del PMOI perché renda noti i nomi dei feriti”.

19.Allo stesso tempo, attraverso l’invio di suoi elementi nei paesi europei, il regime teocratico non solo cerca di spiare, diffondere false informazioni e condurre campagne di demonizzazione, ma cerca di bloccare il trasferimento dei membri del PMOI in questi paesi.

20.Un comunicato del Comitato del CNRI per la Sicurezza e l’Anti-Terrorismo del 2 Dicembre, ha rivelato che uno di questi elementi, di nome Ehsan Bidi, era arrivato in Albania il 16 Ottobre 2013 con un passaporto iraniano con il numero di serie 16359072, con la scusa di essere un rifugiato ed “ex-membro del PMOI”. Questo passaporto, rilasciato il 27 Gennaio 2013 dal Ministero dell’Intelligence e valido per cinque anni, dimostra chiaramente l’inconsistenza dello status di rifugiato per questo individuo. Vi sono molti altri esempi di persone, a parte quelle a Camp Liberty, che non corrono alcun rischio per la loro vita e che sono state mandate in paesi europei con il pretesto di essere “ex-membri del PMOI”, mentre ci sono i residenti di Camp Liberty che dovrebbero avere la priorità perché le loro vite sono costantemente minacciate da raffiche di missili e possono perderle in qualunque momento.

 

Dato che i fatti summenzionati non lasciano ombra di dubbio sulle minacciose intenzioni del regime dei mullah e su quelle del suo governo fantoccio in Iraq di distruggere i residenti di Camp Liberty o costringerli ad arrendersi, la Resistenza Iraniana chiede un intervento immediato degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite per la presentazione del caso al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per l’adozione di decisioni vincolanti che garantiscano sicurezza ed incolumità ai residenti fino a che tutti non saranno trasferiti in Europa o negli Stati Uniti.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

20 Gennaio 2014

 

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