martedì, Novembre 29, 2022
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Maryam Rajavi: gli Stati Uniti hanno una speciale responsabilità di garantire la protezione di Ashraf sulla base di accordi con ciascuno dei residenti di Camp Ashraf

CNRI – Migliaia di iraniani provenienti da 41 Stati degli Stati Uniti il 26 agosto 2011 hanno organizzato una grande manifestazione nei pressi del Dipartimento di Stato, sollecitando la cancellazione immediata dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere dei Mujahedin-e Khalq (OMPI / MEK), il principale movimento di opposizione iraniano. Hanno inoltre chiesto di garantire la protezione dei membri del MEK a Camp Ashraf, in Iraq, secondo Human Rights and Democracy International. Numerosi ex alti funzionari del governo degli Stati Uniti tra cui Louis Freeh, direttore del Federal Bureau of Investigation (1993-2001), Ed Rendell, governatore della Pennsylvania (2003-2011), John Sano, ex primo vice-direttore del Servizio Nazionale Clandestini della CIA (Central Intelligence Agency) e il colonnello a riposo Wesley Martin, già comandante del controterrorismo per la Coalizione in Iraq e comandante statunitense per la protezione di Ashraf, sono intervenuti alla manifestazione e hanno chiesto agli Stati Uniti di tenere fede ai propri impegni per i 3.400 residenti di Ashraf. Hanno ribadito che nessun ritardo nel rimuovere il MEK dalla lista delle organizzazioni teroristiche straniere (Foreign Terrorist Organizations – FTO) è ammissibile. Patrick Kennedy, già membro del Congresso degli Stati Uniti (1995-2011) e figlio del compianto senatore Edward Kennedy, ha moderato la manifestazione.

Di seguito è riportato il discorso di Maryam Rajavi per il raduno a Washington, DC

Simpatizzanti della Resistenza,
Sorelle e fratelli,
Onorevoli e coraggiosi iraniani,
Cari amici,

Saluto la vostra protesta e il raduno, che simboleggia una rivolta per la libertà del popolo iraniano e in difesa della perseguitata e assediata Ashraf, una rivolta contro una screditata etichetta contro la resistenza iraniana.

Oggi, le vostre richieste echeggiano gli appelli per la giustizia provenienti da una nazione incatenata, che rifiuta la dittatura del velayat-e faqih (governo clericale assoluto).

Ashraf è orgogliosa di avere rappresentanti e difensori ammirevoli come voi; e il popolo iraniano è orgoglioso di avere accumulato nel vostro essere il bene più prezioso richiesto per il conseguimento della libertà e della democrazia.

Cari Compatrioti,

È passato più di un anno dalla sentenza della Corte d’Appello di Washington che ha ordinato al Dipartimento di Stato di rivedere l’inserimento nella lista dei terroristi dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano (OMPI / MEK).

Il popolo iraniano e la Resistenza iraniana hanno pagato il prezzo di questo ingiustificato ritardo con il sangue dei loro figli più coraggiosi. Prigionieri politici in Iran, come Ali Saremi, sono stati impiccati dagli accoliti di Khamenei. E i 36 eroi della libertà di Ashraf, che hanno subìto il martirio per ordine del regime del velayat-e faqih, facevano tutti parte di questo prezzo di sangue.

L’inserimento nella lista terroristica negli Stati Uniti è apertamente usato come giustificazione per legittimare tale spargimento di sangue, sia da parte dei crudeli mullah a Teheran che da parte del loro governo delegato in Iraq.

Pertanto, il popolo iraniano chiede agli Stati Uniti: ‘Perché non state annullando la licenza di uccidere i nostri figli?’.

La decisione della corte d’appello di Washington ha stabilito che il Dipartimento di Stato ha violato il diritto al giusto processo durante il processo di inserimento nella lista. E 20 sentenze emesse da tribunali europei contro l’accusa di terrorismo non lasciano assolutamente alcun dubbio sul fatto che questa etichetta è completamente screditata.

Oggi, questo inserimento  vergognoso separa i due campi dei sostenitori del regime da una parte e di coloro che difendono la libertà e la democrazia in Iran dall’altra.

Da una parte è il campo ispirato dagli stessi mullah, che include quelli che servono e affiancano la dittatura religiosa, coloro che giustificano il massacro di prigionieri politici, difendono la spinta nucleare del regime iraniano, si oppongono alle sanzioni contro il fascismo religioso al potere e mediano per accondiscendere con il banchiere centrale del terrorismo; tutti questi cercano di mantenere l’OMPI nella lista. Con i loro passaporti iraniani e americani in mano, sono coloro che hanno per tutti questi anni giustificato la repressione del popolo iraniano mentre caricavano le proverbiali munizioni per la distruzione di Ashraf e il massacro dei suoi residenti.

Essi sono legati al sistema teocratico con centinaia di stringhe e vedono i loro interessi vitali preservati nella sopravvivenza del regime. Sono furenti quando gli interessi fondamentali del regime sono minacciati.

Negli anni 1930, c’erano gruppi negli Stati Uniti che apertamente sostenevano Hitler e la Germania nazista. Ora, in una scala molto più piccola, ci sono gruppi che sostengono il fascismo religioso.

In realtà, essi sono gli agenti in borghese e le forze paramilitari Bassij all’estero, presentati come “esperti”, “attivisti” e “accademici”.

Questo è il campo che sta difendendo il fascismo religioso.

Dall’altra parte, considerate il campo che sta difendendo la libertà e la democrazia in Iran.

Migliaia di parlamentari e sostenitori dei diritti umani nel mondo arabo e in Europa, ai quali si sono uniti un gran numero di membri della Camera dei Rappresentanti e del Senato degli Stati Uniti, formando una grande voce globale in difesa della Resistenza iraniana amante della libertà. Questo costituisce un eccezionale consenso di fronte a 14 anni di ingiustizie commesse contro l’OMPI e la Resistenza iraniana.

Negli Stati Uniti, soprattutto nell’ultimo anno, tutti hanno potuto vedere che sotto le pressioni più intense, i membri del Congresso hanno mostrato grande coraggio nella loro difesa di Ashraf e nel rifiutare l’etichetta di terrorismo.

Decine dei più onorevoli ex alti funzionari che hanno servito nelle amministrazioni del Paese negli ultimi due decenni hanno preso una posizione chiara nel corso delle loro conferenze internazionali a Washington, Bruxelles, Parigi, Berlino, Londra e Roma, non lasciando assolutamente alcuna credibilità a questo inserimento nella lista.

Viva il loro senso di giustizia e la loro lucidità, attraverso i quali sono risorti i grandi simboli storici dell’America come Jefferson e Lincoln!

Abbiamo visto come il regime dei mullah e le insignificanti fazioni dirette da Teheran utilizzano crudeltà e insolenza attaccando per vendicarsi queste personalità dignitose. Ma questi alti funzionari hanno dimostrato straordinario coraggio mettendo la loro credibilità e reputazione politica a sostegno di questa Resistenza.

Noi riconosciamo gli Stati Uniti nell’immagine di questi nobili esseri umani e non in quella di coloro che hanno ceduto al fascismo religioso.

Essi rappresentano un’America che riconosce la democrazia e i diritti umani in Iran come la precondizione per la pace e la sicurezza globali e la garanzia dei genuini interessi del popolo americano.

Questi sono gli Stati Uniti che stanno dalla parte del popolo iraniano.

Cari Compatrioti,

Durante gli ultimi 170 giorni, i vostri amici coraggiosi e instancabili hanno tenuto un sit-in di fronte al Dipartimento di Stato.

Essi riecheggiano l’appello della nazione iraniana in difesa della giustizia per la protezione di Ashraf e la rimozione dell’OMPI dalla lista del terrore, notte e giorno, sotto il caldo estivo come nel gelo invernale.

Voglio dire loro che oggi ci sono tanti ad Ashraf e in molte città attraverso l’Iran che stanno inviando i loro saluti.

Questa lotta persistente, tutti questi sforzi e l’ispirazione e l’amore senza fine che scorrono attraverso la presenza di simpatizzanti di questa Resistenza negli Stati Uniti hanno portato a risultati significativi nel corso dell’ultimo anno.

Lettere da più di 800 leader religiosi e 2.000 sacerdoti negli Stati Uniti a sostegno di questa Resistenza; 13 sessioni d’audizione alla Camera dei Rappresentanti e al Senato degli Stati Uniti per perseguire la questione di proteggere Ashraf e annullare la discreditata etichetta di terrore contro l’OMPI; il passaggio di risoluzioni multiple al Congresso, e in particolare l’emendamento approvato dalla Commissione Affari Esteri della Camera il mese scorso circa l’imperativo di evitare il trasferimento dei residenti di Ashraf all’interno dell’Iraq; e migliaia di politici, parlamentari, media e iniziative sociali, che hanno ispirato l’ammirazione di tutti.

Tutta questa persistenza, umiltà e sincerità lascia ogni essere umano in soggezione.

Viva tutti voi che portate la fierezza dell’Iran!

L’inevitabile vittoria della libertà in Iran è visibile nel vostro riflesso.

Sostenitori della Resistenza,

Le forze scellerate che hanno posto un assedio contro le vostre sorelle e i vostri fratelli a Camp Ashraf cercano di distruggere e annientare Ashraf e i suoi residenti che desiderano la libertà. Ma voi avete diffuso le fiamme di Ashraf nella vostra società e issato la sua bandiera. Tenete alta questa bandiera con più forza, perché questa è la bandiera della libertà e della democrazia in Iran.

Chiaramente, gli Stati Uniti hanno una speciale responsabilità di garantire la protezione di quei residenti sulla base degli accordi sottoscritti con ciascuno di loro a Camp Ashraf.

Come sottolineato da membri del Congresso, gli Stati Uniti sarebbero responsabili per qualsiasi futura catastrofe umanitaria ad Ashraf.

Esortiamo gli Stati Uniti ad ascoltare il Congresso e la risoluzione approvata dalla Commissione Affari Esteri della Camera, e a lasciare da parte l’idea di trasferire i residenti di Ashraf in un altro luogo all’interno dell’Iraq. Chiediamo agli Stati Uniti di sostenere la soluzione europea invece di questa idea pericolosa che non avrebbe altri risultati che una catastrofe umanitaria.

Allo stesso modo, invitiamo le Nazioni Unite a sollevarsi e a rispettare coerentemente i loro obblighi irrevocabili di assicurare la protezione di Ashraf.

Non ci sono dubbi sulle responsabilità e gli obblighi delle parti internazionali rispetto ad Ashraf. Ma ciò che può ispirarle alla piena assunzione dei loro compiti è il fatto che voi sostenitori di Ashraf e questa Resistenza adempiate le vostre responsabilità.

Come Massoud [Rajavi] ha detto: “Il messaggio principale è che se si rimane resistenti come una montagna, come i residenti di Ashraf che lottano per la libertà, e se si paga il prezzo per questo, qualunque esso sia, allora il mondo si alzerà a vostro sostegno, e l’umanità contemporanea starà dalla parte della nostra nazione con tutti i valori che trascendono i confini artificiali attraverso l’amore per la libertà. Anche il mondo della politica e i rapporti di forza si adatteranno inevitabilmente a questa ondata”.

Sì, il punto principale è il ruolo e la responsabilità di tutti e ciascuno di voi.

E io sono fiduciosa che voi adempirete le vostre responsabilità nella massima misura dell’onore e della fierezza.

Viva la libertà!
Viva Ashraf!
Viva il popolo iraniano!
E viva tutti voi!

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