mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Maryam Rajavi accoglie favorevolmente le sanzioni sul petrolio dell’UE, ne richiede l’allargamento e sollecita altri paesi ad unirsi alle sanzioni

Maryam Rajavi, il Presidente eletto della Resistenza Iraniana, accoglie favorevolmente l’imposizione delle sanzioni sul petrolio del regime iraniano da parte dell’Unione Europea come passo necessario per impedire al fascismo religioso al governo in Iran di ottenere le armi nucleari. Sollecita la loro completa attuazione e si rivolge agli altri paesi affinché si uniscano a questo regime di sanzioni dell’UE. Maryam Rajavi ha sottolineato che queste sanzioni devono essere usate come un mezzo per esercitare autorità e obbligare i mullah a smantellare il loro programma nucleare in tutta la sua interezza. Da parte sua, il popolo iraniano rifiuta totalmente qualunque compromesso sull’implementazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e l’accettazione dell’arricchimento dell’uranio da parte di questo regime.
Maryam Rajavi ha aggiunto che la Resistenza Iraniana richiede queste sanzioni  da 25 anni, in particolare dal 2002 quando rivelò i siti nucleari di Natanz e Arak. Il ritardo con cui si stanno imponendo queste sanzioni, ha creato un enorme pericolo  per la pace e la tranquillità della regione e di tutto il mondo, ha detto.
Nel ricordare che la porzione maggiore dell’economia iraniana, in particolare nei settori dell’import ed export, è controllata dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), Maryam Rajavi ha ribadito che la necessità di imporre sanzioni globali è più imperativa che mai, non solo a causa del programma nucleare dei mullah, ma anche delle loro flagranti violazioni dei diritti umani e dell’esportazione del terrorismo. Oltre al petrolio, le sanzioni dovrebbero essere estese alle operazioni bancarie, al commercio e ai settori tecnologici dei mullah.
Il Presidente eletto della Resistenza Iraniana ha sottolineato che la dittatura religiosa al governo in Iran, non abbandonerà mai la sua impresa di acquisire armi nucleari perché è parte essenziale della sua strategia di sopravvivenza. Ciò spiega l’inutilità dei negoziati con il regime dei mullah nonostante le concessioni e la flessibilità dei P5+1. Per questo, nonostante l’imposizione delle sanzioni sia indispensabile per fermare il programma sulle armi nucleari del regime, la soluzione definitiva è rappresentata da un cambiamento di regime operato dal popolo iraniano e dal movimento di resistenza organizzato e dalla costituzione di una democrazia in Iran.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
1° Luglio 2012

 

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