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Le richieste delle autorità del regime iraniano per l’estradizione del PMOI dall’Iraq continuano

Appello a U.S.A. e ONU perché condannino questa richiesta e agiscano velocemente per proteggere i residenti di Camp Liberty

Due giorni dopo la richiesta del capo della magistratura del regime dei mullah alla sua controparte irachena per l’estradizione dei membri dell’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano verso questo regime, il portavoce del Ministero degli Esteri dei mullah il 20 Maggio ha detto: “Tra gli argomenti in discussione tra le autorità iraniane e irachene, abbiamo la questione del PMOI.

Questo è un gruppo terroristico … noi abbiamo chiesto ripetutamente al governo iracheno di consegnarli all’Iran …. questa questione viene seguita anche attraverso altri canali…  il ministero degli esteri, da parte sua, ha questa questione nel suo mandato e viene seguita attraverso fonti appropriate”.

Il capo della magistratura dei mullah, Sadeq Larijani, direttamente responsabile delle esecuzioni che avvengono quotidianamente in Iran, nel suo incontro con il capo del Consiglio Supremo Giuridico iracheno ha affermato: “Nell’ambito degli accordi sull’estradizione dei criminali, noi chiediamo che il PMOI , presente nella nazione irachena, venga rimandato in Iran per essere giustamente processato, poiché se non venisse processato ciò sarebbe contrario alla giustizia!” (media di Stato – 18 Maggio)

Allo stesso modo il 2 Marzo, il Ministro della Giustizia, mullah Pourmohammadi, responsabile del massacro di 30.000 prigionieri politici nel 1988, nel suo incontro con la controparte irachena aveva chiesto l’estradizione del PMOI nell’ambito dell’accordo per l’estradizione dei criminali siglato dai due paesi.

E’ stato il 26 Settembre 2012 che per la prima volta, in contemporanea con la rimozione del PMOI dalla lista delle Organizzazioni Terroristiche Straniere degli Stati Uniti, il mullah Larijani nella sua veste di capo del ramo giudiziario,disperato e per protestare duramente contro la decisione del governo americano, durante un incontro con gli alti magistrati del regime ha dichiarato: “Questo gruppuscolo ha versato il sangue di oltre 17.000 persone tra alti funzionari e gente comune, nei vicoli e nei mercati… i leaders e i membri di questo gruppuscolo dovranno essere estradati e processati e dovranno affrontare la loro pena. Noi avvertiamo il Governo degli Stati Uniti che il governo iraniano non passerà sopra ai crimini commessi dal gruppuscolo dei Monafeqin contro la nazione iraniana”.

Questa assurda e ripetuta richiesta del capo della magistratura dei mullah e la sua reiterazione da parte del ministro della giustizia e del ministero degli esteri sulla estradizione di rifugiati che godono di “protezione internazionale”, prima di tutto dimostra la paura ed il terrore crescente di questo regime per l’esplosione della rabbia popolare e dell’enorme malcontento sociale, nonché del potenziale e del posto che occupa la resistenza organizzata tra il popolo iraniano, in particolare dopo che ha obbligato questo regime disumano a bere “l’amaro calice del nucleare”.

Il regime dei mullah in piena crisi, che considera questa situazione qualcosa in grado di aprire la via alla sua caduta grazie al popolo e alla gioventù di tutto l’Iran, con le esecuzioni e i massacri, sta lottando invano  per ritardare questo inevitabile destino, distruggendo il membri del PMOI nella prigione di Camp Liberty che sono un’ispirazione alla lotta del popolo iraniano.

Qui abbiamo un regime che parla di “giustizia” ma che ha giustiziato 120.000 prigionieri politici e per il quale, in base alla sua legge, chiunque sia associato o collabori con il PMOI viene considerato  “mohareb” (nemico di Dio) e viene punito con la morte.

Nel 1988 Khomeini emise personalmente una fatwa che diceva: “tutti coloro che sono nelle prigioni di tutto il paese e sono determinati ad appoggiare i Monafeqin (PMOI) sono mohareb e sono condannati ad essere giustiziati”. A seguito di questa fatwa, 30.000 prigionieri politici vennero massacrati. Questo è il più grande crimine contro l’umanità dalla Seconda Guerra Mondiale e i suoi autori non sono ancora stati assicurati alla giustizia. Il popolo iraniano e la sua resistenza hanno ripetutamente chiesto la presentazione di questo dossier alla Corte Penale Internazionale e l’apertura di un procedimento contro i leaders di questo regime.

In meno di cinque anni, la dittatura religiosa al potere in Iran ha organizzato una serie di venti attacchi, tra terrestri e missilistici, contro Ashraf e Camp Liberty attraverso suoi mercenari e il suo governo subordinato in Iraq, massacrando 116 persone, ferendone 1375 e prendendo in ostaggio sette residenti. Inoltre, 20 persone hanno subito una morte lenta a causa del blocco sanitario.

Nel suo comunicato del 6 Maggio, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha precisato: “L’UNHCR sottolinea ulteriormente che i residenti del campo hanno diritto alla protezione contro l’espulsione o il rimpatrio forzato verso qualunque luogo in cui la loro vita o libertà possano essere minacciate. Il Memorandum di Intesa siglato tra il Governo dell’Iraq e le Nazioni Unite, riconosce esplicitamente che i residenti beneficiano del principio di “non-refoulement” (a non essere trasferiti, espulsi o estradati in modo coatto)”.

La Resistenza Iraniana mette in guardia contro le diaboliche intenzioni del regime dei mullah, sulle affermazioni e le dichiarazioni del capo della sua Magistratura, del Ministro della Giustizia e del Ministero degli Esteri. Chiede al Governo degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite che si sono, ripetutamente e per iscritto, impegnati a garantire la sicurezza e l’incolumità dei residenti di Camp Liberty, di condannare tali dichiarazioni e di adottare misure immediate ed efficaci per proteggere i residenti di Camp Liberty. Il silenzio di fronte a queste dichiarazioni che violano tutte le autorevoli leggi e patti internazionali, incoraggia questo regime e i suoi complici in Iraq a continuare le loro azioni illegali e disumane.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

21 Maggio 2014

 

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