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Le porte di Camp Liberty dovrebbero essere aperte agli avvocati ed ai giornalisti e questi dovrebbero poter incontrare e parlare con i residenti

Chiunque abbia certificato gli standards umanitari e gli standards secondo i Diritti Umani e gli standards internazionali per la protezione dei rifugiati, in particolare la libertà di circolazione nell’ambito di una “ricollocazione volontaria”, dovrebbe presentarsi di fronte ai giornalisti ed ai residenti e risponderne a loro.

Su richiesta di Mrs. Maryam Rajavi, Presidente eletto del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, per il periodo di transizione del trasferimento di poteri al popolo iraniano, 400 membri del Organizzazione dei Mojahedin del Popolo Iraniano a Campo Ashraf stanno andando a Camp Linerty questo pomeriggio. Contrariamente alla propaganda e alle false dichiarazioni fatte, le garanzie minime non sono state fornite e nessuno ha certificato il rispetto degli standards umanitari e secondo i Diritti Umani in questo campo. Nelle ingannevoli dichiarazioni a scopo propagandistico si è tentato di presentare le infrastrutture tecniche elencate da un tecnico dell’accoglienza, come il numero dei rubinetti dell’acqua (senza acqua corrente), come rispondenti agli standards umanitari.
L’ UNHCR ha riaffermato la necessità della libertà di circolazione dei residenti ed il loro diritto di godere delle minime garanzie per la loro sicurezza ed incolumità in quanto “richiedenti asilo” e “beneficiari”.
Invitare i giornalisti non dovrebbe essere fatto unicamente per scopi propagandistici e senza permettergli di avvicinarsi ai residenti, senza poterli incontrare e parlare con loro, come è stato nel passato.
Chiunque abbia certificato il rispetto degli standards umanitari e secondo i Diritti Umani e degli standards internazionali per la protezione dei rifugiati, in particolare la libertà di circolazione nell’ambito di una “ricollocazione volontaria”, dovrebbe presentarsi di fronte ai giornalisti e ai residenti e risponderne a loro.
Senza libertà di circolazione, di libero accesso ai servizi medici, senza la possibilità di incontrare gli avvocati e senza che le forze armate irachene lascino Camp Liberty, non ci sarà nient’altro che una prigione sotto il nome di “Liberty”.

Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
17 Febbraio, 2012

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