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Comunicato della conferenza stampa alla Camera dei Deputati sull’Iran

15 febbraio 2012
Nella conferenza stampa del 15 febbraio, nel occasione dell’anniversario della rivoluzione popolare in Iran contro la dittatura monarchica, che ha avuto luogo nel Parlamento italiano, Sala stampa, hanno partecipato molti parlamentari appartenenti ai diversi gruppi e hanno dibattuto sul cambio del regime in  Iran come via per affrontare la crisi senza precedenti in corso nella regione. I partecipanti alla conferenza condannando lo spostamento obbligatorio dei residenti del Campo Ashraf al campo Liberty hanno sottolineato che la condizione minime per un trasferimento è garantire l’incolumità morale e materiale, rispettosa degli standard umanitari e dei diritti umani,  nella nuova residenza.
Tra i partecipati alla conferenza erano presenti: On. Carlo Ciccioli ( pdl ) presidente del comitato parlamentare Iran libero, On. Elisabetta Zamparutti ( Pd-Radicali ) Co-presidente del comitato parlamentare Iran libero, On. Ferdinando Adornato ( UDC ), On. Aurelio Misiti ( Misto ), On. Antonio Razzi ( Popolo e Territorio ), On. Lino Duilio ( Pd ), On. Massimo Vannucci ( Pd ), Sen. Gustavo Selva, On. Dario Rivolta, Sindaco Domenico Corte e Antonio Stango
Ciò che si può sintetizzare della conferenza al Parlamento italiano sulla questione iraniana è: 
• il regime teocratico al potere in Iran immerso nelle più acute crisi interne e internazionali trova l’unica via uscita l’intensificazione della repressione, l’accelerazione della produzione delle armi nucleari e l’esportazione dell’integralismo e terrorismo all’estero; tutto questo mette in serio pericolo la regione e tutto il mondo. L’applicazione della sanzione totale è  una necessità indiscussa che deve far parte di una politica ferma per affrontare il regime iraniano, ma non è sufficiente. Per impedire che il regime teocratico ottenga le armi nucleari, l’unica via è puntare sul cambio democratico per mano del popolo iraniano e della sua resistenza organizzata. La coalizione del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (CNRI) e il suo gruppo maggiore, l’organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (PMOI), l’opposizione principale e democratica al regime, ha una vasta base sociale ed è determinante per il cambio democratico in Iran. Un riconoscimento della CNRI è quando mai necessario onde garantire la pace e la stabilità nella calda regione mediorientale e in tutto il mondo; 
• condannando le pressioni sui residenti del Campo Ashraf e la continua violazione dei loro diritti e gli accordi sottoscritti da parte del governo iracheno, i partecipanti alla conferenza hanno affermato che la condizione minima per il trasferimento dei residenti al campo Liberty è che l’ONU, gli USA, l’UE e il governo iracheno devono garantire la loro l’incolumità morale e materiale. I residenti devono godere del diritto di portare con se i loro patrimoni mobili e i loro mezzi. La polizia irachena non deve stazionare all’interno del campo che ha una superficie di appena 0,5 kmq. I residenti devono essere liberi ad entrare e uscire dal campo. Ogni residenti deve avere un’area minima, secondo gli standard internazionali. Senza garantire questi requisiti indispensabili, rispettosi della dignità umana, il governo iracheno mostra la sua malafede e si ostina ad attuare la richiesta del regime iraniano; mutare il campo ad una prigione, in primo passo e annientarli successivamente. In questo modo lo spostamento è una mortale trappola per gli inermi residenti del Campo Ashraf;
• l’ONU, gli USA, l’UE sono responsabili di fronte allo spostamento obbligatorio dal Campo Ashraf al campo Liberty, che nelle attuali condizioni, è un carcere in cui i residenti si troverebbero nell’oblio;
• i partecipanti alla conferenza hanno chiesto all’ONU, agli USA, all’UE di impedire il trasferimento dei residenti del Campo Ashraf al campo Liberty fin quando questo non abbia requisiti corrispondenti agli standard internazionali;
• i partecipanti alla conferenza al Parlamento italiano sulla questione iraniana hanno chiesto al Governo italiano di accelerare il trasferimento dei feriti e degenti del Campo Ashraf in Italia per potersi curare, secondo quanto lo impegnava una risoluzione approvata. Nel luglio 2011 nel Parlamento italiano.

 

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