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Le forze irachene impediscono l’installazione dei muri a T di protezione nel campo dei rifugiati iraniani

Sin dalla mattinata di giovedi 27 Febbraio, il maggiore Ahmed Khozeir, un agente dell’intelligence irachena ed ufficiale criminale del comitato per la repressione di Ashraf, ha impedito ancora una volta l’arrivo delle gru e dei camion per riportare a Camp Liberty i muri a T e reinstallarli attorno ai containers dove vivono i residenti. Ha utilizzato le stesse gru e camion che i residenti hanno affittato a loro spese, per installare i muri a T attorno al suo bungalow.

 

Ahmed Khozeir, che ha avuto  il ruolo principale nei crimini contro l’umanità commessi ad Ashraf ad Aprile 2011 e a Settembre 2013 e che è responsabile di atti disumani nel corso dell’assedio ad Ashraf e Liberty, continua ancora ad impedire l’arrivo dei bunkers 2X2 m aquistati dai residenti.

Con un altro gesto sospetto, alcuni sottoposti di Ahmed Khozeir, in particolare un certo Mohammad agente dell’intelligence, hanno lanciato pietre su alcuni containers dei residenti. Le pietre hanno colpito i tetti e le pareti dei containers. I residenti sono andati subito a lamentarsi alla polizia ed hanno informato l’UNAMI, ma gli agenti dell’intelligence irachena hanno falsamente affermato che i residenti stavano lanciando pietre e che diversi poliziotti erano stati feriti.

Con un atto disumano giovedi le cisterne per i liquami, noleggiate dai residenti per svuotare  quelle piene, sono state bloccate. Inoltre gli agenti dell’intelligence hanno tormentato i pazienti che dovevano recarsi all’ospedale di Baghdad per sottoporsi a delle cure e a due di essi e a due interpreti, hanno impedito di andare a Baghdad.

Impedire l’arrivo dei muri a T e dei bunkers in cemento armato, insieme all’inasprimento del blocco sanitario e alimentare a Liberty e  impedire lo svuotamento delle cisterne per i liquami, dimostrano le minacciose intenzioni del governo iracheno di lasciare i residenti indifesi contro gli attacchi missilistici e i colpi di mortaio, aumentando così i costi umani e, dall’altro lato, rivela la politica del governo iracheno che mira a rendere intollerabile questa situazione e a creare conflitti per avere il pretesto di reprimere i residenti.

La Resistenza Iraniana, esprimendo la sua profonda preoccupazione per il destino dei residenti di Liberty e ricordando i ripetuti impegni presi per iscritto dagli Stati Uniti e dalle Nazioni Unite, chiede una azione urgente per la sicurezza e l’incolumità dei residenti di Liberty. Gli agenti dell’intelligence e gli agenti del primo ministo iracheno non stanno solo negando i minimi requisiti umanitari e di sicurezza, ma sono anche quelli che stanno preparando il terreno per i futuri massacri a Liberty.

Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana

28 Febbraio 2014 

 

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